Tutti gli articoli di laurapagano85

Informazioni su laurapagano85

Un benvenuto a te che mi stai leggendo, e che condividerai insieme a me questa nuova avventura nel blog di Educazione permanente… sapere è potere! E' sempre difficile presentarmi, semplificarmi in poche righe, io che da tempo ho fatto mio il passo di Walt Whitman : “contengo moltitudini” : ) Perche' TUTTI noi conteniamo moltitudini, solo che tante volte ce ne dimentichiamo... cosi' presi dalla nostra quotidianita, tante volte ci diamo per scontati'! Comunque, sono Laura Pagano, ho 27 anni e abito in provincia di Modena. Nel 2008, dopo aver conseguito una laurea triennale in “Servizio Sociale” alla Facolta' di Scienze Politiche di Bologna, ho esercitato per un periodo la professione di assistente sociale. In seguito a questa esperienza, che all'epoca dei fatti ho percepito come piuttosto traumatica, ho deciso di sperimentarmi in nuove mansioni ( vendita, amministrazione etc...), e aprirmi a nuove prospettive di senso. Ho pensato che le mie esperienze da precaria tappabuchi non potevano rimanere vane, cosi' ho deciso di scrivere un libro: “Il Manuale del Giovane Precario. Esperienze personali e consigli utili”. Un libro autobiografico si, ma nel quale ho potuto approfondire riferimenti teorici che guidano l'agire professionale. Avendo tratto personalmente giovamento dalla formazione e dalle tecniche di coaching e di PNL in generale, ho cominciato a dedicarmi al mondo dello sviluppo e dell’educazione prima da autodidatta e poi iscrivendomi ad un corso di laurea magistrale in “Scienze dell'educazione permanente e della formazione continua”, presso la facolta' di Scienze della Formazione di Bologna. I miei obiettivi? Contribuire al nostro sviluppo con un’attenzione particolare al contesto in cui siamo collocati, in virtu’ del fatto che siamo esseri bio-psico-sociali. Instillare la curiosita’ per la conoscenza dell’Uomo e della sua educazione, con un’attenzione particolare al concetto di sviluppo contestualizzato in questo mondo liquido. In questo periodo di studi e “disoccupazione creativa” amo dedicarmi alle mie grandi passioni: il teatro creativo e di improvvisazione, la fotografia e i viaggi (soldi permettendo!) Consapevole dell’importanza che esercitano le nostre “metafore di vita” sul nostro agire quotidiano, aderisco al detto: “Abbi fede nel collegare gli eventi che si susseguono nella tua vita, perche' prima o poi, anche quelli oggi piu' inspiegabili, domani troveranno un senso!”. Mi puoi contattare a questo indirizzo: manualedelgiovaneprecario@yahoo.it Buona lettura! Laura

L’UNICA CERTEZZA CHE HO

Image result for bersaglio"

Ho poche certezze nella vita perchè come noto TUTTO è soggetto all’eterna legge del cambiamento.

Il nostro fisico cambia negli anni, invecchiando; il nostro carattere anche, plasmandosi in relazione agli eventi che viviamo ( e a cui reagiamo) ogni giorno che passa. E’ soggetto al cambiamento il denaro depositato nel nostro conto in banca,  il nostro nucleo famigliare, le nostre amicizie, i rapporti fra gli stati, la moda, il nostro vacabolario,  il numero di nei che abbamo o non abbiamo sul nostro corpo, etc…

Pur vivendo in un mondo “liquido” e in costante trasformazione, conservo però una certezza: nonostante i miei pregi e i miei difetti, so di essere una persona unica e irripetibile, frutto dell’evoluzione biologica (BIO), con una mente pensante (PSICO), inserita in un contesto (SOCIO).

Se voglio imparare a sopravvivere in questo mondo, con tutti i suoi limiti e le sue storture, le sue bellezze e le sue perplessità, so che potrò sempre affidarmi ad un modello interpretativo per poter leggere e comprendere  la mia natura e la realtà in cui sono inserita.

Abbracciare questo modello, detto bio-psico-sociale, significa ricordarmi che per crescere nell’esperienza è importante imparare a conoscermi dal punto di vista biologico, psichico e sociale.

Così a  livello biologico, sono certa e  consapevole di avere:

  • un corpo (con tutte le sue fattezze);

  • un patrimonio genetico (assolutamente unico e irripetibile, ma anche frutto di fattori ereditari che mi ricordano l’appartenenza ad una catena generazionale);

  • un genere;

  • un organismo complesso (con tutti i fattori che ne determinano il funzionamento…)

Sul versante psicologico, sono  consapevole di essere dotata di:

– processi cognitivi (percezione, apprendimento, memoria, linguaggio, pensiero, intelligenza, …);

– vita affettiva (emozioni, sentimenti, stati d’animo, tono dell’umore…);

– inconscio (la dimensione psichica che sfugge al mio controllo cosciente );

– dimensione spirituale ( come il risveglio della consapevolezza nella meditazione…)

Vivere in modo armonioso, nel rispetto dei miei sentimenti e di quelli altrui, mi proietta nella terza dimensione del modello bio-psico-sociale, cioè dell’Essere in relazione con la sociologia.

Il livello sociale mi stimola a riconoscere:

  • l’imprescindibile aspetto delle relazioni nella vita individuale, che è relazionale dal primo momento in cui viene concepita ( è dall’unione di due cellule che nasce la vita);

  • – la dimensione sociale dell’individuo che si inscrive sempre in un ambiente, in un contesto, e più in generale in tutti gli aspetti fisici del luogo in cui ci troviamo a vivere (incluse le determinanti della geografia e del momento storico in cui si nasce e in cui si svolge la vita di ciascuno);

  • quanto il fattore sociale inglobi gli aspetti specificatamente culturali e religiosi della nostra esistenza.

In questo modello, una sorta di bussola o mappa concettuale in cui  TUTTI ci possiamo orientare, diventano quindi centrali tre discipline, strettamente interconnesse tra loro:

la Biologia, la Psicologia e la Sociologia.

