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70 PAROLE CHE FANNO BENE AL CUORE

Come proteggere il cuore - Non sprecare

Un modo per prenderci cura di noi stessi in questo momento così delicato, può essere quello di prendere consapevolezza del nostro lessico, prestando attenzione alle parole che ogni giorno tendiamo ad utilizzare con più frequenza, e che in bene o in male, contribuiscono ad impattare la nostra emotività.

Mi sono divertita a comporre una lista di vocaboli che  ci possono aiutare ad illuminare questi giorni di quarantena, ricordandoci che abbiamo sempre il potere  di SCEGLIERE quali parore generare con il pensiero e poi con il linguaggio:

Ecco quindi una lista di 70 parole che fanno bene al cuore:

GIOIA, AMORE, LUCE, ENTUSIASMO, PASSIONE, LUNGIMIRANZA, ASCOLTO, SPERANZA, OTTIMISMO, SENSIBILITA’, PERDONO, TENACIA, PERSEVERANZA, LEGGIADRIA, OPPORTUNITA’, FELICITA’, MERAVIGLIA, PACE, LEGGEREZZA, SPENSIERATEZZA, SERENITA’, SORRISO, ARMONIA, BELLEZZA, VERITA’, LUCENTEZZA, AZZURRO, POSITIVITA’, CANGIANTE, PUREZZA, SIGNIFICATO (RICERCA DI…), SINERGIA, CONTATTO, ARCOBALENO, VICINANZA, SIMPATIA, EMPATIA, SINCERITA’, ALLEANZA, AFFINITA’, BENEVOLENZA, BONTA’, BENESSERE, CREATIVITA’, RISTORO, MAGIA, FESTA, GENTILEZZA, GAUDIO, UMORISMO, TOLLERANZA, INTERAZIONE, INTENZIONE, LEALTA’,META, MISSIONE, MISTERO, NOITA’, OSARE, PRESENZA, PROATTIVITA’, RISPETTO,RELAX, RESPIRO,SOLARITA’, ENERGIA, CARISMA, VALORE, GENEROSITA’, EMOZIONE.

Queste erano solo 70 parole che fanno bene al cuore . Se ne vuoi aggiungere ancora, commenta qui sotto e condividi con chi pensi abbia bisogno di ricevere un pò di “ristoro lessicale” : )

A presto,

Laura

 

 

 

 

 

CHI E’ L’UOMO ALFA?

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Dean Stetz, Modello

Facendo due conti, nella mia giovinezza/ prima età adulta, mi sono sempre innamorata di uomini “alfa”.

Temerari e sicuri di sè.

Ma come si riconosce un uomo alfa???

Ecco una lista di caratteristiche utii per scoprire se avete a che fare con un uomo alfa:

E’ estroverso; ha molte ambizioni; sbaglia ma impara dai suoi errori, è confident con il suo aspetto fisico; ama le sfide, è uno stacanovista nel lavoro, è composto e rilassato quando parla con gli altri; non ha paura di farsi coinvolgere dalle emozioni; cura il suo aspetto; rispetta molto le donne; sa farsi scegliere dalle donne; non sono per forza belli ma hanno carisma e fascino; è  dominante ma non aggressivo; ha una grande autostima; cammina in modo lento; ha il senso dell’umorismo; è virile negli atteggiamenti e nell’aspetto fisico; sa infondere senso di sicurezza; guarda dritto negli occhi il suo interlocutore; è un maestro di tecniche di seduzione.

Sembra che oggi però vada di moda l’uomo Beta : galante, romantico e affettuoso.

Qual è il tuo uomo ideale? scrivilo nei commenti e non dimenticare di condividere : )

 

 

 

20 COSE BELLE CHE PUOI FARE IN CASA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

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Dal 10 marzo, cioè dopo l’emanazione del decreto legge n. 62 del 9 marzo 2020 , siamo ufficialmente in quarantena con lo scopo di contenere il contagio da coronavirus.

Per tanti essere confinati forzatamente tra le quattro mura domestiche è un incubo ad occhi aperti, per altri un modo per riprendersi quel tempo per sè stessi che in condizioni “normali” non sembra bastare mai.

Ecco allora un articolo per vivere al meglio il nostro isolamento in casa,  20 cose belle che puoi fare  ai tempi del coronavirus:

1- Medita: la meditazione è una pratica molto utile per ridurre ansia e stress . Puoi cominciare facendo 5 respiri profondi riempiendo la pancia di aria come se fosse un palloncino, rilasciandola progressivamente, sgonfiando la pancia. Meditare 10/15 minuti al giorno favorendo la respirazione diaframmatica ( “di pancia”) contribuisce a rafforzare il nostro sistema immunitario, abbassando il cortisolo, l’ormone dello stress;

2- Allenati: un buon modo per trascorrere al meglio il nostro tempo a casa può essere quello di allenarsi regolarmente per 30 minuti/1 ora al giorno, in modo  da ossigenare i nostri tessuti e scaricare la tensione. Su youtube è pieno di canali dedicati al workout in casa, uno dei miei preferiti è Lumowell e FitFix- Fitness Lifestyle (poi ricordati di arieggiare!);

3- Leggi: in questi giorni puoi nutrire la tua mente con la lettura, magari recuperando il libro che hai appoggiato sul comodino  da una vita e che da mesi ti riprometti di finire. Se non l’hai mai letto, ti consiglio un libro un pò datato ma brutalmente attuale: “Le ultime lettere a Lucilio” di Seneca, il padre dello stoicismo latino.

