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Un benvenuto a te che mi stai leggendo, e che condividerai insieme a me questa nuova avventura nel blog di Educazione permanente… sapere è potere! E' sempre difficile presentarmi, semplificarmi in poche righe, io che da tempo ho fatto mio il passo di Walt Whitman : “contengo moltitudini” : ) Perche' TUTTI noi conteniamo moltitudini, solo che tante volte ce ne dimentichiamo... cosi' presi dalla nostra quotidianita, tante volte ci diamo per scontati'! Comunque, sono Laura Pagano, ho 27 anni e abito in provincia di Modena. Nel 2008, dopo aver conseguito una laurea triennale in “Servizio Sociale” alla Facolta' di Scienze Politiche di Bologna, ho esercitato per un periodo la professione di assistente sociale. In seguito a questa esperienza, che all'epoca dei fatti ho percepito come piuttosto traumatica, ho deciso di sperimentarmi in nuove mansioni ( vendita, amministrazione etc...), e aprirmi a nuove prospettive di senso. Ho pensato che le mie esperienze da precaria tappabuchi non potevano rimanere vane, cosi' ho deciso di scrivere un libro: “Il Manuale del Giovane Precario. Esperienze personali e consigli utili”. Un libro autobiografico si, ma nel quale ho potuto approfondire riferimenti teorici che guidano l'agire professionale. Avendo tratto personalmente giovamento dalla formazione e dalle tecniche di coaching e di PNL in generale, ho cominciato a dedicarmi al mondo dello sviluppo e dell’educazione prima da autodidatta e poi iscrivendomi ad un corso di laurea magistrale in “Scienze dell'educazione permanente e della formazione continua”, presso la facolta' di Scienze della Formazione di Bologna. I miei obiettivi? Contribuire al nostro sviluppo con un’attenzione particolare al contesto in cui siamo collocati, in virtu’ del fatto che siamo esseri bio-psico-sociali. Instillare la curiosita’ per la conoscenza dell’Uomo e della sua educazione, con un’attenzione particolare al concetto di sviluppo contestualizzato in questo mondo liquido. In questo periodo di studi e “disoccupazione creativa” amo dedicarmi alle mie grandi passioni: il teatro creativo e di improvvisazione, la fotografia e i viaggi (soldi permettendo!) Consapevole dell’importanza che esercitano le nostre “metafore di vita” sul nostro agire quotidiano, aderisco al detto: “Abbi fede nel collegare gli eventi che si susseguono nella tua vita, perche' prima o poi, anche quelli oggi piu' inspiegabili, domani troveranno un senso!”. Mi puoi contattare a questo indirizzo: manualedelgiovaneprecario@yahoo.it Buona lettura! Laura

PERCHE’ ALLE DONNE PIACE L’UOMO STRONZO

Ovviamente esistono le eccezioni, ma di base alla donna piace l’uomo stronzo.

Perché?

Perché l’uomo stronzo le somministra tensioni emotive, in bene e in male, cosa che un bravo ragazzo non sa fare, o comunque non gli riesce bene quanto un uomo stronzo.

Noi donne siamo cresciute con i classici riferimenti da uomo macho, almeno le donne della mia generazione, quelle nate a metà degli anni ottanta, e anche prima.

Siamo cresciute prima con i riferimenti maschili dei cartoni animati giapponesi, con Giorgie, Candy Candy, Kiss Me Licia e i rispettivi partner Alpha: il fratello Abel  per Georgie; Terence per Candy e Mirko per la bella Licia.

Tutti personaggi forti, determinati e ribelli.

Poi una volta adolescenti ci siamo innamorate del compianto Luke Perry, al secolo Dylan Mckay di Beverly Hills 90210. Ancora una volta, il personaggio più ribelle e anticonformista della serie televisiva.

Più di recente è stata la saga di Twilight a riproporre l’uomo Alpha attraverso il personaggio di Edward, vampiro sagace e trasgressivo, che con la sua ambiguità è riuscito a far innamorare Bella.

Gli anni passano ma non i nostri riferimenti, che viziati da condizionamenti familiari ( che tipo di papà avevi da piccola? Affettuoso e paterno, o al contrario freddo, distaccato, incurante?), e culturali ( come quelli mass- mediatici che abbiamo appena letto), continuano ad imporsi nella scelta, più o meno razionale, del nostro partner di turno.

L’unico modo per mettere fine a questo copione è cominciare a vedere la realtà dei fatti.

Se hai collezionato due, tre, quattro, cinque storie, identiche, con le stesse dinamiche e lo stesso epilogo è probabile, anzi, ne sono convita, che non sia un caso.

Hai semplicemente ricercato e riprodotto (inconsciamente) ciò che più ti era familiare.

