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TRE STRATEGIE PER ESSERE PERCEPITO PIU’ ATTRAENTE

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Com’è noto viviamo in quella che lo scrittore Guy Debord già negli anni sessanta definì “società dello spettacolo”, una società dove la nostra esposizione quotidiana sui social network è diventata la normalità, e dove più o meno tutti ricorriamo a filtri o ritocchi per apparire più belli agli occhi degli altri.

In questo articolo vorrei proporti tre strategie per essere percepito/a naturalmente attraente agli occhi degli altri e senza dover ricorrere ai filtri dei social, poiché verrai percepito naturalmente piacente nella comunicazione faccia a faccia:

1- Ascolta il tuo interlocutore: sembra banale, ma la maggior parte di noi non sa ascoltare veramente. E l’ascolto è la prima regola di una buona comunicazione. Quando ascolti attivamente una persona non hai la necessità di doverla sempre interrompere per poter argomentare a tua volta sull’oggetto della conversazione. Semplicemente ascolti e prendi atto di quello che ti sta dicendo l’altra persona. La tua disposizione accogliente e non giudicante sarà percepita positivamente dal tuo interlocutore che per via di questa tua qualità, sarà naturalmente portato a confidarsi con te e a ritenerti una bella persona, dentro e fuori : )

2- Sorridi: Una delle prime cose che ho imparato sul lavoro, sono state le tre tre “S” del contatto: Sguardo, Sorriso, Saluto. Il sorriso in particolare è fondamentale se vuoi abbassare le difese della persona con cui ti stai relazionando. Poi non è così diffuso (purtroppo) vedere in giro persone sorridenti, gioiose e appagate senza un motivo conclamato. Perciò nel dubbio sorridi e regala la tua energia positiva a chi ti sta accanto. Ti percepirà naturalmente più attraente.

3- Ricorri al Modeling: Se vuoi essere percepito positivamente dalla persona con cui ti stai relazionando, ricalcala nei suoi movimenti (Modeling). Non devi replicare per filo e per segno ogni sua azione, anche perché questo minerebbe l’autenticità del vostro rapporto, ma sicuramente prestare attenzione alla sua fisiologia, al suo linguaggio non verbale, alla sua postura. Puoi osservare come tiene le mani o le gambe e riproporre a tua volta la sua fisiologia: in questo modo entrerai naturalmente in “rapport” e questo rispecchiamento ti potrà aiutare ad entrare in maggiore empatia con il tuo interlocutore, che sarà portato a vederti anche naturalmente più attraente.

Se hai altre strategie di auto miglioramento da proporre, condividile nei commenti : )

Grazie!

60 cose odiose che ti possono accadere nella vita

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Questa sera che ho il dente avvelenato ne approfitto per fare l’inventario delle 60 cose odiose che ci possono accadere nella vita… chissà che alla fine non ci rida pure sopra : )

1- Quando ti serve lo scotch e non riesci a trovare l’estremità perchè si è attaccata perfettamente  al nastro;

2- Quando stai per uscire, sei di fretta e ricevi una telefonata;

3- Quando sei fuori a cena e i commensali al tavolo cominciano a parlare di serie televisive e tu per principio non le segui perchè ti creano dipendenza ( anche se simpatizzi per Black Mirror);

4- Quando indossi le calze velate  fresche di acquisto e  dopo 10 minuti te le ritrovi smagliate;

5- Quando entri in un bagno pubblico unisex e lo trovi cicliclamente pisciato e/o cagato;

6- Quando entri in un bagno pubblico riservato a sole donne e lo trovi ciclicamente pisciato e/o cagato;

7- Quando sei in bici e ti caga un uccello sui pantaloni;

8- Quando pesti una merda;

9- Quando incontri uno/a che conosci e finge di non vederti;

10- Quando sei single e non ti caga nessuno perchè  a tua insaputa giri con il cartello in fronte con su scritto “cerco storia seria” e gli uomini fuggono;

11-Quando sei impegnata e gli uomini ci provano perchè non giri  più con il cartello in fronte con su scritto “cerco storia seria”, sei felice e appagata e l’uomo lo percepisce;

12- Quando vai al mare e ti accorgi che dalle ginocchia ti spunta ancora qualche pelo molesto;

13- Quando esci con un uomo che ti piace fisicamente, poi quando impari a conoscerlo scopri che ti annoia a morte;