Ecco perché questo blog esplora la nostra natura in una prospettiva olistica ( dal greco “olos” = tutto): a seconda dei contenuti proposti, gli articoli pubblicati nel blog rientrano infatti nelle categorie “bio”, “psico” e “socio”, nel rispetto del modello BIO-PSICO -SOCIALE da me abbracciato.

COSA HO IMPARATO DAL MIO VIAGGIO A NEW YORK

 

Risultati immagini per skyline ny da observation deck

Lo scorso ottobre 2019 ho avuto l’occasione di trascorrere quattro giorni a NY. In breve quello che ho imparato dalla mia breve esperienza nella Grande Mela:

1- Non è vero che si mangia poi così male in America: New York pullula di ristoranti, caffetterie,  pub, catene ottime per tutte le tasche ma soprattutto per tutti i gusti. Io che mi definisco ittio-vegetariana ( mangio il pesce ma non la carne) sono sempre riuscita a mangiare in modo abbastanza sano ( scrivo “abbastanza” perchè a volte per risparmiare sono dovuta scendere a compromessi con dei panini, che di base non sono mai sanissimi ) anche consumando nelle tipiche catene di ristorazione america. Una delle più diffuse e a buon mercato dove ho mangiato vegetariano è ShakeShake: https://www.shakeshack.com

2- I newyorkesi vanno di fretta è vero ma sono tendenzialmente gentili e cortesi: per quel poco che ho potuto appurare,  il newyorkese è vero che è sempre di corsa ma non scade mai nella maleducazione. Mi è  capitato di fermare due persone per strada nei pressi di Times Square per chiedere loro informazioni su un locale ed entrambe mi hanno risposto educatamente, senza curarsi minimamente del mio inglese non propriamente perfetto o altro. Anzi,  a distanza di mesi mi porto ancora dentro il sorriso di una cameriera iper friendly al Bubba Gump di Times Square : https://www.bubbagump.com/

3- Se ami l’arte non puoi non venire a NY una volta nella vita: com’è noto, è New York a dettare le tendenze in fatto di arte contemporanea, che è ricca di stimoli artistici  in ogni angolo della strada. E non è un modo di dire. I newyorkesi riescono a trasformare anche una semplice aiuola in un artefatto artistico, così come una vecchia linea ferroviaria in disuso come L’High Line: https://www.thehighline.org/ Un museo imperdibile a mio parere è il Whitney Museum situato nel Museum Mile insieme al MET e al Guggenheim. Il Whitney propone opere di arte contemporanea solo di artisti americani, viventi e non . Per noi europei quindi è un museo da non perdere se vogliamo incrementare il nostro background artistico: https://whitney.org/

4- Se ti piace la vita cosmopolita pernotta o fai un salto nel Queens: Io e il mio moroso abbiamo soggiornato a casa di Raul, un ragazzo uruguaiano che ha messo a disposizione la sua casa su AIRBandB. A differenza di Manhattan, il Queens è un quartiere molto più tranquillo dove coesistono diverse etnie e culture nella stessa via. Passeggiando per il Queens puoi trovare quindi una caffetteria italiana con accanto un locale turco dove si può fumare narghilé, o ancora un nigh club gestito da ispanici. Personalmente credo che il Queens, forse più di Manhattan, riesca a fornire una fotografia più nitida e autentica di quello che è il leit motiv di NY: coesistanza e rispetto di culture differenti. (https://www.ny.gov/counties/queens)

5- Devi vedere Times Square sia di giorno che di notte: come dicevo al punto 2, di giorno puoi trovare oltre a tanti turisti, altrettanti newyorkesi che lavorano e che attraversano la strada perennemente affollata ( si chiama Times Square ma di fatto non è una piazza per come la intendiamo noi europei) con in mano il loro beverone, di solito caffè annacquato. Ma di notte Times Square diventa un carnevale:  tanta confusione, facce, voci e lingue diverse che  trasformano le strade in un paese dei balocchi. A  mio parare, a Times Square traspare il lato più pacchiano di NY, ma allo stesso tempo il culto del presentismo e del consumismo edonista, reso esplicito dalle mega insegne dei brand più famosi che hanno sede nella via più trafficata di NY. (https://www.timessquarenyc.org)

6- Vale la pena pagare circa 35 dollari per ammirare lo Skyline di Manhattan: una delle prime attrazioni che ho prenotato da casa, è stato il tour al 70esimo piano dell’osservatorio al Rockfeller Center, con vista panoramica sulla città. Il Top of The Rock, (https://www.topoftherocknyc.com) questo è il nome della terrazza panoramica, permette di godersi uno skyline mozzafiato dove si possono ammirare i più importanti grattacieli della città come il Chrysler Building, il One World Trade Center e l’Empire State Building. Personalmente, uno dei grattacieli che mi ha colpito di più per estetica e altezza è stato il 432 Park Avenue, una sorta di lego gigante ad uso esclusivamente residenziale.

7- E’ importante dedicare almeno 2 ore a Cental Park:  Per girare tutto il parco più famoso di NY occorrerebbero almeno 8 ore, quindi bisogna fare una selezione purtroppo. Vale la pena visitare almeno uno dei tanti laghetti artificiali del parco ( il più grande che è anche quello che ho visitato io, è il è il Jacqueline Kennedy Onassis Reservoir ) e le statue giganti  che si possono ammirare al suo interno, come quella di H. C. Andersen seduto su una panchina che legge una delle sue fiabe, oppure la statua dedicata ad Alice nel Paese delle Meraviglie. Il sito uffciale del parco: https://www.centralparknyc.org/

Queste sono solo alcune delle cose che ho imparato girando per NY. Non è escluso che prossimamente dedichi un altro articolo a questa città pazzesca, che merita veramente di essere vissuta e visitata almeno una volta nella vita.

 

 

 

I MIEI VALORI DEL 2020

 

Risultati immagini per valori

Quando comincia un nuovo anno può essere utile prendersi del tempo per capire cosa per noi è veramente importante, in modo da stilare una lista di valori che possano guidare le nostre azioni presenti e future.