Quindi puoi cominciare a chiederti cosa ti attira di questi uomini, considerando che poi, una volta conosciuti, si rivelano tutti uguali, o con le medesime caratteristiche.

Scrivi tutto ciò che li accomuna, ma senza giudicarli.

Se sono entrati nella tua vita è per un motivo. E sarà la vita stessa a spiegartelo prima o poi.

Fai un inventario delle loro caratteristiche ricorrenti e cerca di trovare delle corrispondenze tra gli adulti significativi che hai conosciuto nella tua infanzia, adolescenza e prima età adulta.

Probabilmente ti sorprenderai nel trovare delle corrispondenze importanti, o al contrario, nel scoprire che ti sei circondata di persone completamente diverse. Cioè profondamente diverse dal modello genitoriale che hai assimilato in casa. Questo perché da adulti o tendiamo a riprodurre ciò che abbiamo vissuto nell’infanzia oppure a sfuggire certe dinamiche, cercando altri modelli di relazione.

Scrivere e leggere le caratteristiche dei partner con cui entri ciclicamente in contatto ti aiuterà anche a familiarizzare con aspetti in ombra di te stessa che forse non avevi ancora preso in considerazione. Ombra che queste persone ti stanno aiutando ad illuminare e  a mettere in luce. Quindi, anche se adesso può essere molto difficile farlo, ringraziale perché a loro insaputa ti stanno invitando a lavorare su te stessa.

E’ un percorso faticoso ma nel lungo periodo ti farà sentire più centrata e padrona di te stessa e del tipo di partner che desideri veramente avere accanto nella tua vita, finalmente libera dai condizionamenti che hai appreso nella tua infanzia e senza il rischio di riprodurre antichi copioni.

Se hai trovato questo articolo interessante non dimenticare di mettere un mi piace e condividerlo a tua volta : )

Grazie!

Laura

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TRE STRATEGIE PER ESSERE PERCEPITO PIU’ ATTRAENTE

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Com’è noto viviamo in quella che lo scrittore Guy Debord già negli anni sessanta definì “società dello spettacolo”, una società dove la nostra esposizione quotidiana sui social network è diventata la normalità, e dove più o meno tutti ricorriamo a filtri o ritocchi per apparire più belli agli occhi degli altri.

In questo articolo vorrei proporti tre strategie per essere percepito/a naturalmente attraente agli occhi degli altri e senza dover ricorrere ai filtri dei social, poiché verrai percepito naturalmente piacente nella comunicazione faccia a faccia:

1- Ascolta il tuo interlocutore: sembra banale, ma la maggior parte di noi non sa ascoltare veramente. E l’ascolto è la prima regola di una buona comunicazione. Quando ascolti attivamente una persona non hai la necessità di doverla sempre interrompere per poter argomentare a tua volta sull’oggetto della conversazione. Semplicemente ascolti e prendi atto di quello che ti sta dicendo l’altra persona. La tua disposizione accogliente e non giudicante sarà percepita positivamente dal tuo interlocutore che per via di questa tua qualità, sarà naturalmente portato a confidarsi con te e a ritenerti una bella persona, dentro e fuori : )

2- Sorridi: Una delle prime cose che ho imparato sul lavoro, sono state le tre tre “S” del contatto: Sguardo, Sorriso, Saluto. Il sorriso in particolare è fondamentale se vuoi abbassare le difese della persona con cui ti stai relazionando. Poi non è così diffuso (purtroppo) vedere in giro persone sorridenti, gioiose e appagate senza un motivo conclamato. Perciò nel dubbio sorridi e regala la tua energia positiva a chi ti sta accanto. Ti percepirà naturalmente più attraente.

3- Ricorri al Modeling: Se vuoi essere percepito positivamente dalla persona con cui ti stai relazionando, ricalcala nei suoi movimenti (Modeling). Non devi replicare per filo e per segno ogni sua azione, anche perché questo minerebbe l’autenticità del vostro rapporto, ma sicuramente prestare attenzione alla sua fisiologia, al suo linguaggio non verbale, alla sua postura. Puoi osservare come tiene le mani o le gambe e riproporre a tua volta la sua fisiologia: in questo modo entrerai naturalmente in “rapport” e questo rispecchiamento ti potrà aiutare ad entrare in maggiore empatia con il tuo interlocutore, che sarà portato a vederti anche naturalmente più attraente.

Se hai altre strategie di auto miglioramento da proporre, condividile nei commenti : )

Grazie!