14- Quando sei in bagno e ti accorgi che è finita la carta igienica e il tuo moroso non è in casa per fartela allungare e ti devi arrangiare;

15- Quando sei a scuola e il prof. apre il registro e se ne esce con “Oggi interrogo….” e tu scompari istintivamente sotto il banco, mimetizzandoti dietro lo zaino o direttamente lì dentro alla ricerca di qualche libro;

16- Quando mandi un messaggio wa, ti accorgi delle spunte blu di avvenuta lettura, ma il tipo/a non ti risponde e tu vai in ansia;

17- Quando un uomo che ti piace schifa le telefonate, comunica solo con i messaggi e a te scende la catena perchè avevi 15 anni 15 anni fa;

18- Quando stacchi dal turno a lavoro e vorresti solo andare a casa invece sei obbligata a fare la spesa;

19- Quando entri in una stanza della casa per prendere una cosa poi rimani fermo come un allocco in corrispondenza dello stipite della porta perchè nel frattempo ti sei dimenticata/o cosa devi prendere;

20- Quando ti presentano ad un gruppo di persone che non conosci e dopo un secondo ti sei già dimenticata/o tutti i nomi, a meno che non ci sia qualcuno/a che ti abbia colpito brutalmente per la simpatia o l’aspetto;

21- Quando saluti un cliente e non ti risponde;

22- Quando ti dicono “Buongiorno Signora”;

23- Quando sei in aereo e devi andare in bagno ma sei seduta nel seggiolino al centro e non vuoi scomodare il tuo vicino per alzarsi;

24- Quando trattieni la pipì per troppo tempo, poi quando riesci finalmente ad andare in bagno sul momento non ti scende niente e ti devi persino concentrare per riuscire nella tua impresa;

25- Quando ti sbagli a dare il resto alla cassa;

26- Quando stai facendo l’amore e ti viene in mente cosa devi fare dopo;

27- Quando una persona ti chiede “Come stai?” ma non ascolta la  tua risposta;

28- Quando parli con uno che non guarda te ma le tue  tette;

29- Quando entri in un negozio e la commessa ti segue in ogni tuo movimento perchè è indottrinata a venderti tutta la merce esposta in negozio;

30- Quando hai appena cambiato il pannolino ad un bambino e dopo 5 minuti realizzi che si è già bagnato;

31- Quando mandi CV e non ti risponde nessuno;

32- Quando mandi CV e ti rispondono proponendoti delle collaborazioni a titolo gratuito;

33- Quando mi dicono che parlo troppo in fretta;

34- Quando stai cercando parcheggio, ne trovi uno libero ma realizzi che un altro automobilista te l’ha già soffiato;

35- Quando stai registrando un messaggio vocale e per sbaglio lo cestini;

36- Quando vuoi fare una foto con il telefonino ma ti accorgi che non puoi perchè hai la memoria intasata;

37- Quando entri in ascensore e c’è odore di fumo;

38- Quando il tuo moroso mangia al giappo con gli amici e quando torna a casa puzza di fritto e gli metti il veto di entrare nel letto così;

39- Quando al ristorante ti portano le verdure grigliate con anche i peperoni;

40- Quando sei in un locale e devi urlare per farti sentire e perdi la voce;

41- Quando sei fuori a cena, vai in bagno e scopri di avere frammenti di spezie fra i denti e nessuno prima te lo aveva fatto notare;

42- Quando fai le valigie per andare in vacanza e ti dimentichi le ciabatte;

43- Quando fai la borsa della palestra e ti dimentichi il cambio della biancheria e/o ciabatte/ e/o accappatoio;

44- Quando da bambina gli amici dei miei mi stritolavano la guancia per farmi un “buffetto”;

45- Quando acquisti una matita per gli occhi ma ti accorgi che è instendibile sulle palpebre da quanto è dura la mina;

46- Quando alla mattina ti prepari il caffè, sei distratto e lo versi nella tazzina ma anche sulla tovaglietta;

47- Quando hai scoperto che esiste la rivista di “Uomini e Donne”;

48- Quando vorresti baciare un uomo che conosci poco ma ti sembra prematuro, allora aspetti che lo faccia lui ma lui non lo fa pensando che forse non sei interessata;

49- Quando ti provi i vestiti nel camerino di un negozio ma lo specchio riflette una figura diversa da quella che sei abituata a vedere a casa tua;

50- Quando lavi i piatti e ciclicamente rompi un bicchiere;

51- Quando un uomo ti fa incazzare, poi ti abbraccia e non ci capisci più niente;

52- Quando il mio moroso è in cucina e mi dice cose, io sono in bagno che mi sto asciugando i capelli e gli urlo che non sento ma lui continua a parlare, così aspetto che finisca, vado in cucina e gli chiedo se può ripetere che ho perso le ultime 425898585 parole.