Quest’anno ho deciso di ricorrre all’acrostico VITA  per descrivere in modo esaustivo ed efficace i valori in cui mi riconosco.

Ma che cos’è un acrostico?

Un acrostico è una sigla che compone una parola di senso compiuto, in questo caso la vita, dalla cui composizione si possono inferire a loro volta quattro parole, corrispondenti adogni lettera di cui è composta la parola vita.

Ecco quindi i miei valori della vita aggiornati al 2020

V come Volontà

Anche se a volte possiamo incontrare degli ostacoli nella nostra vita, c’è una forza a cui possiamo sempre attingere, che è quella della volontà: volontà di rimetterci in discussione, volontà di aprirci al cambiamento, volontà di pensare pensieri nuovi, volontà di coltivare nuovi abitudini, volontà di agire, volontà di creare… in definitiva, imparare a coltivare quella volontà di imparare e crescere sempre nell’esperienza.

 

I come Immaginazione

L’immaginazione è una funzione del pensiero che possiamo imparare a coltivare quotidianamente in modo da poterla utilizzare non solo per soddisfare bisogni di base, come immaginare di mangiare un panino quando abbiamo molta fame, ma ricorrere ad essa anche per imparare a nutrire bisogni più elevati, come quelli di realizzazione personale, immaginandoci con precisione in ciò che desideriamo realizzare concretamente nella nostra vita.

T come Tolleranza

Viviamo in un mondo dove il rispetto e l’indulgenza nei confronti di noi stessi e degli altri si fa sempre più labile, così esperti nell’arte del giudizio e del biasimo. Predisporsi alla tolleranza significa imparare ad accogliere ed accettare le nostre debolezze e vulnerabilità, con la consapevolezza che quelle che ho io, sono le stesse che ha il mio partner, famigliare, amico o vicino di casa. Tolleranza come rispetto per noi stessi e per gli altri, a prescindere.

A come Azione

Ciò in cui crediamo ha senso e valore solo nella misura in cui viene supportato da azioni intenzionali e finalizzate a creare ciò che intendiamo realizzare davvero nella nostra vita. Non è un caso se nel Coaching si usa ricorrere all’espressione “agiamo per come siamo” e che “siamo per come agiamo”. Possiamo imparare l’arte di agire e di creare ciò che abbiamo immaginato prima nella nostra mente, definendo con accuratezza ciò che vogliamo perseguire, ricorrendo al potere della visualizzazione.

 

Hai mai pensato ai tuoi valori? Che cosa ti orienta nella vita? Se hai voglia, scrivilo qui nei commenti e condividi : )

TRE DOMANDE PER SCOPRIRE IL LAVORO CHE FA PER TE

 

Image result for LAVORO

Nei giorni scorsi ho letto il libro CODICE MONTEMAGNO dell’autore omonimo Marco Montemagno, famoso youtuber ed esperto di marketing e comunicazione.

Tra i tanti consigli che il Monty dispensa nel saggio, mi hanno colpito in particolare tre domande che l’autore riporta nel capitolo COME TROVARE LA TUA STRADA NEL BUSINESS.

Per onestà intelletuale ammetto che queste domande non sono state partorite dalla mente di Montemagno ( lo riporta lui stesso nel libro) ma da Peter Drucker (1909- 2005) , noto studioso di economia aziendale.

Cominciamo dalla prima, la più importante, la “madre” di tutte le domande:

1- QUALI SONO I TUOI PUNTI DI FORZA?

SEI UNA PERSONA MOLTO PRECISA E ACCURATA E TI PIACE LA TECNOLOGIA? POTRESTI AVERE UN FUTURO COME DATA ANALYST, UNA PROFESSIONE SEMPRE PIU’ RICHIESTA NELL’INDUSTRIA 4.0.

TI PIACE LA NATURA E ADORI LA VITA ALL’ARIA APERTA? ALLORA NON TI DEVI FORZARE A FARE UN LAVORO IN CUI TE NE STAI CHIUSO IN FABBRICA O IN UN UFFICIO TUTTO IL GIORNO.

SEI AFFERRATO CON LE LINGUE E AMI VIAGGIARE? POTRESTI PROPORTI COME ANIMATORE TURISTICO O COORDINATORE DI VIAGGI ORGANIZZATI.

Come scrive bene il Monty: “non si costruisce un futuro sui propri punti deboli”.

La parola chiave può essere ricercata nella PREDISPOSIZIONE.

IN QUALI ATTIVITA’ ECCELLI O TI SENTI MAGGIORMENTE PORTATO?

COSA TI APPASSIONA?

PER CHE COSA LAVORERESTI ANCHE GRATIS?

COME TI PIACEVA TRASCORRERE IL TUO TEMPO DA BAMBINO?

ERI PIU’ ATTRATTO DAI LEGO, DALLE TABELLINE O DALLO SCRIVERE BREVI RACCONTI?

CERCA DI VISUALIZZARE COSA FACEVI PIU’ FREQUENTEMENTE DOPO LA SCUOLA  E NEL TEMPO LIBERO… E’ POSSIBILE CHE CON IL PASSARE DEGLI ANNI ALCUNI TUOI HOBBY SIANO CAMBIATI, MA PUOI SEMPRE RICORRERE ALLA “TECNICA DEL FILO  ROSSO” PER LEGARE ASSIEME LE ATTIVITA’ IN CUI TI SEI DIVERTITO ED ENTUSIASMATO DI PIU’ NEL CORSO DEGLI ANNI.

2- IN CHE MODO RENDI AL MASSIMO?

RENDI MEGLIO DA SOLO O IN GRUPPO?

SEI PIU’ PRODUTTIVO SE TI DEDICHI AL TUO LAVORO PER 5/6 ORE DI FILA O SE TI RITAGLI UN PAIO DI PAUSE IN MEZZO?

PERFORMI MEGLIO  NEL SILENZIO O QUANDO RICEVI PIU’ STIMOLI CONTEMPORANEAMENTE?