TRE COSE CHE PUOI FARE GRATIS SE SEI DISOCCUPATO

 

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Photo by Il punto quotidiano

Se in questo momento stai cercando lavoro, sei a casa in cerca di un’occupazione o ti stai dedicando semplicemente un periodo sabbatico, puoi fare tre cose per migliorarti, incrementare la tua autostima e aggiornare le tue competenze:

1- Investi sulla tua crescita personale: non mi stancherò mai di ripeterlo, ma il miglior investimento che possiamo fare nella nostra vita è sempre e solo su noi stessi. Se sei disoccupato puoi approfittare del tempo che hai a tua disposizione per fare il cosiddetto “punto zero”, capire dove sei arrivato e cosa hai imparato dalla tua esperienza.

Se i lavori che hai svolto precedentemente non ti hanno mai appassionato veramente, chiediti cosa ti anima per davvero. Qual è la tua passione più grande? E’ fattibile convertire questa tua passione in una lavoro? Sii creativo, prendi carta e penna e scrivi tutto quello che potresti fare in questo periodo di “disoccupazione creativa”.

Crea una lista di attività poi numerale in ordine di importanza. La prima attività diventerà la tua priorità ( e scusa il giro di parole!) a cui dedicare ogni giorno almeno un’ ora del tuo tempo. Qualche esempio di attività? Guardare video tutorial per imparare come registrare e montare un video da caricare su Youtube; scaricare un libro gratuito in versione pdf per apprendere le migliori tecniche di vendita da applicare nel tuo settore; prendere appunti dai guru del tuo settore per diventare sempre più esperto nella tua attività etc…

2Impara una lingua straniera: viviamo in una società globalizzata, dove l’abilità di padroneggiare una lingua diversa da quella madre è diventata una skill fondamentale anche ai fini di un’eventuale assunzione. Mi potresti obiettare che i corsi di lingua costano e non hai abbastanza soldi per investire sull’apprendimento di una lingua straniera. Fortunatamente ancora una volta il web può venirci in aiuto e sempre in modo completamente gratuito.

La prima cosa che puoi fare è cercare un sito dedicato alla grammatica della lingua che vuoi imparare oppure scaricare un’app gratuita dal tuo telefonino. La grammatica è la base, grazie ad essa puoi cominciare a comporre semplici frasi che potrai arricchire con nuovi vocaboli, e rendendole così più complesse ( se vuoi partire dall’inglese ti consiglio www.englishgratis.com ).

Poi devi cominciare a “farti l’orecchio”, prendere confidenza con la nuova lingua, lo spelling, le inflessioni e gli accenti. Per questo puoi ascoltare video youtube nella lingua che vuoi studiare (sempre per l’inglese ti consiglio il canale “MMMenglish” o “DeepEnglish” ) e ovviamente ricorrere alle sempreverdi fiction, serie televisive e film in lingua originale. Io personalmente cerco di sfruttare i momenti morti per incentivare l’apprendimento, tipo quando cammino sul tappeto in palestra o lavo i piatti.

Terzo consiglio: comincia ad esercitarti parlando nella lingua che stai studiando, esercitandoti in piccole frasi e/o esempi di conversazioni. Se riesci iscriviti ad un gruppo fb o a forum in cui tu possa conversare concretamente con qualcuno, magari tramite Skype.

3- Fai volontariato: Avendo del tempo a tua disposizione, potresti investirlo per dedicarti a qualche attività di volontariato nell’ambito in cui ti senti più affine. Potrebbe essere collaborare con le associazioni del tuo territorio che si impegnano per la tutela e il rispetto delle aree verdi, oppure quelle umanitarie per l’aiuto e il sostentamento delle popolazioni più povere nel mondo. In questo caso ti consiglio di collegarti al sito web del tuo Comune e cercare la pagina dedicata alle “attività di volontariato e/o del tempo libero”. Lì troverai una lista aggiornata delle associazioni operanti nel tuo Comune e potrai cominciare a prendere contatti con i referenti.

Se hai tra i 18 e i 30 anni potresti optare anche per un’esperienza di volontariato all’estero, inviando la tua candidatura per il Servizio Volontario Europeo (SVE: https://serviziovolontarioeuropeo.it o per il Servizio Civile, in Italia o all’estero. (sito: https://www.serviziocivile.gov.it ) .

Se hai altre proposte gratuite su come poter investire al meglio il tuo tempo da disoccupato, scrivimele nei commenti e condividi l’articolo se ritieni che possa essere utile anche ad altre persone : )

Buona Vita,

Laura

60 cose odiose che ti possono accadere nella vita

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Questa sera che ho il dente avvelenato ne approfitto per fare l’inventario delle 60 cose odiose che ci possono accadere nella vita… chissà che alla fine non ci rida pure sopra : )

1- Quando ti serve lo scotch e non riesci a trovare l’estremità perchè si è attaccata perfettamente  al nastro;

2- Quando stai per uscire, sei di fretta e ricevi una telefonata;

3- Quando sei fuori a cena e i commensali al tavolo cominciano a parlare di serie televisive e tu per principio non le segui perchè ti creano dipendenza ( anche se simpatizzi per Black Mirror);