53- Quando mi chiedono “se sono una specie di psicologa”;

54- Quando facevo l’assistente sociale e qualcuno mi chiedeva sempre se portavo a spasso i vecchietti (?);

55- Quando mio padre si è ammalato di un male incurabile e qualcuno mi chiedeva ciclicamente: “Ma guarirà?”

56- Quando lavi la macchina poi dopo viene a piovere;

57- Quando una persona ti chiede di che segno sei, gli rispondi gemelli e lui ti storce il naso come se avessi la peste;

58- Quando stai recitando sul palcoscenico e ti dimentichi le battute;

59- Quando sei in piscina a fare acquagym e mentre fai gli esercizi schizzi come una balena, mentre le tue compagne di corso rimangono tranquille e composte in acqua;

60- Quando leggi un libro ma stai pensando ai cazzi tuoi e devi tornare indietro di 2/3 pagine per recuperare il filo del discorso.

… Ovviamente mi sarò dimenticata qualcosa, c’è sempre qualcosa di cui potersi incazzare dopotutto, ma il segreto sta sempre nel MODO in cui affrontiamo quello che ci fa incazzare…

Grazie per la lettera e il tempo dedicato,

Al prossimo post ; )

Laura

 

 

 

 

 

Che cos’è l’autostima?

 

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E’ da tanto che non scrivo. Tanti lavori, tanti progetti e poco tempo da dedicare al mio blog. Cercherò di recuperare con un articolo dedicato all’autostima.

“Tutto parte dall’autostima”. Questo è il mio mantra. Perchè se ti accetti senza riserve e sei radicato in te stesso, niente e nessuno ti può fermare.

Facendo un sondaggio sommario tra amici e conoscenti, ho realizzato che tanti pensano di esserne privi e di non poterla accrescere, altri di averne a sufficienza per affrontare le sfide che la vita ci riserva quotidianamente.

A prescindere da come ci vediamo, sentiamo o percepiamo, la cosa positiva è che anche l’autostima si apprende!

Iniziamo subito cercando di definire meglio che cos’è l’autostima.

L’autostima (self-esteem) deriva dal verbo latino aestimare, “valutare”, che ha un duplice significato: “determinare il valore di” e “avere un opinione su”. Autostima significa quindi “valutarsi e apprezzarsi in una visuale di fiducia e di ragionevole ottimismo nel giusto riconoscimento di potenzialità e limiti, di qualità e difetti“.

La psicologa Maria Cristina Strocchi definisce così l’autostima, declinandola in tre aspetti:

L’autostima è l’atteggiamento che ciascuno di noi ha nei confronti di sé stesso, dal punto di vista:

 cognitivo, ossia le opinioni che ognuno ha di sé e che riguardano: il suo aspetto fisico, le sue emozioni, la sua vita affettiva e sociale, le sue conoscenze, la sua professione, la sua moralità, il raggiungimento degli obiettivi prefissati; in altre parole la sua autorealizzazione;

emotivo, ossia cosa la persona prova nei propri confronti, come ad esempio: affetto, indifferenza, ostilità;

comportamentale, ovvero come la persona si comporta nei suoi riguardi: se ha rispetto di sé, se soddisfa i suoi bisogni, se sa creare delle condizioni soddisfacenti per sé stessa, se cura la sua salute, etc…

L’aspetto più “poetico” dell’autostima è stato invece esplorato da Virginia Satir, psicoterapeuta statunitense, la quale afferma:

“In tutto il mondo non esiste nessuno che sia come te. Io sono io, e ciò che sono è unico. Io sono responsabile per me stessa, dispongo di tutto ciò che mi serve per vivere pienamente qui e ora. Posso scegliere di mostrare il meglio di me, posso scegliere di amare, di essere preparata, di trovare un senso nella mia vita e un ordine nell’universo, posso scegliere di migliorarmi, di crescere e di vivere in armonia con me stessa, con gli altri e con Dio. Sono degna di essere accettata e amata proprio così come sono, qui e ora. Io mi amo e mi accetto, io decido di vivere pienamente a partire da oggi”.