OGNUNO DI NOI  RENDE IN MODO DIVERSO SE COLLOCATO IN DETERMINATE CIRCOSTANZE…  SE ODI LE RIUNIONI FORSE IL CLASSICO LAVORO DI UFFICIO NON FA PER TE : )

3- QUALI SONO I TUOI VALORI?

CHE COSA è PIU’ IMPORTANTE PER TE NELLA VITA?

PER CHE COSA CI METTI LA FACCIA E LOTTI OGNI GIORNO?

AUTOREALIZZAZIONE, PASSIONE, GIUSTIZIA, DETERMINAZIONE, CORAGGIO, RESILIENZA, BELLEZZA, SICUREZZA, INDIPENDENZAM, AMORE ETC…

QUESTI SONO SOLO ALCUNI VALORI FINE A CUI POSSIAMO ASPIRARE…

DI SOLITO LI CELEBRIAMO ATTRAVERSO ALTRI VALORI, DETTI VALORI MEZZO, QUEI VALORI CIOè CHE CI PERMETTONO DI SPERIMENTARE LO STATO EMOZIONALE GARANTITO DAI VALORI FINE.

SE UNO DEI TUOI VALORI FONDANTI NELLA VITA è L’AMORE E LA A SICUREZZA , AD ESEMPIO, POTRESTI SENTIRE CRESCERE IL BISOGNO DI METTERE SU FAMIGLIA PER POTER ACCEDERE E A QUEL SENSO DI PIENEZZA E SICUREZZA  A CUI ASPIRI E CHE TROVA CORONAMENTO NELL’UNIONE TRA TE E IL TUO PARTNER.

DIVERSAMENTE SE PER TE L’INDIPENDENZA RIENTRA AL PRIMO POSTO, FORSE SARAI PIU’ ATTRATTO NELLO SVOLGERE O RICERCARE UN LAVORO CHE TI POSSA GARANTIRE MASSIMA FLESSIBILITA’ E OPPORTUNITA’ DI APPRENDIMENTO.

Montemagno ci ricorda anche che:

NOI NON SIAMO DOVE  SIAMO.

NON SIAMO IL CONTESTO IN CUI SIAMO.

MAGARI AL MOMENTO SIAMO IMPEGNATI A SVOLGERE UN LAVORO CHE NON CI PIACE, NON CI SODDISFA, O PER CUI NON CI SENTIAMO PORTATI, SEMPRE PER IL SOLITO MOTIVO CHE IN QUALCHE MODO : “SI DEVE PORTARE A CASA LA PAGNOTTA”.

ANCHE SE A VOLTE TE LO DIMENTICHI, NON SEI LA DIVISA CHE INDOSSI O LA MANSIONE RIPETITIVA CHE COMPI OGNI GIORNO A LAVORARE.  E’ UN GRANDE SFORZO MA NON DEVI “FARTI CONVINCERE (DI CHI SEI) DALL’AMBIENTE IN CUI TI TROVI”.

MAGARI OGGI LAVORI AL MC DONALD, MA NON è DETTO CHE UN DOMANI TU POSSA FARE LO PSICOLOGO: PASSIONE, STUDIO, DEDIZIONE , ( E A VOLTE ANCHE UNA BELLA DOSE DI FORTUNA, TIPO CAPITARE AL MOMENTO GIUSTO NEL POSTO GIUSTO) TI INVITANO A RICORDARTI CHE PUOI SEMPRE SVILUPPARE UNA “MENTALITà GRANDE”.

DIPENDE SOLO DA TE. DA QUELLO CHE VUOI. DA QUELLO CHE TI RENDE VERAMENTE FELICE E SODDISFATTO. IN DEFINITIVA, DAI TUOI VALORI DI RIFERIMENTO.

COME MI HA INSEGNATO UN MIO AMICO:

NON SEI CIO’ CHE FAI, MA FAI CIO’ CHE SEI.

Se ti è piaciuto l’articolo, ti invito a condividere LE 3 DOMANDE PER SCOPRIRE IL LAVORO CHE FA PER TE : )

 

 

PERCHE’ ALLE DONNE PIACE L’UOMO STRONZO

Ovviamente esistono le eccezioni, ma di base alla donna piace l’uomo stronzo.

Perché?

Perché l’uomo stronzo le somministra tensioni emotive, in bene e in male, cosa che un bravo ragazzo non sa fare, o comunque non gli riesce bene quanto un uomo stronzo.

Noi donne siamo cresciute con i classici riferimenti da uomo macho, almeno le donne della mia generazione, quelle nate a metà degli anni ottanta, e anche prima.

Siamo cresciute prima con i riferimenti maschili dei cartoni animati giapponesi, con Giorgie, Candy Candy, Kiss Me Licia e i rispettivi partner Alpha: il fratello Abel  per Georgie; Terence per Candy e Mirko per la bella Licia.

Tutti personaggi forti, determinati e ribelli.

Poi una volta adolescenti ci siamo innamorate del compianto Luke Perry, al secolo Dylan Mckay di Beverly Hills 90210. Ancora una volta, il personaggio più ribelle e anticonformista della serie televisiva.

Più di recente è stata la saga di Twilight a riproporre l’uomo Alpha attraverso il personaggio di Edward, vampiro sagace e trasgressivo, che con la sua ambiguità è riuscito a far innamorare Bella.

Gli anni passano ma non i nostri riferimenti, che viziati da condizionamenti familiari ( che tipo di papà avevi da piccola? Affettuoso e paterno, o al contrario freddo, distaccato, incurante?), e culturali ( come quelli mass- mediatici che abbiamo appena letto), continuano ad imporsi nella scelta, più o meno razionale, del nostro partner di turno.

L’unico modo per mettere fine a questo copione è cominciare a vedere la realtà dei fatti.

Se hai collezionato due, tre, quattro, cinque storie, identiche, con le stesse dinamiche e lo stesso epilogo è probabile, anzi, ne sono convita, che non sia un caso.