4- Quando indossi le calze velate  fresche di acquisto e  dopo 10 minuti te le ritrovi smagliate;

5- Quando entri in un bagno pubblico unisex e lo trovi cicliclamente pisciato e/o cagato;

6- Quando entri in un bagno pubblico riservato a sole donne e lo trovi ciclicamente pisciato e/o cagato;

7- Quando sei in bici e ti caga un uccello sui pantaloni;

8- Quando pesti una merda;

9- Quando incontri uno/a che conosci e finge di non vederti;

10- Quando sei single e non ti caga nessuno perchè  a tua insaputa giri con il cartello in fronte con su scritto “cerco storia seria” e gli uomini fuggono;

11-Quando sei impegnata e gli uomini ci provano perchè non giri  più con il cartello in fronte con su scritto “cerco storia seria”, sei felice e appagata e l’uomo lo percepisce;

12- Quando vai al mare e ti accorgi che dalle ginocchia ti spunta ancora qualche pelo molesto;

13- Quando esci con un uomo che ti piace fisicamente, poi quando impari a conoscerlo scopri che ti annoia a morte;

14- Quando sei in bagno e ti accorgi che è finita la carta igienica e il tuo moroso non è in casa per fartela allungare e ti devi arrangiare;

15- Quando sei a scuola e il prof. apre il registro e se ne esce con “Oggi interrogo….” e tu scompari istintivamente sotto il banco, mimetizzandoti dietro lo zaino o direttamente lì dentro alla ricerca di qualche libro;

16- Quando mandi un messaggio wa, ti accorgi delle spunte blu di avvenuta lettura, ma il tipo/a non ti risponde e tu vai in ansia;

17- Quando un uomo che ti piace schifa le telefonate, comunica solo con i messaggi e a te scende la catena perchè avevi 15 anni 15 anni fa;

18- Quando stacchi dal turno a lavoro e vorresti solo andare a casa invece sei obbligata a fare la spesa;

19- Quando entri in una stanza della casa per prendere una cosa poi rimani fermo come un allocco in corrispondenza dello stipite della porta perchè nel frattempo ti sei dimenticata/o cosa devi prendere;

20- Quando ti presentano ad un gruppo di persone che non conosci e dopo un secondo ti sei già dimenticata/o tutti i nomi, a meno che non ci sia qualcuno/a che ti abbia colpito brutalmente per la simpatia o l’aspetto;

21- Quando saluti un cliente e non ti risponde;

22- Quando ti dicono “Buongiorno Signora”;

23- Quando sei in aereo e devi andare in bagno ma sei seduta nel seggiolino al centro e non vuoi scomodare il tuo vicino per alzarsi;

24- Quando trattieni la pipì per troppo tempo, poi quando riesci finalmente ad andare in bagno sul momento non ti scende niente e ti devi persino concentrare per riuscire nella tua impresa;

25- Quando ti sbagli a dare il resto alla cassa;

26- Quando stai facendo l’amore e ti viene in mente cosa devi fare dopo;

27- Quando una persona ti chiede “Come stai?” ma non ascolta la  tua risposta;

28- Quando parli con uno che non guarda te ma le tue  tette;

29- Quando entri in un negozio e la commessa ti segue in ogni tuo movimento perchè è indottrinata a venderti tutta la merce esposta in negozio;

30- Quando hai appena cambiato il pannolino ad un bambino e dopo 5 minuti realizzi che si è già bagnato;

31- Quando mandi CV e non ti risponde nessuno;

32- Quando mandi CV e ti rispondono proponendoti delle collaborazioni a titolo gratuito;

33- Quando mi dicono che parlo troppo in fretta;

34- Quando stai cercando parcheggio, ne trovi uno libero ma realizzi che un altro automobilista te l’ha già soffiato;

35- Quando stai registrando un messaggio vocale e per sbaglio lo cestini;

36- Quando vuoi fare una foto con il telefonino ma ti accorgi che non puoi perchè hai la memoria intasata;

37- Quando entri in ascensore e c’è odore di fumo;

38- Quando il tuo moroso mangia al giappo con gli amici e quando torna a casa puzza di fritto e gli metti il veto di entrare nel letto così;

39- Quando al ristorante ti portano le verdure grigliate con anche i peperoni;

40- Quando sei in un locale e devi urlare per farti sentire e perdi la voce;

41- Quando sei fuori a cena, vai in bagno e scopri di avere frammenti di spezie fra i denti e nessuno prima te lo aveva fatto notare;

42- Quando fai le valigie per andare in vacanza e ti dimentichi le ciabatte;

43- Quando fai la borsa della palestra e ti dimentichi il cambio della biancheria e/o ciabatte/ e/o accappatoio;