4-Fai un puzzle: se già ti piace farli ok, ma se ( come nel mio caso)  fare i puzzles ti  annoia a morte, ti invito a riconsiderare questo gioco da tavolo: fare puzzles attiva infatti la concentrazione e mette alla prova la tua pazienza,  permettendoti di vivere il famoso “qui ed ora”, così tanto difficile da mettere in pratica nella vita di tutti i giorni;

5- Impara una lingua straniera: il tempo investito nell’apprendere una lingua straniera è sicuramente quello che in futuro ti può ripagare  anche in termini di skills da aggiungere al tuo CV. Quindi puoi utilizzare questo tempo a casa per scaricarti qualche app sul telefono o iscriverti ad un canale youtube dedicato e organizzare le tue sessioni di apprendimento;

6-  Scarica un corso di formazione: sono tanti i portali on line che permettono di scaricare corsi, gratuiti e a pagamento, per incrementare il tuo know how in una materia specifica o colmare una lacuna. In proposito ti consiglio i corsi offerti da coursera, udemy e lifelearning;

7- Visita da casa i più bei musei d’Italia: grazie ai tour virtuali offerti da questi musei, potrai ammirare le bellezze conservate al loro interno:

Pinacoteca di Brera: https://pinacotecabrera.org

Galleria degli Uffizi: http://www.uffizi.it/mostre-virtuali

Musei Vaticani: http://www.museivaticani.va/content/museivaticani/it/collezioni/catalogo-online.html

8- Chiama una persona che non senti da tempo: lo sappiamo, il tempo è tiranno e  tante volte ci sfugge di mano. L’ “occasione” di un isolamento forzato può essere quella di chiamare una persona che non senti da tempo e che in preda alla vita frenetica, hai un pò trascurato;

9- Nutrire le relazioni con i nostri familiari: in una situazione di vita ordinaria, in genere ci si ritrova tutti assieme solo per consumare la cena, e questo quando va bene. Con le scuole chiuse e la possibiiltà per tante persone di lavorare da casa, questi giorni possono rivelarsi una benedizione per nutrire le nostre relazioni familiari, passare più tempo con il nostro partner e giocare più a lungo con i nostri figli, valorizzando i nostri legami;

10- Fai le pulizie di primavera: lavare le finestre, pulire le tapparelle o le veneziane, sono tutti lavori odiosi che però ci tocca fare. Magari in questi giorni possiamo approfittarne per pulire a fondo casa e perchè no, fare anche un pò di decluttering, liberandoci di cose inutili che abbiamo accumulato dentro gli armadi;

11- Ozia: Ci sono persone, tipo me, che si sentono in colpa ad oziare, a stare senza far niente solo per il gusto di non fare nulla. La verità è che ogni tanto occorre fare il “punto zero” per riprendere in mano la propria vita e concedersi il tempo per riposarsi senza pensare o pianificare nulla. La quarantena forzata ci offre questa possibilità: non sprechiamola!

12- Scrivi una lettera d’amore: scrivere fa bene al cuore. Scrivi una lettera a chi ami, al tuo partner, a tuo figlio, a i tuoi genitori, a un tuo amico. Scrivere è raccontarsi, è fare un’indagine retrospettiva del proprio vissuto, è mettere nero su bianco non solo i nostri pensieri ma anche e soprattutto i nostri sentimenti. E’ un ricollegarsi con il nostro cuore per arrivare a quello dei  nostri destinatari… ;

13- Guarda un film che ti dia gioia: mai sottovalutare il potere di un buon film, magari prima di andare a letto per conciliare il sonno e predisporre il tuo inconscio a recepire messaggi positivi. Rispolvera un sempreverde Forrest Gump o una pellicola che ti fa rivivere  bei momenti del tuo passato, come quelli della tua infanzia ad esempio. Io personalmente mi rallegro con i film spaghetti western anni ’70 interpretati da Bud Spencer e Terence Hill. Il must per me rimane sempre  “Lo chiamavano Trinità”;

14- Balla: se vuoi divertirti, sciogliere le tensioni e fare anche attività fisica, indossa un paio di scarpe comode e balla. In cucina, in sala, in camera da letto davanti allo specchio, ballare ci ricorda che non siamo poi così diversi dai nostri antenati… loro lo facevano già intorno al fuoco per conquistarsi la benevolenza degli dei… ballare ci ricorda che apparteniamo a una catena generazionale e che non siamo mai separati gli uni dagli altri ( distanziamento sociale coercitivo a parte);

15- Digiuna dai social e dalle notizie: rimanere informati sull’andamento della pandemia in atto è giusto e responsabile, ma veicolare tutta la nostra attenzione sul fenomeno coronavirus può essere controproducente in quanto prosciuga le nostre energie, rendendoci tristi, inquieti e nervosi. Quindi se riesci, ogni tanto spegni il cellulare e…

16- Ascolta musica classica: Mozart, Beethoven, Bach, sono solo alcuni dei grandi compositori che puoi ascoltare gratuitamente su internet , ad occhi chiusi, respirando profondamente e contribuendo a farti rilassare;

17- Mangia sano: anche se a casa, specialmente quando ci si annoia, la tendenza è quella di svaligiare frigo e dispensa, pensa sempre che se ti alimenti bene farai un favore anche alla tua salute rafforzando il tuo sistema immunitario;

18- Guardati allo specchio e accetta il tuo corpo: in un’epoca di sovraesposizione mediatica, guardarsi allo specchio senza giudicarsi è una cosa molto rara. Quindi anche se ti può sembrare strano, guardati allo specchio e impara a volerti bene. Voler bene al proprio “involucro” è anche un primo passo per  cominciare a volere bene anche a quello che c’è dentro… ;