Assumersi la responsabilità di sé stessi e scegliere di mostrare il meglio di noi, ci invita a sperimentare il cosiddetto “sentimento di autoefficacia” (self- efficacy).

Come descritto dallo psicologo Albert Bandura, se “l’autostima riguarda giudizi di valore personale, il senso di autoefficacia riguarda giudizi di capacità personale”. In particolare, “il senso di autoefficacia corrisponde alle convinzioni circa le proprie capacità di organizzare ed eseguire le sequenze di azioni necessarie per produrre determinati risultati”. Strettamente correlato al concetto di autoefficacia è quello di agentività (agency) personale, in quanto le convinzioni di autoefficacia costituiscono un importante fondamento per l’azione. L’agentività corrisponde quindi alla “facoltà di far accadere le cose, di intervenire sulla realtà, di esercitare un potere causale”.

Ecco come l’autore descrive l’importanza della “capacità di agire” nella realtà attuale:

Nelle società contemporanee stanno avvenendo trasformazioni straordinarie dal punto di vista dell’informazione, della socialità e della tecnologia. Nel corso della storia si sono già verificati cambiamenti impressionanti ma non vasti e rapidi come quelli attualmente in atto. Per tenere il passo con il veloce susseguirsi di tali cicli di trasformazione, le persone e le società devono riuscire a rinnovarsi costantemente. In questa sfida adattiva vengono premiate le persone che si sentono capaci di determinare il proprio futuro. Molte teorie contemporanee dipingono l’individuo come uno spettatore passivo dei meccanismi interiori orchestrati dai fattori ambientali: le persone sarebbero prive di ogni senso di “agentività”. Al contrario, nella mia concezione, l’uomo è un organismo ambizioso capace di agire d’anticipo in previsione di problemi, necessità e cambiamenti, e attivo nel modellare il corso della sua vita e i sistemi sociali che organizzano, guidano e regolano le materie sociali.

La capacità di determinare il proprio futuro è strettamente correlata a quello che per me è un corollario fondamentale dell’autostima, e cioè il cosidetto “locus of control“.

L’espressione, difficilmente tradotta come “luogo di controllo” in italiano, è stata coniata da J.B. Rotter, il quale lo ha definito come “il grado con cui le persone si aspettano che il rinforzo o il risultato delle loro azioni sia contingente al loro stesso comportamento o dipenda dalle caratteristiche personali, piuttosto che essere in funzione del caso, della fortuna o del destino, o sia sotto controllo degli altri, o semplicemente imprevedibile”.

Possiamo cominciare a coltivare una sana autostima, facendo uso dell‘auto-osservazione.

Prendersi cura dei nostri pensieri è il primo passo per imparare a volerci bene, imparare ad osservare il nostro dialogo interno, le parole che diciamo a noi stessi e agli altri, nonché gli atteggiamenti che manifestiamo esternamente.

Possiamo cominciare ad introdurre piccole abitudini, come osservare il nostro linguaggio non verbale.

Cosa rivela di noi la nostra postura? Il nostro eloquio? Il nostro passo?

Se vogliamo accrescere la nostra autostima, possiamo allenarci a riprendere anche il contatto con il nostro corpo. Guardiamoci allo specchio e restiamo concentrati sulla nostra immagine.

Anche se quasi sicuramente troveremo qualcosa da contestare, proviamo a rimanere focalizzati sulla nostra immagine riflessa nello specchio, ricorrendo al potere delle affermazioni:

“NONOSTANTE I MIEI DIFETTI E LE MIE IMPERFEZIONI, MI ACCETTO COMPLETAMENTE E SENZA RISERVE”

“NONOSTANTE I MIEI DIFETTI E LE MIE IMPERFEZIONI, MI ACCETTO COMPLETAMENTE E SENZA RISERVE”

“NONOSTANTE I MIEI DIFETTI E LE MIE IMPERFEZIONI, MI ACCETTO COMPLETAMENTE E SENZA RISERVE”

Fare leva sulle affermazioni e l’autosservazione dei nostri pensieri e delle parole che utilizziamo quotidianamente per rivolgerci a noi stessi, è già un primo passo per imparare a coltivare una sana autostima.