Hai semplicemente ricercato e riprodotto (inconsciamente) ciò che più ti era familiare.

Quindi puoi cominciare a chiederti cosa ti attira di questi uomini, considerando che poi, una volta conosciuti, si rivelano tutti uguali, o con le medesime caratteristiche.

Scrivi tutto ciò che li accomuna, ma senza giudicarli.

Se sono entrati nella tua vita è per un motivo. E sarà la vita stessa a spiegartelo prima o poi.

Fai un inventario delle loro caratteristiche ricorrenti e cerca di trovare delle corrispondenze tra gli adulti significativi che hai conosciuto nella tua infanzia, adolescenza e prima età adulta.

Probabilmente ti sorprenderai nel trovare delle corrispondenze importanti, o al contrario, nel scoprire che ti sei circondata di persone completamente diverse. Cioè profondamente diverse dal modello genitoriale che hai assimilato in casa. Questo perché da adulti o tendiamo a riprodurre ciò che abbiamo vissuto nell’infanzia oppure a sfuggire certe dinamiche, cercando altri modelli di relazione.

Scrivere e leggere le caratteristiche dei partner con cui entri ciclicamente in contatto ti aiuterà anche a familiarizzare con aspetti in ombra di te stessa che forse non avevi ancora preso in considerazione. Ombra che queste persone ti stanno aiutando ad illuminare e  a mettere in luce. Quindi, anche se adesso può essere molto difficile farlo, ringraziale perché a loro insaputa ti stanno invitando a lavorare su te stessa.

E’ un percorso faticoso ma nel lungo periodo ti farà sentire più centrata e padrona di te stessa e del tipo di partner che desideri veramente avere accanto nella tua vita, finalmente libera dai condizionamenti che hai appreso nella tua infanzia e senza il rischio di riprodurre antichi copioni.

Se hai trovato questo articolo interessante non dimenticare di mettere un mi piace e condividerlo a tua volta : )

Grazie!

Laura

TRE STRATEGIE PER ESSERE PERCEPITO PIU’ ATTRAENTE

Risultati immagini per ICONA DI BELLEZZA UOMO

Com’è noto viviamo in quella che lo scrittore Guy Debord già negli anni sessanta definì “società dello spettacolo”, una società dove la nostra esposizione quotidiana sui social network è diventata la normalità, e dove più o meno tutti ricorriamo a filtri o ritocchi per apparire più belli agli occhi degli altri.

In questo articolo vorrei proporti tre strategie per essere percepito/a naturalmente attraente agli occhi degli altri e senza dover ricorrere ai filtri dei social, poiché verrai percepito naturalmente piacente nella comunicazione faccia a faccia:

1- Ascolta il tuo interlocutore: sembra banale, ma la maggior parte di noi non sa ascoltare veramente. E l’ascolto è la prima regola di una buona comunicazione. Quando ascolti attivamente una persona non hai la necessità di doverla sempre interrompere per poter argomentare a tua volta sull’oggetto della conversazione. Semplicemente ascolti e prendi atto di quello che ti sta dicendo l’altra persona. La tua disposizione accogliente e non giudicante sarà percepita positivamente dal tuo interlocutore che per via di questa tua qualità, sarà naturalmente portato a confidarsi con te e a ritenerti una bella persona, dentro e fuori : )

2- Sorridi: Una delle prime cose che ho imparato sul lavoro, sono state le tre tre “S” del contatto: Sguardo, Sorriso, Saluto. Il sorriso in particolare è fondamentale se vuoi abbassare le difese della persona con cui ti stai relazionando. Poi non è così diffuso (purtroppo) vedere in giro persone sorridenti, gioiose e appagate senza un motivo conclamato. Perciò nel dubbio sorridi e regala la tua energia positiva a chi ti sta accanto. Ti percepirà naturalmente più attraente.

3- Ricorri al Modeling: Se vuoi essere percepito positivamente dalla persona con cui ti stai relazionando, ricalcala nei suoi movimenti (Modeling). Non devi replicare per filo e per segno ogni sua azione, anche perché questo minerebbe l’autenticità del vostro rapporto, ma sicuramente prestare attenzione alla sua fisiologia, al suo linguaggio non verbale, alla sua postura. Puoi osservare come tiene le mani o le gambe e riproporre a tua volta la sua fisiologia: in questo modo entrerai naturalmente in “rapport” e questo rispecchiamento ti potrà aiutare ad entrare in maggiore empatia con il tuo interlocutore, che sarà portato a vederti anche naturalmente più attraente.

Se hai altre strategie di auto miglioramento da proporre, condividile nei commenti : )

Grazie!

TRE COSE CHE PUOI FARE GRATIS SE SEI DISOCCUPATO

 

Risultati immagini per TEMPO LIBERO

Photo by Il punto quotidiano

Se in questo momento stai cercando lavoro, sei a casa in cerca di un’occupazione o ti stai dedicando semplicemente un periodo sabbatico, puoi fare tre cose per migliorarti, incrementare la tua autostima e aggiornare le tue competenze:

1- Investi sulla tua crescita personale: non mi stancherò mai di ripeterlo, ma il miglior investimento che possiamo fare nella nostra vita è sempre e solo su noi stessi. Se sei disoccupato puoi approfittare del tempo che hai a tua disposizione per fare il cosiddetto “punto zero”, capire dove sei arrivato e cosa hai imparato dalla tua esperienza.

Se i lavori che hai svolto precedentemente non ti hanno mai appassionato veramente, chiediti cosa ti anima per davvero. Qual è la tua passione più grande? E’ fattibile convertire questa tua passione in una lavoro? Sii creativo, prendi carta e penna e scrivi tutto quello che potresti fare in questo periodo di “disoccupazione creativa”.