19- Accetta le cose che non puoi cambiare: Giovedì 12 dovevo andare a Roma per un progetto che coltivavo da mesi. Poi mi è subentrata l’influenza e il 9 marzo il governo ha annunciato che tutta l’Italia sarebbe diventata zona rossa e che dal giorno seguente ci sarebbero state limitazioni alla circolazione. Il mio progetto è andato in fumo. Sul momento mi sono arrabbiata molto perchè ci avevo investito anche dei soldi ma poi mi sono ricordata di questo detto ( credo appartenga ad un antico samurai, ma non ne sono sicura) e cioè: abbi la pazienza di accettare ciò che non puoi cambiare, specialmente se non è dipeso da te ma da circostanze esterne che non puoi controllare;

20- Sii grato. Nelson Mandela ha detto che “L’educazione è l’arma più potente che si possa usare per cambiare il mondo”. Oggi prendo in prestito le sue parole, chiosandole, e mi permetto di scrivere che  anche “La gratitudine è l’arma più potente che si possa usare per cambiare il mondo”. Comincia ad essere grato di tutto ciò che hai, anche cose che ti sembrano ovvie, come il letto in cui dormi o l’acqua calda che ti avvolge quando fai la doccia… se ti può essere utile tieni un diario e annota tutto ciò che di cui sei grato ogni giorno : )

Queste erano solo venti cose belle che puoi fare stando a casa in quarantena. Se te ne vengono in mente altre, scrivile nei commenti e condividi : )

 

COSA HO IMPARATO DAL MIO VIAGGIO A NEW YORK

 

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Lo scorso ottobre 2019 ho avuto l’occasione di trascorrere quattro giorni a NY. In breve quello che ho imparato dalla mia breve esperienza nella Grande Mela:

1- Non è vero che si mangia poi così male in America: New York pullula di ristoranti, caffetterie,  pub, catene ottime per tutte le tasche ma soprattutto per tutti i gusti. Io che mi definisco ittio-vegetariana ( mangio il pesce ma non la carne) sono sempre riuscita a mangiare in modo abbastanza sano ( scrivo “abbastanza” perchè a volte per risparmiare sono dovuta scendere a compromessi con dei panini, che di base non sono mai sanissimi ) anche consumando nelle tipiche catene di ristorazione america. Una delle più diffuse e a buon mercato dove ho mangiato vegetariano è ShakeShake: https://www.shakeshack.com

2- I newyorkesi vanno di fretta è vero ma sono tendenzialmente gentili e cortesi: per quel poco che ho potuto appurare,  il newyorkese è vero che è sempre di corsa ma non scade mai nella maleducazione. Mi è  capitato di fermare due persone per strada nei pressi di Times Square per chiedere loro informazioni su un locale ed entrambe mi hanno risposto educatamente, senza curarsi minimamente del mio inglese non propriamente perfetto o altro. Anzi,  a distanza di mesi mi porto ancora dentro il sorriso di una cameriera iper friendly al Bubba Gump di Times Square : https://www.bubbagump.com/

3- Se ami l’arte non puoi non venire a NY una volta nella vita: com’è noto, è New York a dettare le tendenze in fatto di arte contemporanea, che è ricca di stimoli artistici  in ogni angolo della strada. E non è un modo di dire. I newyorkesi riescono a trasformare anche una semplice aiuola in un artefatto artistico, così come una vecchia linea ferroviaria in disuso come L’High Line: https://www.thehighline.org/ Un museo imperdibile a mio parere è il Whitney Museum situato nel Museum Mile insieme al MET e al Guggenheim. Il Whitney propone opere di arte contemporanea solo di artisti americani, viventi e non . Per noi europei quindi è un museo da non perdere se vogliamo incrementare il nostro background artistico: https://whitney.org/

4- Se ti piace la vita cosmopolita pernotta o fai un salto nel Queens: Io e il mio moroso abbiamo soggiornato a casa di Raul, un ragazzo uruguaiano che ha messo a disposizione la sua casa su AIRBandB. A differenza di Manhattan, il Queens è un quartiere molto più tranquillo dove coesistono diverse etnie e culture nella stessa via. Passeggiando per il Queens puoi trovare quindi una caffetteria italiana con accanto un locale turco dove si può fumare narghilé, o ancora un nigh club gestito da ispanici. Personalmente credo che il Queens, forse più di Manhattan, riesca a fornire una fotografia più nitida e autentica di quello che è il leit motiv di NY: coesistanza e rispetto di culture differenti. (https://www.ny.gov/counties/queens)

5- Devi vedere Times Square sia di giorno che di notte: come dicevo al punto 2, di giorno puoi trovare oltre a tanti turisti, altrettanti newyorkesi che lavorano e che attraversano la strada perennemente affollata ( si chiama Times Square ma di fatto non è una piazza per come la intendiamo noi europei) con in mano il loro beverone, di solito caffè annacquato. Ma di notte Times Square diventa un carnevale:  tanta confusione, facce, voci e lingue diverse che  trasformano le strade in un paese dei balocchi. A  mio parare, a Times Square traspare il lato più pacchiano di NY, ma allo stesso tempo il culto del presentismo e del consumismo edonista, reso esplicito dalle mega insegne dei brand più famosi che hanno sede nella via più trafficata di NY. (https://www.timessquarenyc.org)

6- Vale la pena pagare circa 35 dollari per ammirare lo Skyline di Manhattan: una delle prime attrazioni che ho prenotato da casa, è stato il tour al 70esimo piano dell’osservatorio al Rockfeller Center, con vista panoramica sulla città. Il Top of The Rock, (https://www.topoftherocknyc.com) questo è il nome della terrazza panoramica, permette di godersi uno skyline mozzafiato dove si possono ammirare i più importanti grattacieli della città come il Chrysler Building, il One World Trade Center e l’Empire State Building. Personalmente, uno dei grattacieli che mi ha colpito di più per estetica e altezza è stato il 432 Park Avenue, una sorta di lego gigante ad uso esclusivamente residenziale.