Se pensi che questo articolo possa essere utile anche a qualcuno che conosci, condividilo e fai circolare la filosofia di educazione permanente : ))

Grazie,

Laura

IO SONO INFINITO

 

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In evidenza: Il Viandante sul mare di nebbia – Caspar David Friedrich

C’ è un mantra che ho letto da qualche parte e che vorrei condividere… per ricordarlo sia a me che ai naviganti della rete ; )

IO ESISTERO’ PER L’ETERNITA’

ESATTAMENTE COME L’AMORE,

CHE E’ ETERNO,

COSI’ E’ ANCHE LA MIA NATURA.

NON AVRO’ PIU’ PAURA PERCHE’

SONO DESTINATO A ESISTERE PER SEMPRE

Per questo IO SONO INFINITO

Il potere delle intuizioni

 

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Nei mesi scorsi ho sperimentato quella che in psicologia si definisce “dissonanza cognitiva”.

Tale dissonanza si verifica ogni volta che si  verificano “cognizioni o pensieri antitetici e per questo in contrasto tra loro, al punto, in casi più estremi, da creare disagio alla persona”.
(Per saperne di più: http://www.stateofmind.it/2015/05/dissonanza-cognitiva-psicologia/)

Il nostro cervello entra quindi in dissonanza. Creando confusione e disagio.

Ho passato giorni, settimane, mesi con “pensieri antitetici”… speravo di risolvermi tale dissonanza analizzando tutto ciò che mi passava per la testa, soppesando ogni parola che usciva dalla mia bocca e da quella del mio compagno. Per poi comprendere, come sosteneva bene Einstein, che: “Non si può risolvere un problema utilizzando la stessa mente che lo ha creato“.

Dato che la mia testa non si pacificava, in un momento di pace apparente, ho ricevuto un segnale, un’intuizione o insight, una “conoscenza diretta e immediata d’una verità, tradizionalmente contrapposta alla conoscenza logica e discorsiva”….

Ero a sedere senza fare nulla, per una volta (forse) senza pensare a niente, o al mio vissuto sentimentale, quando mi sono sentita risuonare nella testa due parole, un nome e un cognome:

CARLOS CASTANEDA

CARLOSA CASTANEDA, mi ripeto. E me lo scrivo, perchè non me lo voglio dimenticare.

La sera stessa cerco questo nome su internet e, ammetto la mia ignoranza, ma non mi ricordavo che fosse uno scrittore. Peruviano, naturalizzato statunitense, autore de il celebre libro Il lato attivo dell’infinito.

Wikipedia fornisce informazioni sul suo pensiero e finalmente leggo proprio quello che mi occorre assimilare in questi giorni di malessere:

“La sintesi del pensiero di Don Juan potrebbe essere riassunta con queste parole: “il Cammino del Cuore”. Nel suo primo libro, A scuola dallo stregone, Castaneda afferma:

Per me esiste solo il cammino lungo sentieri che hanno un cuore, lungo qualsiasi sentiero che abbia un cuore. Lungo questo io cammino e la sola prova che conta è attraversarlo in tutta la sua lunghezza. E qui io cammino guardando, guardando senza fiato.” Altrove dice circa “Tutte le vie si equivalgono, partono dalla boscaglia e vanno nella boscaglia, ma alcune hanno un cuore, altre no, e importa solo percorrere vie con un cuore“.

ESISTE SOLO IL CAMMINO LUNGO SENTIERI CHE HANNO UN CUORE.

E IO STAVO VIVENDO SOLO DI RAZIONALIZZAZIONI.

SENZA ASCOLTARLO QUESTO CUORE.

E’ come se il mio Sè superiore fosse venuto in mio soccorso, mostrandomi una via alternativa da seguire. La via del Cuore appunto, perchè io da brava gemelli cervellotica, tendo a prediligere la via della Mente.

Ma la vera forza, l’energia propulsiva, la trasmette il Cuore, non la Mente.

Così decido di approfondire la poetica di Castaneda e in biblioteca prendo in prestito Il lato attivo dell’infinito, Rizzoli Editore.

Mi colpisce un capitolo in particolare, chiamato Il punto di rottura.