44- Quando da bambina gli amici dei miei mi stritolavano la guancia per farmi un “buffetto”;

45- Quando acquisti una matita per gli occhi ma ti accorgi che è instendibile sulle palpebre da quanto è dura la mina;

46- Quando alla mattina ti prepari il caffè, sei distratto e lo versi nella tazzina ma anche sulla tovaglietta;

47- Quando hai scoperto che esiste la rivista di “Uomini e Donne”;

48- Quando vorresti baciare un uomo che conosci poco ma ti sembra prematuro, allora aspetti che lo faccia lui ma lui non lo fa pensando che forse non sei interessata;

49- Quando ti provi i vestiti nel camerino di un negozio ma lo specchio riflette una figura diversa da quella che sei abituata a vedere a casa tua;

50- Quando lavi i piatti e ciclicamente rompi un bicchiere;

51- Quando un uomo ti fa incazzare, poi ti abbraccia e non ci capisci più niente;

52- Quando il mio moroso è in cucina e mi dice cose, io sono in bagno che mi sto asciugando i capelli e gli urlo che non sento ma lui continua a parlare, così aspetto che finisca, vado in cucina e gli chiedo se può ripetere che ho perso le ultime 425898585 parole.

53- Quando mi chiedono “se sono una specie di psicologa”;

54- Quando facevo l’assistente sociale e qualcuno mi chiedeva sempre se portavo a spasso i vecchietti (?);

55- Quando mio padre si è ammalato di un male incurabile e qualcuno mi chiedeva ciclicamente: “Ma guarirà?”

56- Quando lavi la macchina poi dopo viene a piovere;

57- Quando una persona ti chiede di che segno sei, gli rispondi gemelli e lui ti storce il naso come se avessi la peste;

58- Quando stai recitando sul palcoscenico e ti dimentichi le battute;

59- Quando sei in piscina a fare acquagym e mentre fai gli esercizi schizzi come una balena, mentre le tue compagne di corso rimangono tranquille e composte in acqua;

60- Quando leggi un libro ma stai pensando ai cazzi tuoi e devi tornare indietro di 2/3 pagine per recuperare il filo del discorso.

… Ovviamente mi sarò dimenticata qualcosa, c’è sempre qualcosa di cui potersi incazzare dopotutto, ma il segreto sta sempre nel MODO in cui affrontiamo quello che ci fa incazzare…

Grazie per la lettera e il tempo dedicato,

Al prossimo post ; )

Laura

 

 

 

 

 

Che cos’è l’autostima?

 

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E’ da tanto che non scrivo. Tanti lavori, tanti progetti e poco tempo da dedicare al mio blog. Cercherò di recuperare con un articolo dedicato all’autostima.

“Tutto parte dall’autostima”. Questo è il mio mantra. Perchè se ti accetti senza riserve e sei radicato in te stesso, niente e nessuno ti può fermare.

Facendo un sondaggio sommario tra amici e conoscenti, ho realizzato che tanti pensano di esserne privi e di non poterla accrescere, altri di averne a sufficienza per affrontare le sfide che la vita ci riserva quotidianamente.

A prescindere da come ci vediamo, sentiamo o percepiamo, la cosa positiva è che anche l’autostima si apprende!

Iniziamo subito cercando di definire meglio che cos’è l’autostima.

L’autostima (self-esteem) deriva dal verbo latino aestimare, “valutare”, che ha un duplice significato: “determinare il valore di” e “avere un opinione su”. Autostima significa quindi “valutarsi e apprezzarsi in una visuale di fiducia e di ragionevole ottimismo nel giusto riconoscimento di potenzialità e limiti, di qualità e difetti“.

La psicologa Maria Cristina Strocchi definisce così l’autostima, declinandola in tre aspetti:

L’autostima è l’atteggiamento che ciascuno di noi ha nei confronti di sé stesso, dal punto di vista:

 cognitivo, ossia le opinioni che ognuno ha di sé e che riguardano: il suo aspetto fisico, le sue emozioni, la sua vita affettiva e sociale, le sue conoscenze, la sua professione, la sua moralità, il raggiungimento degli obiettivi prefissati; in altre parole la sua autorealizzazione;

emotivo, ossia cosa la persona prova nei propri confronti, come ad esempio: affetto, indifferenza, ostilità;

comportamentale, ovvero come la persona si comporta nei suoi riguardi: se ha rispetto di sé, se soddisfa i suoi bisogni, se sa creare delle condizioni soddisfacenti per sé stessa, se cura la sua salute, etc…

L’aspetto più “poetico” dell’autostima è stato invece esplorato da Virginia Satir, psicoterapeuta statunitense, la quale afferma:

“In tutto il mondo non esiste nessuno che sia come te. Io sono io, e ciò che sono è unico. Io sono responsabile per me stessa, dispongo di tutto ciò che mi serve per vivere pienamente qui e ora. Posso scegliere di mostrare il meglio di me, posso scegliere di amare, di essere preparata, di trovare un senso nella mia vita e un ordine nell’universo, posso scegliere di migliorarmi, di crescere e di vivere in armonia con me stessa, con gli altri e con Dio. Sono degna di essere accettata e amata proprio così come sono, qui e ora. Io mi amo e mi accetto, io decido di vivere pienamente a partire da oggi”.