7- E’ importante dedicare almeno 2 ore a Cental Park:  Per girare tutto il parco più famoso di NY occorrerebbero almeno 8 ore, quindi bisogna fare una selezione purtroppo. Vale la pena visitare almeno uno dei tanti laghetti artificiali del parco ( il più grande che è anche quello che ho visitato io, è il è il Jacqueline Kennedy Onassis Reservoir ) e le statue giganti  che si possono ammirare al suo interno, come quella di H. C. Andersen seduto su una panchina che legge una delle sue fiabe, oppure la statua dedicata ad Alice nel Paese delle Meraviglie. Il sito uffciale del parco: https://www.centralparknyc.org/

Queste sono solo alcune delle cose che ho imparato girando per NY. Non è escluso che prossimamente dedichi un altro articolo a questa città pazzesca, che merita veramente di essere vissuta e visitata almeno una volta nella vita.

 

 

 

I MIEI VALORI DEL 2020

 

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Quando comincia un nuovo anno può essere utile prendersi del tempo per capire cosa per noi è veramente importante, in modo da stilare una lista di valori che possano guidare le nostre azioni presenti e future.

Quest’anno ho deciso di ricorrre all’acrostico VITA  per descrivere in modo esaustivo ed efficace i valori in cui mi riconosco.

Ma che cos’è un acrostico?

Un acrostico è una sigla che compone una parola di senso compiuto, in questo caso la vita, dalla cui composizione si possono inferire a loro volta quattro parole, corrispondenti adogni lettera di cui è composta la parola vita.

Ecco quindi i miei valori della vita aggiornati al 2020

V come Volontà

Anche se a volte possiamo incontrare degli ostacoli nella nostra vita, c’è una forza a cui possiamo sempre attingere, che è quella della volontà: volontà di rimetterci in discussione, volontà di aprirci al cambiamento, volontà di pensare pensieri nuovi, volontà di coltivare nuovi abitudini, volontà di agire, volontà di creare… in definitiva, imparare a coltivare quella volontà di imparare e crescere sempre nell’esperienza.

 

I come Immaginazione

L’immaginazione è una funzione del pensiero che possiamo imparare a coltivare quotidianamente in modo da poterla utilizzare non solo per soddisfare bisogni di base, come immaginare di mangiare un panino quando abbiamo molta fame, ma ricorrere ad essa anche per imparare a nutrire bisogni più elevati, come quelli di realizzazione personale, immaginandoci con precisione in ciò che desideriamo realizzare concretamente nella nostra vita.

T come Tolleranza

Viviamo in un mondo dove il rispetto e l’indulgenza nei confronti di noi stessi e degli altri si fa sempre più labile, così esperti nell’arte del giudizio e del biasimo. Predisporsi alla tolleranza significa imparare ad accogliere ed accettare le nostre debolezze e vulnerabilità, con la consapevolezza che quelle che ho io, sono le stesse che ha il mio partner, famigliare, amico o vicino di casa. Tolleranza come rispetto per noi stessi e per gli altri, a prescindere.

A come Azione

Ciò in cui crediamo ha senso e valore solo nella misura in cui viene supportato da azioni intenzionali e finalizzate a creare ciò che intendiamo realizzare davvero nella nostra vita. Non è un caso se nel Coaching si usa ricorrere all’espressione “agiamo per come siamo” e che “siamo per come agiamo”. Possiamo imparare l’arte di agire e di creare ciò che abbiamo immaginato prima nella nostra mente, definendo con accuratezza ciò che vogliamo perseguire, ricorrendo al potere della visualizzazione.

 

Hai mai pensato ai tuoi valori? Che cosa ti orienta nella vita? Se hai voglia, scrivilo qui nei commenti e condividi : )

TRE STRATEGIE PER ESSERE PERCEPITO PIU’ ATTRAENTE

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Com’è noto viviamo in quella che lo scrittore Guy Debord già negli anni sessanta definì “società dello spettacolo”, una società dove la nostra esposizione quotidiana sui social network è diventata la normalità, e dove più o meno tutti ricorriamo a filtri o ritocchi per apparire più belli agli occhi degli altri.

In questo articolo vorrei proporti tre strategie per essere percepito/a naturalmente attraente agli occhi degli altri e senza dover ricorrere ai filtri dei social, poiché verrai percepito naturalmente piacente nella comunicazione faccia a faccia:

1- Ascolta il tuo interlocutore: sembra banale, ma la maggior parte di noi non sa ascoltare veramente. E l’ascolto è la prima regola di una buona comunicazione. Quando ascolti attivamente una persona non hai la necessità di doverla sempre interrompere per poter argomentare a tua volta sull’oggetto della conversazione. Semplicemente ascolti e prendi atto di quello che ti sta dicendo l’altra persona. La tua disposizione accogliente e non giudicante sarà percepita positivamente dal tuo interlocutore che per via di questa tua qualità, sarà naturalmente portato a confidarsi con te e a ritenerti una bella persona, dentro e fuori : )

2- Sorridi: Una delle prime cose che ho imparato sul lavoro, sono state le tre tre “S” del contatto: Sguardo, Sorriso, Saluto. Il sorriso in particolare è fondamentale se vuoi abbassare le difese della persona con cui ti stai relazionando. Poi non è così diffuso (purtroppo) vedere in giro persone sorridenti, gioiose e appagate senza un motivo conclamato. Perciò nel dubbio sorridi e regala la tua energia positiva a chi ti sta accanto. Ti percepirà naturalmente più attraente.