In questo capitolo Castaneda affronta il tema del “silenzio interiore” …. quello che casualmente serve proprio a me in questo momento!!!

L’autore afferma che:

il silenzio interiore significa sospensione del dialogo interiore, il compagno sempre presente nei nostri pensieri, ed è quindi una condizione di completa pace.   Gli antichi sciamani lo chiamavano silenzio interiore perchè è uno stato in cui la percezione non dipende dai sensi, ma da un’altra facoltà dell’uomo, la facoltà che lo rende un essere magico e che è stata depotenziata non dall’uomo stesso, ma da qualche influenza estranea”. (…)

Nello sciamanesimo, il silenzio interiore è il punto da cui nasce ogni cosa. In altre parole, tutto ciò che facciamo ci guida verso tale stato che, come sempre accade nel mondo degli sciamani, non emerge se non veniamo scossi da qualcosa di gigantesco“(…)

Ed io mi sentivo profondamente scossa, da due uomini.

Proseguendo nella lettura apprendo che:

“Il silenzio interiore è la via che porta alla vera sospensione del giudizio, al momento in cui i dati sensoriali dall’universo non vengono più interpretati dai sensi e la cognizione cessa di essere la forza che attraverso l’uso e la ripetizione, decide la natura del mondo“.

Che era tutto ciò che io stavo facendo fino a quel momento. Nutrire il cuore con la mente.

Avere la pretesa di fornire soluzioni a miei “problemi” appellandomi solo alla forza della mente.

Leggere il libro di Castaneda è stato come risvegliarmi da un lungo torpore. Tornando a sentire con il Cuore. Più avanti Castaneda scrive:

“Gli sciamani hanno bisogno di un punto di rottura affinchè il lavorio del silenzio interiore possa cominciare. Si potrebbe paragonare alla calcina che i muratori mettono fra i mattoni. Solamente quando la calcina si solidifica i mattoni formano una struttura“.

Ma in cosa consiste esattamente il punto di rottura?

“Il tuo punto di rottura consiste nell’abbandonare il corso della tua vita così come lo conosci

“Per l’infinito l’unica impresa degna di un guerriero è la libertà, qualunque altra attività è un inganno”.

“A tempo debito, saprai tradurre a parole tutto ciò che vorrai. Oggi devi agire sul tuo silenzio interiore, su ciò che sai senza sapere. Sai perfettamente che cosa devi fare, ma è una conoscenza che non ha trovato una piena formulazione nei tuoi pensieri”.

Un paio di settimane dopo aver letto questo libro, io e il mio moroso ci siamo lasciati.

Ho cominciato a seguire il Sentiero del Cuore. Quello che forse il giorno era giusto fare.

Ora non so cosa sia più giusto fare… forse solo re-imparare a camminare, come dice una canzone di Calcutta.

E scoprire il lato attivo dell’infinito.

Le tre R della crescita personale

 

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E’ da giorni che avevo in mente di scrivere un articolo su tre parole chiave della crescita personale, che iniziano tutte per R…

Così le ho concettualizzate e così le scrivo:

1- RESPIRA

2- RALLENTA

3- RINGRAZIA

Vediamole una alla volta:

1- RESPIRA

Io personalmente ho cominciato a respirare “bene” molto tardi… quando ho cominciato a fare teatro, nel 2005, e mi hanno insegnato la respirazione diaframmatica.. che sarebbe la respirazione corretta da compiere contrapposta alla respirazione toracica… che putropppo ho la tendenza a reiterare… perchè siamo sempre di corsa, perchè non c’è tempo di fermasi e … RESPIRARE APPUNTO!!! Da giorni mi sto imponendo di respirare col diaframma, quel muscolo a forma di cupola asimmetrica, disposto trasversalmente appena al di sotto dello sterno e delle costole, che divide la cavità toracica da quella addominale. Al di là dell’aspetto più “salutare” della respirazione, mi sembra importante offrirne anche una visione più spirituale così come elaborata da Osho:

Se riesci a essere padrone del tuo respiro diventerai padrone delle tue emozioni.”