Assumersi la responsabilità di sé stessi e scegliere di mostrare il meglio di noi, ci invita a sperimentare il cosiddetto “sentimento di autoefficacia” (self- efficacy).

Come descritto dallo psicologo Albert Bandura, se “l’autostima riguarda giudizi di valore personale, il senso di autoefficacia riguarda giudizi di capacità personale”. In particolare, “il senso di autoefficacia corrisponde alle convinzioni circa le proprie capacità di organizzare ed eseguire le sequenze di azioni necessarie per produrre determinati risultati”. Strettamente correlato al concetto di autoefficacia è quello di agentività (agency) personale, in quanto le convinzioni di autoefficacia costituiscono un importante fondamento per l’azione. L’agentività corrisponde quindi alla “facoltà di far accadere le cose, di intervenire sulla realtà, di esercitare un potere causale”.

Ecco come l’autore descrive l’importanza della “capacità di agire” nella realtà attuale:

Nelle società contemporanee stanno avvenendo trasformazioni straordinarie dal punto di vista dell’informazione, della socialità e della tecnologia. Nel corso della storia si sono già verificati cambiamenti impressionanti ma non vasti e rapidi come quelli attualmente in atto. Per tenere il passo con il veloce susseguirsi di tali cicli di trasformazione, le persone e le società devono riuscire a rinnovarsi costantemente. In questa sfida adattiva vengono premiate le persone che si sentono capaci di determinare il proprio futuro. Molte teorie contemporanee dipingono l’individuo come uno spettatore passivo dei meccanismi interiori orchestrati dai fattori ambientali: le persone sarebbero prive di ogni senso di “agentività”. Al contrario, nella mia concezione, l’uomo è un organismo ambizioso capace di agire d’anticipo in previsione di problemi, necessità e cambiamenti, e attivo nel modellare il corso della sua vita e i sistemi sociali che organizzano, guidano e regolano le materie sociali.

La capacità di determinare il proprio futuro è strettamente correlata a quello che per me è un corollario fondamentale dell’autostima, e cioè il cosidetto “locus of control“.

L’espressione, difficilmente tradotta come “luogo di controllo” in italiano, è stata coniata da J.B. Rotter, il quale lo ha definito come “il grado con cui le persone si aspettano che il rinforzo o il risultato delle loro azioni sia contingente al loro stesso comportamento o dipenda dalle caratteristiche personali, piuttosto che essere in funzione del caso, della fortuna o del destino, o sia sotto controllo degli altri, o semplicemente imprevedibile”.

Possiamo cominciare a coltivare una sana autostima, facendo uso dell‘auto-osservazione.

Prendersi cura dei nostri pensieri è il primo passo per imparare a volerci bene, imparare ad osservare il nostro dialogo interno, le parole che diciamo a noi stessi e agli altri, nonché gli atteggiamenti che manifestiamo esternamente.

Possiamo cominciare ad introdurre piccole abitudini, come osservare il nostro linguaggio non verbale.

Cosa rivela di noi la nostra postura? Il nostro eloquio? Il nostro passo?

Se vogliamo accrescere la nostra autostima, possiamo allenarci a riprendere anche il contatto con il nostro corpo. Guardiamoci allo specchio e restiamo concentrati sulla nostra immagine.

Anche se quasi sicuramente troveremo qualcosa da contestare, proviamo a rimanere focalizzati sulla nostra immagine riflessa nello specchio, ricorrendo al potere delle affermazioni:

“NONOSTANTE I MIEI DIFETTI E LE MIE IMPERFEZIONI, MI ACCETTO COMPLETAMENTE E SENZA RISERVE”

“NONOSTANTE I MIEI DIFETTI E LE MIE IMPERFEZIONI, MI ACCETTO COMPLETAMENTE E SENZA RISERVE”

“NONOSTANTE I MIEI DIFETTI E LE MIE IMPERFEZIONI, MI ACCETTO COMPLETAMENTE E SENZA RISERVE”

Fare leva sulle affermazioni e l’autosservazione dei nostri pensieri e delle parole che utilizziamo quotidianamente per rivolgerci a noi stessi, è già un primo passo per imparare a coltivare una sana autostima.