Crea una lista di attività poi numerale in ordine di importanza. La prima attività diventerà la tua priorità ( e scusa il giro di parole!) a cui dedicare ogni giorno almeno un’ ora del tuo tempo. Qualche esempio di attività? Guardare video tutorial per imparare come registrare e montare un video da caricare su Youtube; scaricare un libro gratuito in versione pdf per apprendere le migliori tecniche di vendita da applicare nel tuo settore; prendere appunti dai guru del tuo settore per diventare sempre più esperto nella tua attività etc…

2Impara una lingua straniera: viviamo in una società globalizzata, dove l’abilità di padroneggiare una lingua diversa da quella madre è diventata una skill fondamentale anche ai fini di un’eventuale assunzione. Mi potresti obiettare che i corsi di lingua costano e non hai abbastanza soldi per investire sull’apprendimento di una lingua straniera. Fortunatamente ancora una volta il web può venirci in aiuto e sempre in modo completamente gratuito.

La prima cosa che puoi fare è cercare un sito dedicato alla grammatica della lingua che vuoi imparare oppure scaricare un’app gratuita dal tuo telefonino. La grammatica è la base, grazie ad essa puoi cominciare a comporre semplici frasi che potrai arricchire con nuovi vocaboli, e rendendole così più complesse ( se vuoi partire dall’inglese ti consiglio www.englishgratis.com ).

Poi devi cominciare a “farti l’orecchio”, prendere confidenza con la nuova lingua, lo spelling, le inflessioni e gli accenti. Per questo puoi ascoltare video youtube nella lingua che vuoi studiare (sempre per l’inglese ti consiglio il canale “MMMenglish” o “DeepEnglish” ) e ovviamente ricorrere alle sempreverdi fiction, serie televisive e film in lingua originale. Io personalmente cerco di sfruttare i momenti morti per incentivare l’apprendimento, tipo quando cammino sul tappeto in palestra o lavo i piatti.

Terzo consiglio: comincia ad esercitarti parlando nella lingua che stai studiando, esercitandoti in piccole frasi e/o esempi di conversazioni. Se riesci iscriviti ad un gruppo fb o a forum in cui tu possa conversare concretamente con qualcuno, magari tramite Skype.

3- Fai volontariato: Avendo del tempo a tua disposizione, potresti investirlo per dedicarti a qualche attività di volontariato nell’ambito in cui ti senti più affine. Potrebbe essere collaborare con le associazioni del tuo territorio che si impegnano per la tutela e il rispetto delle aree verdi, oppure quelle umanitarie per l’aiuto e il sostentamento delle popolazioni più povere nel mondo. In questo caso ti consiglio di collegarti al sito web del tuo Comune e cercare la pagina dedicata alle “attività di volontariato e/o del tempo libero”. Lì troverai una lista aggiornata delle associazioni operanti nel tuo Comune e potrai cominciare a prendere contatti con i referenti.

Se hai tra i 18 e i 30 anni potresti optare anche per un’esperienza di volontariato all’estero, inviando la tua candidatura per il Servizio Volontario Europeo (SVE: https://serviziovolontarioeuropeo.it o per il Servizio Civile, in Italia o all’estero. (sito: https://www.serviziocivile.gov.it ) .

Se hai altre proposte gratuite su come poter investire al meglio il tuo tempo da disoccupato, scrivimele nei commenti e condividi l’articolo se ritieni che possa essere utile anche ad altre persone : )

Buona Vita,

Laura

60 cose odiose che ti possono accadere nella vita

Risultati immagini per rabbia in and out
Questa sera che ho il dente avvelenato ne approfitto per fare l’inventario delle 60 cose odiose che ci possono accadere nella vita… chissà che alla fine non ci rida pure sopra : )

1- Quando ti serve lo scotch e non riesci a trovare l’estremità perchè si è attaccata perfettamente  al nastro;

2- Quando stai per uscire, sei di fretta e ricevi una telefonata;

3- Quando sei fuori a cena e i commensali al tavolo cominciano a parlare di serie televisive e tu per principio non le segui perchè ti creano dipendenza ( anche se simpatizzi per Black Mirror);

4- Quando indossi le calze velate  fresche di acquisto e  dopo 10 minuti te le ritrovi smagliate;

5- Quando entri in un bagno pubblico unisex e lo trovi cicliclamente pisciato e/o cagato;

6- Quando entri in un bagno pubblico riservato a sole donne e lo trovi ciclicamente pisciato e/o cagato;

7- Quando sei in bici e ti caga un uccello sui pantaloni;

8- Quando pesti una merda;

9- Quando incontri uno/a che conosci e finge di non vederti;

10- Quando sei single e non ti caga nessuno perchè  a tua insaputa giri con il cartello in fronte con su scritto “cerco storia seria” e gli uomini fuggono;

11-Quando sei impegnata e gli uomini ci provano perchè non giri  più con il cartello in fronte con su scritto “cerco storia seria”, sei felice e appagata e l’uomo lo percepisce;

12- Quando vai al mare e ti accorgi che dalle ginocchia ti spunta ancora qualche pelo molesto;

13- Quando esci con un uomo che ti piace fisicamente, poi quando impari a conoscerlo scopri che ti annoia a morte;

14- Quando sei in bagno e ti accorgi che è finita la carta igienica e il tuo moroso non è in casa per fartela allungare e ti devi arrangiare;

15- Quando sei a scuola e il prof. apre il registro e se ne esce con “Oggi interrogo….” e tu scompari istintivamente sotto il banco, mimetizzandoti dietro lo zaino o direttamente lì dentro alla ricerca di qualche libro;

16- Quando mandi un messaggio wa, ti accorgi delle spunte blu di avvenuta lettura, ma il tipo/a non ti risponde e tu vai in ansia;

17- Quando un uomo che ti piace schifa le telefonate, comunica solo con i messaggi e a te scende la catena perchè avevi 15 anni 15 anni fa;

18- Quando stacchi dal turno a lavoro e vorresti solo andare a casa invece sei obbligata a fare la spesa;

19- Quando entri in una stanza della casa per prendere una cosa poi rimani fermo come un allocco in corrispondenza dello stipite della porta perchè nel frattempo ti sei dimenticata/o cosa devi prendere;