3- Ricorri al Modeling: Se vuoi essere percepito positivamente dalla persona con cui ti stai relazionando, ricalcala nei suoi movimenti (Modeling). Non devi replicare per filo e per segno ogni sua azione, anche perché questo minerebbe l’autenticità del vostro rapporto, ma sicuramente prestare attenzione alla sua fisiologia, al suo linguaggio non verbale, alla sua postura. Puoi osservare come tiene le mani o le gambe e riproporre a tua volta la sua fisiologia: in questo modo entrerai naturalmente in “rapport” e questo rispecchiamento ti potrà aiutare ad entrare in maggiore empatia con il tuo interlocutore, che sarà portato a vederti anche naturalmente più attraente.

Se hai altre strategie di auto miglioramento da proporre, condividile nei commenti : )

Grazie!

60 cose odiose che ti possono accadere nella vita

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Questa sera che ho il dente avvelenato ne approfitto per fare l’inventario delle 60 cose odiose che ci possono accadere nella vita… chissà che alla fine non ci rida pure sopra : )

1- Quando ti serve lo scotch e non riesci a trovare l’estremità perchè si è attaccata perfettamente  al nastro;

2- Quando stai per uscire, sei di fretta e ricevi una telefonata;

3- Quando sei fuori a cena e i commensali al tavolo cominciano a parlare di serie televisive e tu per principio non le segui perchè ti creano dipendenza ( anche se simpatizzi per Black Mirror);

4- Quando indossi le calze velate  fresche di acquisto e  dopo 10 minuti te le ritrovi smagliate;

5- Quando entri in un bagno pubblico unisex e lo trovi cicliclamente pisciato e/o cagato;

6- Quando entri in un bagno pubblico riservato a sole donne e lo trovi ciclicamente pisciato e/o cagato;

7- Quando sei in bici e ti caga un uccello sui pantaloni;

8- Quando pesti una merda;

9- Quando incontri uno/a che conosci e finge di non vederti;

10- Quando sei single e non ti caga nessuno perchè  a tua insaputa giri con il cartello in fronte con su scritto “cerco storia seria” e gli uomini fuggono;

11-Quando sei impegnata e gli uomini ci provano perchè non giri  più con il cartello in fronte con su scritto “cerco storia seria”, sei felice e appagata e l’uomo lo percepisce;

12- Quando vai al mare e ti accorgi che dalle ginocchia ti spunta ancora qualche pelo molesto;

13- Quando esci con un uomo che ti piace fisicamente, poi quando impari a conoscerlo scopri che ti annoia a morte;

14- Quando sei in bagno e ti accorgi che è finita la carta igienica e il tuo moroso non è in casa per fartela allungare e ti devi arrangiare;

15- Quando sei a scuola e il prof. apre il registro e se ne esce con “Oggi interrogo….” e tu scompari istintivamente sotto il banco, mimetizzandoti dietro lo zaino o direttamente lì dentro alla ricerca di qualche libro;

16- Quando mandi un messaggio wa, ti accorgi delle spunte blu di avvenuta lettura, ma il tipo/a non ti risponde e tu vai in ansia;

17- Quando un uomo che ti piace schifa le telefonate, comunica solo con i messaggi e a te scende la catena perchè avevi 15 anni 15 anni fa;

18- Quando stacchi dal turno a lavoro e vorresti solo andare a casa invece sei obbligata a fare la spesa;

19- Quando entri in una stanza della casa per prendere una cosa poi rimani fermo come un allocco in corrispondenza dello stipite della porta perchè nel frattempo ti sei dimenticata/o cosa devi prendere;

20- Quando ti presentano ad un gruppo di persone che non conosci e dopo un secondo ti sei già dimenticata/o tutti i nomi, a meno che non ci sia qualcuno/a che ti abbia colpito brutalmente per la simpatia o l’aspetto;

21- Quando saluti un cliente e non ti risponde;

22- Quando ti dicono “Buongiorno Signora”;

23- Quando sei in aereo e devi andare in bagno ma sei seduta nel seggiolino al centro e non vuoi scomodare il tuo vicino per alzarsi;

24- Quando trattieni la pipì per troppo tempo, poi quando riesci finalmente ad andare in bagno sul momento non ti scende niente e ti devi persino concentrare per riuscire nella tua impresa;

25- Quando ti sbagli a dare il resto alla cassa;

26- Quando stai facendo l’amore e ti viene in mente cosa devi fare dopo;

27- Quando una persona ti chiede “Come stai?” ma non ascolta la  tua risposta;

28- Quando parli con uno che non guarda te ma le tue  tette;

29- Quando entri in un negozio e la commessa ti segue in ogni tuo movimento perchè è indottrinata a venderti tutta la merce esposta in negozio;

30- Quando hai appena cambiato il pannolino ad un bambino e dopo 5 minuti realizzi che si è già bagnato;

31- Quando mandi CV e non ti risponde nessuno;

32- Quando mandi CV e ti rispondono proponendoti delle collaborazioni a titolo gratuito;

33- Quando mi dicono che parlo troppo in fretta;

34- Quando stai cercando parcheggio, ne trovi uno libero ma realizzi che un altro automobilista te l’ha già soffiato;

35- Quando stai registrando un messaggio vocale e per sbaglio lo cestini;

36- Quando vuoi fare una foto con il telefonino ma ti accorgi che non puoi perchè hai la memoria intasata;

37- Quando entri in ascensore e c’è odore di fumo;

38- Quando il tuo moroso mangia al giappo con gli amici e quando torna a casa puzza di fritto e gli metti il veto di entrare nel letto così;