Se pensi che questo articolo possa essere utile anche a qualcuno che conosci, condividilo e fai circolare la filosofia di educazione permanente : ))

Grazie,

Laura

Quando è nato il mito della Donna Zerbino?

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Il mito della Donna Zerbino non ha età. E’ sempre esistito e sempre esisterà purtroppo, con la complicità dell’industria culturale sempre attenta ad enfatizzare la tendenza alla sudditanza/compiacenza della donna in risposta ai bisogni dell’uomo ( mi risulta che nel 2017 per vendere un gelato occorre mostrare ancora una donna che geme di piacere… )

Ma quando è stato sdoganato questo mito a livello mediatico???

Quando la Donna Zerbino è entrata UFFICIALMENTE nelle case di tutti gli italiani???

La risposta è nel lontano 1973, anno in cui  le radio hanno incominciato a trasmettere “Minuetto” ,  canzone che ha reso celebre Mia Martini per la sua interpretazione.

Il brano porta la firma di un uomo, Franco Califano, che in un’intervista racconta:

« …Il nostro incontro risale al ’73. Avevo appena finito di comporre “Minuetto” e sentii subito che si trattava di un pezzo del quale Mia Martini avrebbe colto perfettamente tutte le sfumature, la sua storia di amore disperato. Glielo affidai e Mia vinse il Festival d’Europa e il Festivalbar. In qualche modo ‘Minuetto’ segnò il suo grande successo, la nascita di un’interprete impareggiabile, che osservava il mondo e gli uomini con una straordinaria sensibilità. Non ci legava una frequentazione assidua, anzi sono poche le occasioni nelle quali io e Mia ci siamo ritrovati vicini a parlare di musica, di quella musica che per lei era in qualche modo uno strumento di liberazione, un modo per dimenticare… »

Ovviamente la Martini era e rimane un’interprete eccezionale … ma ad una lettura attenta, il testo può essere considerato veramente il manifesto della “Donna Zerbino“.

Una donna totalmente dipendente dal suo partner ( dal testo emerge più un partner sessuale, che non un partner emotivamente vicino alla sua donna e ai suoi bisogni affettivi), e  in balia dei sui impulsi ormonali ( “vieni a casa mia, quando vuoi, nelle notti più che mai”…). Una donna emotivamente fragile e vulnerabile ( “ti vedo e tanta forza non ce l’ho”), ma sessualmente attiva… che da una notte di passione spera di ricevere in cambio un pò d’amore ( “continuo ad aspettarti nelle sere per elemosinare amore”)

Vale la pena rileggersi il testo completo:

E’ un’incognita ogni sera mia…
Un’attesa, pari a un’agonia. Troppe volte vorrei dirti: no!
E poi ti vedo e tanta forza non ce l’ho!
Il mio cuore si ribella a te, ma il mio corpo no!
Le mani tue, strumenti su di me,
che dirigi da maestro esperto quale sei…

E vieni a casa mia, quando vuoi, nelle notti più che mai,
dormi qui, te ne vai, sono sempre fatti tuoi.
Tanto sai che quassù male che ti vada avrai
tutta me, se ti andrà per una notte…
… E cresce sempre più la solitudine,
nei grandi vuoti che mi lasci tu!

Rinnegare una passione no,
ma non posso dirti sempre sì e sentirmi piccola così
tutte le volte che mi trovo qui di fronte a te.
Troppo cara la felicità per la mia ingenuità.
Continuo ad aspettarti nelle sere per elemosinare amore…

So – no sempre tua, quando vuoi, nelle notti più che mai,
dormi qui, te ne vai, sono sempre fatti tuoi.
Tanto sai che quassù male che ti vada avrai
tutta me, se ti andrà, per una notte… sono tua…
… la notte a casa mia, sono tua, sono mille volte tua…

E la vita sta passando su noi, di orizzonti non ne vedo mai!
Ne approfitta il tempo e ruba come hai fatto tu,
il resto di una gioventù che ormai non ho più…
E continuo sulla stessa via, sempre ubriaca di malinconia,
ora ammetto che la colpa forse è solo mia,
avrei dovuto perderti, invece ti ho cercato.

Minuetto suona per noi, la mia mente non si ferma mai.
Io non so l’amore vero che sorriso ha…
Pensieri vanno e vengono, la vita è così…

Personalmente ho canticchiato questa canzone per anni… prestando scarsa attenzione alla carica emotiva trasmessa da certe parole… Fino a quando non ho cominciato a studiare l’impatto che le parole provocano su di noi, non solo a livello emotivo appunto, contribuendo ad innalzare e/o abbassare il nostro stato vitale, ma anche a livello cerebrale ( una ricerca russa ha evidenziato che le parole e le frequenze possono influenzare e riprogrammare il DNA. Per approfondire: https://www.disinformazione.it/parolaedna.htm )

E’ importante maturare la consapevolezza che un certo tipo di linguaggio, certe parole, ascoltate più volte, ripetute e immagazzinate nella memoria, trovano terreno fertile anche per sedimentarsi nel nostro inconscio e guidarci, più o meno consapevolmente, nella costruzione del nostro immaginario collettivo legato alla “promozione” di certi concetti. Come il concetto di “amore = dipendenza” veicolato da questa canzone.