20- Quando ti presentano ad un gruppo di persone che non conosci e dopo un secondo ti sei già dimenticata/o tutti i nomi, a meno che non ci sia qualcuno/a che ti abbia colpito brutalmente per la simpatia o l’aspetto;

21- Quando saluti un cliente e non ti risponde;

22- Quando ti dicono “Buongiorno Signora”;

23- Quando sei in aereo e devi andare in bagno ma sei seduta nel seggiolino al centro e non vuoi scomodare il tuo vicino per alzarsi;

24- Quando trattieni la pipì per troppo tempo, poi quando riesci finalmente ad andare in bagno sul momento non ti scende niente e ti devi persino concentrare per riuscire nella tua impresa;

25- Quando ti sbagli a dare il resto alla cassa;

26- Quando stai facendo l’amore e ti viene in mente cosa devi fare dopo;

27- Quando una persona ti chiede “Come stai?” ma non ascolta la  tua risposta;

28- Quando parli con uno che non guarda te ma le tue  tette;

29- Quando entri in un negozio e la commessa ti segue in ogni tuo movimento perchè è indottrinata a venderti tutta la merce esposta in negozio;

30- Quando hai appena cambiato il pannolino ad un bambino e dopo 5 minuti realizzi che si è già bagnato;

31- Quando mandi CV e non ti risponde nessuno;

32- Quando mandi CV e ti rispondono proponendoti delle collaborazioni a titolo gratuito;

33- Quando mi dicono che parlo troppo in fretta;

34- Quando stai cercando parcheggio, ne trovi uno libero ma realizzi che un altro automobilista te l’ha già soffiato;

35- Quando stai registrando un messaggio vocale e per sbaglio lo cestini;

36- Quando vuoi fare una foto con il telefonino ma ti accorgi che non puoi perchè hai la memoria intasata;

37- Quando entri in ascensore e c’è odore di fumo;

38- Quando il tuo moroso mangia al giappo con gli amici e quando torna a casa puzza di fritto e gli metti il veto di entrare nel letto così;

39- Quando al ristorante ti portano le verdure grigliate con anche i peperoni;

40- Quando sei in un locale e devi urlare per farti sentire e perdi la voce;

41- Quando sei fuori a cena, vai in bagno e scopri di avere frammenti di spezie fra i denti e nessuno prima te lo aveva fatto notare;

42- Quando fai le valigie per andare in vacanza e ti dimentichi le ciabatte;

43- Quando fai la borsa della palestra e ti dimentichi il cambio della biancheria e/o ciabatte/ e/o accappatoio;

44- Quando da bambina gli amici dei miei mi stritolavano la guancia per farmi un “buffetto”;

45- Quando acquisti una matita per gli occhi ma ti accorgi che è instendibile sulle palpebre da quanto è dura la mina;

46- Quando alla mattina ti prepari il caffè, sei distratto e lo versi nella tazzina ma anche sulla tovaglietta;

47- Quando hai scoperto che esiste la rivista di “Uomini e Donne”;

48- Quando vorresti baciare un uomo che conosci poco ma ti sembra prematuro, allora aspetti che lo faccia lui ma lui non lo fa pensando che forse non sei interessata;

49- Quando ti provi i vestiti nel camerino di un negozio ma lo specchio riflette una figura diversa da quella che sei abituata a vedere a casa tua;

50- Quando lavi i piatti e ciclicamente rompi un bicchiere;

51- Quando un uomo ti fa incazzare, poi ti abbraccia e non ci capisci più niente;

52- Quando il mio moroso è in cucina e mi dice cose, io sono in bagno che mi sto asciugando i capelli e gli urlo che non sento ma lui continua a parlare, così aspetto che finisca, vado in cucina e gli chiedo se può ripetere che ho perso le ultime 425898585 parole.

53- Quando mi chiedono “se sono una specie di psicologa”;

54- Quando facevo l’assistente sociale e qualcuno mi chiedeva sempre se portavo a spasso i vecchietti (?);

55- Quando mio padre si è ammalato di un male incurabile e qualcuno mi chiedeva ciclicamente: “Ma guarirà?”

56- Quando lavi la macchina poi dopo viene a piovere;

57- Quando una persona ti chiede di che segno sei, gli rispondi gemelli e lui ti storce il naso come se avessi la peste;

58- Quando stai recitando sul palcoscenico e ti dimentichi le battute;

59- Quando sei in piscina a fare acquagym e mentre fai gli esercizi schizzi come una balena, mentre le tue compagne di corso rimangono tranquille e composte in acqua;

60- Quando leggi un libro ma stai pensando ai cazzi tuoi e devi tornare indietro di 2/3 pagine per recuperare il filo del discorso.

… Ovviamente mi sarò dimenticata qualcosa, c’è sempre qualcosa di cui potersi incazzare dopotutto, ma il segreto sta sempre nel MODO in cui affrontiamo quello che ci fa incazzare…

Grazie per la lettera e il tempo dedicato,

Al prossimo post ; )

Laura

 

 

 

 

 

Che cos’è l’autostima?

 

Image result for autostima

E’ da tanto che non scrivo. Tanti lavori, tanti progetti e poco tempo da dedicare al mio blog. Cercherò di recuperare con un articolo dedicato all’autostima.

“Tutto parte dall’autostima”. Questo è il mio mantra. Perchè se ti accetti senza riserve e sei radicato in te stesso, niente e nessuno ti può fermare.

Facendo un sondaggio sommario tra amici e conoscenti, ho realizzato che tanti pensano di esserne privi e di non poterla accrescere, altri di averne a sufficienza per affrontare le sfide che la vita ci riserva quotidianamente.

A prescindere da come ci vediamo, sentiamo o percepiamo, la cosa positiva è che anche l’autostima si apprende!

Iniziamo subito cercando di definire meglio che cos’è l’autostima.

L’autostima (self-esteem) deriva dal verbo latino aestimare, “valutare”, che ha un duplice significato: “determinare il valore di” e “avere un opinione su”. Autostima significa quindi “valutarsi e apprezzarsi in una visuale di fiducia e di ragionevole ottimismo nel giusto riconoscimento di potenzialità e limiti, di qualità e difetti“.