“Non hai mai osservato che il respiro cambia con il cambiare delle emozioni? Quando sei arrabbiato, respiri in un certo modo; cerca di osservare come respiri quando sei in collera e poi, quando ti senti andare in collera, prova a respirare in maniera diversa: non riuscirai ad arrabbiarti. Ti puoi arrabbiare solo con una respirazione particolare.
Quando sei innamorato, osserva il tuo respiro: il suo ritmo, la musica, l’armonia. Disturba quell’armonia, e l’amore svanirà. Oppure, crea quell’armonia e apparirà l’amore.
Se riesci a essere padrone del tuo respiro – ed è una scienza profonda – diventerai padrone delle tue emozioni. Mentre fai l’amore, osserva come respiri: quella respirazione è fondamentalmente legata all’atto sessuale. Non puoi fare nulla che non sia profondamente collegato al respiro”

Dalla respirazione passiamo all’arte di rallentare:

2- RALLENTA: Rallentare si, prendersi un momento per sè stessi, imparando a riprenderci il tempo dell’ascolto. Scrive Sun Bear:

“Abbiamo dimenticato i canti e le storie che porta con sè il vento. Abbiamo dimenticato come ascoltare la saggezza delle pietre che dall’inizio di tutti i tempi stanno al loro posto su questa terra. Abbiamo dimenticato quanto l’acqua possa rinfrescarci e rinnovarci.  Abbiamo dimenticato come si ascoltano le piante che ci insegnano quali fra loro cogliere per il nostro benessere. Abbiamo perso la capacità di spiare gli animali che con gentilezza ci offrono la loro saggezza, il loro riso, il loro amore, e loro stessi come cibo. Ci siamo chiusi a tutte queste relazioni, e tuttavia ci chiediamo perchè, così spesso, ci prende la noia e la solitudine”.

Rallentare per riscoprire la bellezza di ciò che ci circonda, imparando ad esercitare la terza R:

3- RINGRAZIA: possiamo riscoprire la potenza di questa parola ESERCITANDO la gratitudine, ovvero quel “sentimento e disposizione d’animo che comporta affetto verso chi ci ha fatto del bene, ricordo del beneficio ricevuto e desiderio di poterlo ricambiare” (fonte: treccani.it)

Esercitare quotidianamente la gratitudine  ci può aiutare progressivamente a liberarci dalle zavorre del passato, sforzandoci di focalizzare la nostra attenzione  su quanto di buono ci ha lasciato un momento particolare della nostra vita.

RINGRAZIANDO A PRESCINDERE DALLE CIRCOSTANZE, anche se a volte può risultare umanamente difficile .

Non bisogna temere le ombre:

“sono solo la prova che c’è una luce che splende”!

Grazie,

Laura

 

 

 

 

60 COSE DI CUI SONO GRATA NELLA VITA

 

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Dato che sto attraversando un periodo un pò particolare, dove ogni 3X2 ho i fazzoletti a portata di mano e non certo per l’influenza … stasera ho ri-attivato la forza di volontà e deciso ( decidere etimologicamente significa “tirarsi fuori da ogni altra possibilità” ) di ri-alimentare il mio ottimismo rispolverando questo esercizio sulla gratitudine.

L’esercizio consiste nel trovare almeno 30 motivi, se riusciamo a trovarne di più è ancora meglio, per essere grati nella nostra Vita. Possono essere motivi molto nobili, come la salute per esempio, ma anche più “superficiali”, come qualcosa di legato alla nostra estetica… l’importante è che siano motivazioni autentiche per noi stessi e soprattutto in grado di comunicarci un senso di profonda gratitudine, per ciò che è, è stato o sarà.

Queste le 60 cose di cui sono grata nella VITA:

0- La bellezza incondizionata della Natura

1- Conservare sempre vivo il ricordo di mio padre

2- essere fisicamente sana e psicologicamente in ricerca

3- avere ancora mia madre

4- avere ancora mia sorella

5- mio nipote e le sue scoperte giornaliere

6- dei piedi che mi fanno fare esperienza del mondo

7- una macchina che consuma poco e che mi porta in giro quando i piedi non me lo permettono, cioè spesso

8- il mio emisfero destro

9- i miei capelli ricci naturali

10- avere ancora i denti per masticare

11- il sole che mi mangia le negatività

12- le mie intuizioni artistiche

13- avere conosciuto personalmente il prof. John Henschke

14- essere stata ospite del Prof. John Henschke  in Missouri

15- avere uno stipendio per investire nella paganopokerart

15- avere soggiornato in USA

16- avere scalato il Lion Head in Sudafrica

17- avere visitato Cape town insieme a mio zio Mario

18- essere stata 3 mesi a Tallinn spaesata in parte dall’Università

19- essermi laureata in corso alla triennale a 22 anni

20- essermi laureata alla magistrale fuori corso entro i 30 anni

21- avere un impiego che mi garantisce di essere indipendente come donna senza dovermi appoggiare ad un uomo (nel 2017)