Una persona una volta mi ha detto: “Non è amore se fa soffrire”. Peccato che l’industria dell’intrattenimento ci voglia convincere brutalmente del contrario.

IO SONO INFINITO

 

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In evidenza: Il Viandante sul mare di nebbia – Caspar David Friedrich

C’ è un mantra che ho letto da qualche parte e che vorrei condividere… per ricordarlo sia a me che ai naviganti della rete ; )

IO ESISTERO’ PER L’ETERNITA’

ESATTAMENTE COME L’AMORE,

CHE E’ ETERNO,

COSI’ E’ ANCHE LA MIA NATURA.

NON AVRO’ PIU’ PAURA PERCHE’

SONO DESTINATO A ESISTERE PER SEMPRE

Per questo IO SONO INFINITO

Saggezza di William Blake

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Sistemando casa ho trovato una vecchia agenda e appunti di vario tipo, tra cui degli aforismi di William Blake, (1757 – 1827) il noto poeta inglese autore di celebri poemi come “The Tiger” .

Dato che voglio imparare a disfarmi di cose vecchie e inutili, come l’agenda in questione, colgo l’occasione per trascrivere un paio di aforismi e far rivivere anche la magia di William Blake:

“SE LE PORTE DELLA PERCEZIONE FOSSERO PURIFICATE, TUTTO APPARIREBBE AGLI UOMINI COME REALMENTE E’: INFINITO”

“L’IMMAGINAZIONE NON E’ UNO STATO MENTALE: E’ L’ESISTENZA UMANA STESSA”

Non ci resta che riflettere su queste parole… e farcele entrare dentro.

(Poi farò sparire anche l’agenda)

 

 

Shakespeare insegna

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William Shakespeare non è stato solo un grande drammaturgo e poeta, ma a mio avviso anche un grande coach. Questo uno dei suoi motti:

” There is nothing good or bad, but thinking makes it so”.

“Non c’è nulla di buono o di cattivo, ma è il pensiero che rende tale qualcosa”

Che dire… Shakespeare docet.

 

Donne mie

 

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Oggi una mia cliente mi ha consigliato di leggere una poesia di Dacia Maraini… “Donne mie”… non la conoscevo così me la sono andata a cercare e ho deciso di postarla qui sul blog…

Donne mie

Donne mie illudenti e illuse che frequentate le università liberali,
imparate latino, greco, storia, matematica, filosofia;
nessuno però vi insegna ad essere orgogliose, sicure, feroci, impavide.

A che vi serve la storia se vi insegna che il soggetto
unto e bisunto dall’olio di Dio è l’uomo
e la donna è l’oggetto passivo di tutti
i tempi?

A che vi serve il latino e il greco
se poi piantate tutto in asso per andare
a servire quell’unico marito adorato
che ha bisogno di voi come di una mamma?

Donne mie impaurite di apparire poco
femminili, subendo le minacce ricattatorie
dei vostri uomini, donne che rifuggite
da ogni rivendicazione per fiacchezza
di cuore e stoltezza ereditaria e bontà
candida e onesta.

Preferirei morire piuttosto che chiedere a voce alta i vostri
diritti calpestati mille volte sotto le scarpe.
Donne mie che siete pigre, angosciate, impaurite,
sappiate che se volete diventare persone
e non oggetti, dovete fare subito una guerra
dolorosa e gioiosa, non contro gli uomini, ma
contro voi stesse che vi cavate gli occhi
con le dita per non vedere le ingiustizie
che vi fanno.

Una guerra grandiosa contro chi
vi considera delle nemiche, delle rivali,
degli oggetti altrui; contro chi vi ingiuria
tutti i giorni senza neanche saperlo,
contro chi vi tradisce senza volerlo,
contro l’idolo donna che vi guarda seducente
da una cornice di rose sfatte ogni mattina
e vi fa mutilate e perse prima ancora di nascere,
scintillanti di collane, ma prive di braccia,
di gambe, di bocca, di cuore, possedendo per bagaglio
solo un amore teso, lungo, abbacinato e doveroso
(il dovere di amare ti fa odiare l’amore, lo so)
un’ amore senza scelte, istintivo e brutale.

Da questo amore appiccicoso e celeste dobbiamo uscire
donne mie, stringendoci fra noi per solidarietà
di intenti, libere infine di essere noi
intere, forti, sicure, donne senza paura.