Elogio della Solitudine

 

Ho sempre pensato alla solitudine come a uno spettro dentro di noi, una minaccia da cui liberarsi, fino a quando non ho fatto esperienza di un nuovo tipo di solitudine, una “solitudine creativa”, nella quale possiamo dare spazio a ciò che siamo, valorizzando i nostri talenti e ciò che amiamo fare soli con noi stessi… ribaltando così quel concetto di solitudine amara e desolante .

Secondo Fabrizio De André, autore del brano “Elogio della Solitudine”  , la solitudine ci permette di “avere più facilmente contatto con il circostante, e il circostante non è fatto soltanto di nostri simili, direi che è fatto di tutto l’Universo: dalla foglia che spunta di notte in un campo fino alle stelle”…

Ecco il testo completo di Elogio della Solitudine :

C’è un UOMO che non disdegna la Solitudine, non la teme, non la disprezza, non la considera una sventura, anzi spesso la ricerca per farsi compagnia.

In sua compagnia quell’UOMO può guardare dentro se stesso pur sapendo che scorgerà sempre e solo un tenue raggio di luce, mai il chiarore completo del giorno.

Dentro l’apparente abisso della Solitudine quell’UOMO ama sprofondare. Dentro quell’abisso infatti egli raggiunge la sommità del cielo ed ammira l’infinito tutt’intorno.

L’UOMO che frequenta la Solitudine, sa quanto importanti sono i suoi simili per lui e quanto smisuratamente ne ha bisogno.

L’UOMO la cui mano è stretta a quella della Solitudine ha imparato che molto più numerose sono le mani di quelli che cercano le sue.

L’UOMO che trova riparo all’ombra della Solitudine, sa quanto grande è lo smarrimento di chi, dentro a pareti di cemento armato, cerca rifugio senza mai trovarlo.

L’UOMO che siede stanco ai piedi della Solitudine, sa quanto affaticati e gonfi siano i piedi di coloro che senza mai fermarsi, corrono tutta la vita senza una meta.

L’UOMO che sa gustare il cibo invisibile che la Solitudine gli porge, sa quanto grande è la fame di coloro che pensano soltanto a riempire il carrello della spesa e i ripiani del frigo.

L’UOMO che si disseta dell’acqua che la Solitudine gli versa nel cavo delle mani, sa quanto inestinguibile è la sete di coloro che scambiano uno zampillo di sorgente, per un vuoto a perdere pieno di bollicine o alcol.

L’UOMO che ama ed è ricambiato dalla Solitudine, custodisce per se ogni cosa del passato, afferra con le braccia il presente e guarda lontano al domani.

Quell’UOMO è geloso della sua Solitudine, non la scambia perciò con quella di nessuno altro. E la difende a denti stretti e con le mani ferite, la sua Solitudine quando gli altri gliela vogliono rubare.

Quell’UOMO in compagnia della sua Solitudine non si sente mai solo, mai perde il coraggio e la forza.

Di quell’UOMO e della sua Solitudine nessuno potrà mai temere alcunchè.

 

 

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