Archivi giornalieri: dicembre 15, 2014

Ode all’arancia

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Siamo i raggi di una sola ruota
divisi
come lingotti d’oro
e raggiungiamo con treni e con fiumi
l’insolita unità dell’arancia.

                             Ode all’arancia, Pablo Neruda

 

Nei giorni scorsi mi sono regalata tre giorni in Spagna, a Siviglia. Oltre ad aver goduto della bellezza estetica di questa città, che per chi non ci è ancora stato consiglio caldamente di visitare, mi ha colpito la magia che si respira nelle vie del centro storico, grazie anche alla suggestione evocata dagli alberi di aranci gialli che fanno da cornice a queste vie. Circondata da questi graziosi alberelli carichi di frutti, per associazione mi si è aperto un cassettino nella memoria, e in particolare mi si è affacciata alla mente una poesia di Pablo Neruda, Ode all’arancia. Dato che oggi in questo mondo ci si nutre di tutto fuorché di un po’ di poesia, in questo articolo vorrei riproporre la lirica del poeta cileno.

A somiglianza tua,
a tua immagine,
arancia,
si fece il mondo:
rotondo il sole, circondato
per spaccarsi di fuoco:
la notte costellò con zagare
la sua rotta e la sua nave.
Così fu e così fummo,
oh terra,
scoprendoti,
pianeta arancione.
Siamo i raggi di una sola ruota
divisi
come lingotti d’oro
e raggiungiamo con treni e con fiumi
l’insolita unità dell’arancia.

Patria
mia,
gialla
chioma,
spada dell’autunno,
quando
alla tua luce
ritorno,
alla deserta
zona
del salnitro lunare,
alle difficoltà
strazianti
del metallo andino,
quando
penetro
il tuo contorno, le tue acque,
lodo
le tue donne,
guardo come i boschi
equilibrano
uccelli e foglie sacre,
il frumento si accumula nei granai
e le navi navigano
per oscuri estuari,
comprendo che sei,
pianeta,
un’arancia,
un frutto del fuoco.

Sulla tua pelle si riuniscono
i paesi
uniti
come settori di un solo frutto,
e Cile, al tuo fianco,
elettrico,
incendiato
sopra
il fogliame azzurro
del Pacifico
è un largo recinto di aranci.

Arancione sia
la luce
di ciascun
giorno,
e il cuore dell’uomo,
i suoi grappoli,
acido e dolce siano:
sorgente di freschezza
che abbia e che preservi
la misteriosa
semplicità
della terra
e la pura unità
di un’arancia.

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