39- Quando al ristorante ti portano le verdure grigliate con anche i peperoni;

40- Quando sei in un locale e devi urlare per farti sentire e perdi la voce;

41- Quando sei fuori a cena, vai in bagno e scopri di avere frammenti di spezie fra i denti e nessuno prima te lo aveva fatto notare;

42- Quando fai le valigie per andare in vacanza e ti dimentichi le ciabatte;

43- Quando fai la borsa della palestra e ti dimentichi il cambio della biancheria e/o ciabatte/ e/o accappatoio;

44- Quando da bambina gli amici dei miei mi stritolavano la guancia per farmi un “buffetto”;

45- Quando acquisti una matita per gli occhi ma ti accorgi che è instendibile sulle palpebre da quanto è dura la mina;

46- Quando alla mattina ti prepari il caffè, sei distratto e lo versi nella tazzina ma anche sulla tovaglietta;

47- Quando hai scoperto che esiste la rivista di “Uomini e Donne”;

48- Quando vorresti baciare un uomo che conosci poco ma ti sembra prematuro, allora aspetti che lo faccia lui ma lui non lo fa pensando che forse non sei interessata;

49- Quando ti provi i vestiti nel camerino di un negozio ma lo specchio riflette una figura diversa da quella che sei abituata a vedere a casa tua;

50- Quando lavi i piatti e ciclicamente rompi un bicchiere;

51- Quando un uomo ti fa incazzare, poi ti abbraccia e non ci capisci più niente;

52- Quando il mio moroso è in cucina e mi dice cose, io sono in bagno che mi sto asciugando i capelli e gli urlo che non sento ma lui continua a parlare, così aspetto che finisca, vado in cucina e gli chiedo se può ripetere che ho perso le ultime 425898585 parole.

53- Quando mi chiedono “se sono una specie di psicologa”;

54- Quando facevo l’assistente sociale e qualcuno mi chiedeva sempre se portavo a spasso i vecchietti (?);

55- Quando mio padre si è ammalato di un male incurabile e qualcuno mi chiedeva ciclicamente: “Ma guarirà?”

56- Quando lavi la macchina poi dopo viene a piovere;

57- Quando una persona ti chiede di che segno sei, gli rispondi gemelli e lui ti storce il naso come se avessi la peste;

58- Quando stai recitando sul palcoscenico e ti dimentichi le battute;

59- Quando sei in piscina a fare acquagym e mentre fai gli esercizi schizzi come una balena, mentre le tue compagne di corso rimangono tranquille e composte in acqua;

60- Quando leggi un libro ma stai pensando ai cazzi tuoi e devi tornare indietro di 2/3 pagine per recuperare il filo del discorso.

… Ovviamente mi sarò dimenticata qualcosa, c’è sempre qualcosa di cui potersi incazzare dopotutto, ma il segreto sta sempre nel MODO in cui affrontiamo quello che ci fa incazzare…

Grazie per la lettera e il tempo dedicato,

Al prossimo post ; )

Laura

 

 

 

 

 

Che cos’è l’autostima?

 

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E’ da tanto che non scrivo. Tanti lavori, tanti progetti e poco tempo da dedicare al mio blog. Cercherò di recuperare con un articolo dedicato all’autostima.

“Tutto parte dall’autostima”. Questo è il mio mantra. Perchè se ti accetti senza riserve e sei radicato in te stesso, niente e nessuno ti può fermare.

Facendo un sondaggio sommario tra amici e conoscenti, ho realizzato che tanti pensano di esserne privi e di non poterla accrescere, altri di averne a sufficienza per affrontare le sfide che la vita ci riserva quotidianamente.

A prescindere da come ci vediamo, sentiamo o percepiamo, la cosa positiva è che anche l’autostima si apprende!

Iniziamo subito cercando di definire meglio che cos’è l’autostima.

L’autostima (self-esteem) deriva dal verbo latino aestimare, “valutare”, che ha un duplice significato: “determinare il valore di” e “avere un opinione su”. Autostima significa quindi “valutarsi e apprezzarsi in una visuale di fiducia e di ragionevole ottimismo nel giusto riconoscimento di potenzialità e limiti, di qualità e difetti“.

La psicologa Maria Cristina Strocchi definisce così l’autostima, declinandola in tre aspetti:

L’autostima è l’atteggiamento che ciascuno di noi ha nei confronti di sé stesso, dal punto di vista:

 cognitivo, ossia le opinioni che ognuno ha di sé e che riguardano: il suo aspetto fisico, le sue emozioni, la sua vita affettiva e sociale, le sue conoscenze, la sua professione, la sua moralità, il raggiungimento degli obiettivi prefissati; in altre parole la sua autorealizzazione;

emotivo, ossia cosa la persona prova nei propri confronti, come ad esempio: affetto, indifferenza, ostilità;

comportamentale, ovvero come la persona si comporta nei suoi riguardi: se ha rispetto di sé, se soddisfa i suoi bisogni, se sa creare delle condizioni soddisfacenti per sé stessa, se cura la sua salute, etc…

L’aspetto più “poetico” dell’autostima è stato invece esplorato da Virginia Satir, psicoterapeuta statunitense, la quale afferma:

“In tutto il mondo non esiste nessuno che sia come te. Io sono io, e ciò che sono è unico. Io sono responsabile per me stessa, dispongo di tutto ciò che mi serve per vivere pienamente qui e ora. Posso scegliere di mostrare il meglio di me, posso scegliere di amare, di essere preparata, di trovare un senso nella mia vita e un ordine nell’universo, posso scegliere di migliorarmi, di crescere e di vivere in armonia con me stessa, con gli altri e con Dio. Sono degna di essere accettata e amata proprio così come sono, qui e ora. Io mi amo e mi accetto, io decido di vivere pienamente a partire da oggi”.