La psicologa Maria Cristina Strocchi definisce così l’autostima, declinandola in tre aspetti:

L’autostima è l’atteggiamento che ciascuno di noi ha nei confronti di sé stesso, dal punto di vista:

 cognitivo, ossia le opinioni che ognuno ha di sé e che riguardano: il suo aspetto fisico, le sue emozioni, la sua vita affettiva e sociale, le sue conoscenze, la sua professione, la sua moralità, il raggiungimento degli obiettivi prefissati; in altre parole la sua autorealizzazione;

emotivo, ossia cosa la persona prova nei propri confronti, come ad esempio: affetto, indifferenza, ostilità;

comportamentale, ovvero come la persona si comporta nei suoi riguardi: se ha rispetto di sé, se soddisfa i suoi bisogni, se sa creare delle condizioni soddisfacenti per sé stessa, se cura la sua salute, etc…

L’aspetto più “poetico” dell’autostima è stato invece esplorato da Virginia Satir, psicoterapeuta statunitense, la quale afferma:

“In tutto il mondo non esiste nessuno che sia come te. Io sono io, e ciò che sono è unico. Io sono responsabile per me stessa, dispongo di tutto ciò che mi serve per vivere pienamente qui e ora. Posso scegliere di mostrare il meglio di me, posso scegliere di amare, di essere preparata, di trovare un senso nella mia vita e un ordine nell’universo, posso scegliere di migliorarmi, di crescere e di vivere in armonia con me stessa, con gli altri e con Dio. Sono degna di essere accettata e amata proprio così come sono, qui e ora. Io mi amo e mi accetto, io decido di vivere pienamente a partire da oggi”.

Assumersi la responsabilità di sé stessi e scegliere di mostrare il meglio di noi, ci invita a sperimentare il cosiddetto “sentimento di autoefficacia” (self- efficacy).

Come descritto dallo psicologo Albert Bandura, se “l’autostima riguarda giudizi di valore personale, il senso di autoefficacia riguarda giudizi di capacità personale”. In particolare, “il senso di autoefficacia corrisponde alle convinzioni circa le proprie capacità di organizzare ed eseguire le sequenze di azioni necessarie per produrre determinati risultati”. Strettamente correlato al concetto di autoefficacia è quello di agentività (agency) personale, in quanto le convinzioni di autoefficacia costituiscono un importante fondamento per l’azione. L’agentività corrisponde quindi alla “facoltà di far accadere le cose, di intervenire sulla realtà, di esercitare un potere causale”.

Ecco come l’autore descrive l’importanza della “capacità di agire” nella realtà attuale:

Nelle società contemporanee stanno avvenendo trasformazioni straordinarie dal punto di vista dell’informazione, della socialità e della tecnologia. Nel corso della storia si sono già verificati cambiamenti impressionanti ma non vasti e rapidi come quelli attualmente in atto. Per tenere il passo con il veloce susseguirsi di tali cicli di trasformazione, le persone e le società devono riuscire a rinnovarsi costantemente. In questa sfida adattiva vengono premiate le persone che si sentono capaci di determinare il proprio futuro. Molte teorie contemporanee dipingono l’individuo come uno spettatore passivo dei meccanismi interiori orchestrati dai fattori ambientali: le persone sarebbero prive di ogni senso di “agentività”. Al contrario, nella mia concezione, l’uomo è un organismo ambizioso capace di agire d’anticipo in previsione di problemi, necessità e cambiamenti, e attivo nel modellare il corso della sua vita e i sistemi sociali che organizzano, guidano e regolano le materie sociali.

La capacità di determinare il proprio futuro è strettamente correlata a quello che per me è un corollario fondamentale dell’autostima, e cioè il cosidetto “locus of control“.

L’espressione, difficilmente tradotta come “luogo di controllo” in italiano, è stata coniata da J.B. Rotter, il quale lo ha definito come “il grado con cui le persone si aspettano che il rinforzo o il risultato delle loro azioni sia contingente al loro stesso comportamento o dipenda dalle caratteristiche personali, piuttosto che essere in funzione del caso, della fortuna o del destino, o sia sotto controllo degli altri, o semplicemente imprevedibile”.

Possiamo cominciare a coltivare una sana autostima, facendo uso dell‘auto-osservazione.

Prendersi cura dei nostri pensieri è il primo passo per imparare a volerci bene, imparare ad osservare il nostro dialogo interno, le parole che diciamo a noi stessi e agli altri, nonché gli atteggiamenti che manifestiamo esternamente.

Possiamo cominciare ad introdurre piccole abitudini, come osservare il nostro linguaggio non verbale.

Cosa rivela di noi la nostra postura? Il nostro eloquio? Il nostro passo?

Se vogliamo accrescere la nostra autostima, possiamo allenarci a riprendere anche il contatto con il nostro corpo. Guardiamoci allo specchio e restiamo concentrati sulla nostra immagine.

Anche se quasi sicuramente troveremo qualcosa da contestare, proviamo a rimanere focalizzati sulla nostra immagine riflessa nello specchio, ricorrendo al potere delle affermazioni:

“NONOSTANTE I MIEI DIFETTI E LE MIE IMPERFEZIONI, MI ACCETTO COMPLETAMENTE E SENZA RISERVE”

“NONOSTANTE I MIEI DIFETTI E LE MIE IMPERFEZIONI, MI ACCETTO COMPLETAMENTE E SENZA RISERVE”

“NONOSTANTE I MIEI DIFETTI E LE MIE IMPERFEZIONI, MI ACCETTO COMPLETAMENTE E SENZA RISERVE”

Fare leva sulle affermazioni e l’autosservazione dei nostri pensieri e delle parole che utilizziamo quotidianamente per rivolgerci a noi stessi, è già un primo passo per imparare a coltivare una sana autostima.

Se pensi che questo articolo possa essere utile anche a qualcuno che conosci, condividilo e fai circolare la filosofia di educazione permanente : ))

Grazie,

Laura