Assumersi la responsabilità di sé stessi e scegliere di mostrare il meglio di noi, ci invita a sperimentare il cosiddetto “sentimento di autoefficacia” (self- efficacy).

Come descritto dallo psicologo Albert Bandura, se “l’autostima riguarda giudizi di valore personale, il senso di autoefficacia riguarda giudizi di capacità personale”. In particolare, “il senso di autoefficacia corrisponde alle convinzioni circa le proprie capacità di organizzare ed eseguire le sequenze di azioni necessarie per produrre determinati risultati”. Strettamente correlato al concetto di autoefficacia è quello di agentività (agency) personale, in quanto le convinzioni di autoefficacia costituiscono un importante fondamento per l’azione. L’agentività corrisponde quindi alla “facoltà di far accadere le cose, di intervenire sulla realtà, di esercitare un potere causale”.

Ecco come l’autore descrive l’importanza della “capacità di agire” nella realtà attuale:

Nelle società contemporanee stanno avvenendo trasformazioni straordinarie dal punto di vista dell’informazione, della socialità e della tecnologia. Nel corso della storia si sono già verificati cambiamenti impressionanti ma non vasti e rapidi come quelli attualmente in atto. Per tenere il passo con il veloce susseguirsi di tali cicli di trasformazione, le persone e le società devono riuscire a rinnovarsi costantemente. In questa sfida adattiva vengono premiate le persone che si sentono capaci di determinare il proprio futuro. Molte teorie contemporanee dipingono l’individuo come uno spettatore passivo dei meccanismi interiori orchestrati dai fattori ambientali: le persone sarebbero prive di ogni senso di “agentività”. Al contrario, nella mia concezione, l’uomo è un organismo ambizioso capace di agire d’anticipo in previsione di problemi, necessità e cambiamenti, e attivo nel modellare il corso della sua vita e i sistemi sociali che organizzano, guidano e regolano le materie sociali.

La capacità di determinare il proprio futuro è strettamente correlata a quello che per me è un corollario fondamentale dell’autostima, e cioè il cosidetto “locus of control“.

L’espressione, difficilmente tradotta come “luogo di controllo” in italiano, è stata coniata da J.B. Rotter, il quale lo ha definito come “il grado con cui le persone si aspettano che il rinforzo o il risultato delle loro azioni sia contingente al loro stesso comportamento o dipenda dalle caratteristiche personali, piuttosto che essere in funzione del caso, della fortuna o del destino, o sia sotto controllo degli altri, o semplicemente imprevedibile”.

Possiamo cominciare a coltivare una sana autostima, facendo uso dell‘auto-osservazione.

Prendersi cura dei nostri pensieri è il primo passo per imparare a volerci bene, imparare ad osservare il nostro dialogo interno, le parole che diciamo a noi stessi e agli altri, nonché gli atteggiamenti che manifestiamo esternamente.

Possiamo cominciare ad introdurre piccole abitudini, come osservare il nostro linguaggio non verbale.

Cosa rivela di noi la nostra postura? Il nostro eloquio? Il nostro passo?

Se vogliamo accrescere la nostra autostima, possiamo allenarci a riprendere anche il contatto con il nostro corpo. Guardiamoci allo specchio e restiamo concentrati sulla nostra immagine.

Anche se quasi sicuramente troveremo qualcosa da contestare, proviamo a rimanere focalizzati sulla nostra immagine riflessa nello specchio, ricorrendo al potere delle affermazioni:

“NONOSTANTE I MIEI DIFETTI E LE MIE IMPERFEZIONI, MI ACCETTO COMPLETAMENTE E SENZA RISERVE”

“NONOSTANTE I MIEI DIFETTI E LE MIE IMPERFEZIONI, MI ACCETTO COMPLETAMENTE E SENZA RISERVE”

“NONOSTANTE I MIEI DIFETTI E LE MIE IMPERFEZIONI, MI ACCETTO COMPLETAMENTE E SENZA RISERVE”

Fare leva sulle affermazioni e l’autosservazione dei nostri pensieri e delle parole che utilizziamo quotidianamente per rivolgerci a noi stessi, è già un primo passo per imparare a coltivare una sana autostima.

Se pensi che questo articolo possa essere utile anche a qualcuno che conosci, condividilo e fai circolare la filosofia di educazione permanente : ))

Grazie,

Laura

IO SONO INFINITO

 

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In evidenza: Il Viandante sul mare di nebbia – Caspar David Friedrich

C’ è un mantra che ho letto da qualche parte e che vorrei condividere… per ricordarlo sia a me che ai naviganti della rete ; )

IO ESISTERO’ PER L’ETERNITA’

ESATTAMENTE COME L’AMORE,

CHE E’ ETERNO,

COSI’ E’ ANCHE LA MIA NATURA.

NON AVRO’ PIU’ PAURA PERCHE’

SONO DESTINATO A ESISTERE PER SEMPRE

Per questo IO SONO INFINITO

Il potere delle intuizioni

 

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Nei mesi scorsi ho sperimentato quella che in psicologia si definisce “dissonanza cognitiva”.

Tale dissonanza si verifica ogni volta che si  verificano “cognizioni o pensieri antitetici e per questo in contrasto tra loro, al punto, in casi più estremi, da creare disagio alla persona”.
(Per saperne di più: http://www.stateofmind.it/2015/05/dissonanza-cognitiva-psicologia/)

Il nostro cervello entra quindi in dissonanza. Creando confusione e disagio.

Ho passato giorni, settimane, mesi con “pensieri antitetici”… speravo di risolvermi tale dissonanza analizzando tutto ciò che mi passava per la testa, soppesando ogni parola che usciva dalla mia bocca e da quella del mio compagno. Per poi comprendere, come sosteneva bene Einstein, che: “Non si può risolvere un problema utilizzando la stessa mente che lo ha creato“.

Dato che la mia testa non si pacificava, in un momento di pace apparente, ho ricevuto un segnale, un’intuizione o insight, una “conoscenza diretta e immediata d’una verità, tradizionalmente contrapposta alla conoscenza logica e discorsiva”….

Ero a sedere senza fare nulla, per una volta (forse) senza pensare a niente, o al mio vissuto sentimentale, quando mi sono sentita risuonare nella testa due parole, un nome e un cognome:

CARLOS CASTANEDA

CARLOSA CASTANEDA, mi ripeto. E me lo scrivo, perchè non me lo voglio dimenticare.

La sera stessa cerco questo nome su internet e, ammetto la mia ignoranza, ma non mi ricordavo che fosse uno scrittore. Peruviano, naturalizzato statunitense, autore de il celebre libro Il lato attivo dell’infinito.

Wikipedia fornisce informazioni sul suo pensiero e finalmente leggo proprio quello che mi occorre assimilare in questi giorni di malessere:

“La sintesi del pensiero di Don Juan potrebbe essere riassunta con queste parole: “il Cammino del Cuore”. Nel suo primo libro, A scuola dallo stregone, Castaneda afferma:

Per me esiste solo il cammino lungo sentieri che hanno un cuore, lungo qualsiasi sentiero che abbia un cuore. Lungo questo io cammino e la sola prova che conta è attraversarlo in tutta la sua lunghezza. E qui io cammino guardando, guardando senza fiato.” Altrove dice circa “Tutte le vie si equivalgono, partono dalla boscaglia e vanno nella boscaglia, ma alcune hanno un cuore, altre no, e importa solo percorrere vie con un cuore“.

ESISTE SOLO IL CAMMINO LUNGO SENTIERI CHE HANNO UN CUORE.

E IO STAVO VIVENDO SOLO DI RAZIONALIZZAZIONI.

SENZA ASCOLTARLO QUESTO CUORE.

E’ come se il mio Sè superiore fosse venuto in mio soccorso, mostrandomi una via alternativa da seguire. La via del Cuore appunto, perchè io da brava gemelli cervellotica, tendo a prediligere la via della Mente.

Ma la vera forza, l’energia propulsiva, la trasmette il Cuore, non la Mente.

Così decido di approfondire la poetica di Castaneda e in biblioteca prendo in prestito Il lato attivo dell’infinito, Rizzoli Editore.

Mi colpisce un capitolo in particolare, chiamato Il punto di rottura.

In questo capitolo Castaneda affronta il tema del “silenzio interiore” …. quello che casualmente serve proprio a me in questo momento!!!

L’autore afferma che:

il silenzio interiore significa sospensione del dialogo interiore, il compagno sempre presente nei nostri pensieri, ed è quindi una condizione di completa pace.   Gli antichi sciamani lo chiamavano silenzio interiore perchè è uno stato in cui la percezione non dipende dai sensi, ma da un’altra facoltà dell’uomo, la facoltà che lo rende un essere magico e che è stata depotenziata non dall’uomo stesso, ma da qualche influenza estranea”. (…)

Nello sciamanesimo, il silenzio interiore è il punto da cui nasce ogni cosa. In altre parole, tutto ciò che facciamo ci guida verso tale stato che, come sempre accade nel mondo degli sciamani, non emerge se non veniamo scossi da qualcosa di gigantesco“(…)

Ed io mi sentivo profondamente scossa, da due uomini.

Proseguendo nella lettura apprendo che:

“Il silenzio interiore è la via che porta alla vera sospensione del giudizio, al momento in cui i dati sensoriali dall’universo non vengono più interpretati dai sensi e la cognizione cessa di essere la forza che attraverso l’uso e la ripetizione, decide la natura del mondo“.

Che era tutto ciò che io stavo facendo fino a quel momento. Nutrire il cuore con la mente.

Avere la pretesa di fornire soluzioni a miei “problemi” appellandomi solo alla forza della mente.

Leggere il libro di Castaneda è stato come risvegliarmi da un lungo torpore. Tornando a sentire con il Cuore. Più avanti Castaneda scrive:

“Gli sciamani hanno bisogno di un punto di rottura affinchè il lavorio del silenzio interiore possa cominciare. Si potrebbe paragonare alla calcina che i muratori mettono fra i mattoni. Solamente quando la calcina si solidifica i mattoni formano una struttura“.

Ma in cosa consiste esattamente il punto di rottura?

“Il tuo punto di rottura consiste nell’abbandonare il corso della tua vita così come lo conosci

“Per l’infinito l’unica impresa degna di un guerriero è la libertà, qualunque altra attività è un inganno”.

“A tempo debito, saprai tradurre a parole tutto ciò che vorrai. Oggi devi agire sul tuo silenzio interiore, su ciò che sai senza sapere. Sai perfettamente che cosa devi fare, ma è una conoscenza che non ha trovato una piena formulazione nei tuoi pensieri”.

Un paio di settimane dopo aver letto questo libro, io e il mio moroso ci siamo lasciati.

Ho cominciato a seguire il Sentiero del Cuore. Quello che forse il giorno era giusto fare.

Ora non so cosa sia più giusto fare… forse solo re-imparare a camminare, come dice una canzone di Calcutta.

E scoprire il lato attivo dell’infinito.