22- la mia sana follia anticonformista

23- un impiego part time vicino a casa

24- l’acrostico VITA (Volontà, Immaginazione, Tolleranza, Azione)

25- avere pubblicato il Manuale del Giovane Precario senza contributo

26- preservare il mio ottimismo a prescindere dalle circostanze avverse ( esempio punto 1)

27- esercitare sempre il dubbio e il senso critico

28- essermi innamorata con tutti i sintomi dell’innamoramento fotonico ( almeno 2 volte che forse sono anche troppe nella vita mah)

29- avere imparato dalla morte il rispetto per la vita

30- essere uscita con 4 statue greche (X, Y, Z, W)

31- avere la vita stretta

32- i miei piedi

33- la mia determinazione nel portare avanti le mie cose

34- non essere schiava della tecnologia ma usarla solo a fini etici ( come promuovere questo blog)

35- preservare la bambina interiore che è in me anche a 31 anni

36- credere ancora a certe favole

37- un seno proporzionato al resto del corpo

38- scrivere in modo sintetico

39- avere assecondato la mia vocazione artistica

40- essere grata alla gratitudine

41- esercitare sempre la curiosità

42- avere lavorato sempre a prescindere dalla crisi

43- essere uscita con tutti i ragazzi che mi piacevano (ok a eccezione di X)

44- aver trasformato un Narciso in un Uomo capace di Amare

45- aver ricevuto una proposta di convivenza e poi di matrimonio

46- aver trovato lavoro dopo nemmeno 20 giorni dalla laurea

47- avere elaborato un progetto che mi ha permesso di andare in America a presentarlo

48- entrare ancora in una gonna che indossavo a 17 anni

49- avere ancora la patente integra

50- dimostrare ancora 25 anni

51- avere recitato al Teatro Storchi di Modena

52- Stefano Cenci e Dimensioni Parallele Teatro ( anche se l’associazione è chiusa rimane vivo il ricordo delle serate al Mulino)

53- la magia del teatro

54- avere concettualizzato, scritto e terminato due tesi

55- essermi inventata due discipline ( la proprietà intellettuale in Italia non esiste quindi non argomento di più)

56- essere stata amata autenticamente da un uomo, anche se per poco tempo

57- un apparato genitale sano

58- le amiche che ci sono sempre quando sto da porco

59- gli amici che ci sono sempre quando sto da porco

60- alimentare ancora i miei sogni

Ammetto che su 60 motivazioni alcune possono risultare un pò bizzarre ( come la n. 30 o la 48) però l’esercizio consiste anche nel sospendere il giudizio e lasciare libera la mente di vagare, riaprire cassetti della memoria che per troppo tempo abbiamo tenuto chiusi e sentirsi semplicemente liberi di esprimere ciò che si sente, nel qui ed ora.

Inoltre, l’esercizio può risultare molto utile per riattivare la creatività e il pensiero divergente.

Buona ricerca di gratificazioni!! Se ti piace l’articolo, condividi e spamma la filosofia di educazione permanente!

 

 

Il potere delle affermazioni positive

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Si dice che “la vita ha le sue stagioni”… bene, ultimamente sto sperimentando la “stagione della riprogettazione” …. dell’ascolto attivo di Sè stessi per portare alla luce cosa si desidera davvero nella propria vita… quali persone vogliamo avere al nostro fianco in questo nostro peregrinare, e chi abbiamo deciso di lasciare andare, per il nostro bene.

In questo percorso di conoscenza e pacificazione interiore, può essere utile ricorrere alla strategia delle AFFERMAZIONI POSITIVE, che secondo Louise Hay, formatrice e autrice statunitense, hanno il potere di aiutarci a riprogrammare il nostro inconscio per poter tornare a vivere nell’amore e nella gioia di Sè.

In questi giorni di “riprogettazione esistenziale”, sto praticando assiduamente il potere delle AFFERMAZIONI, affermazioni positive relative in particolare alle tematiche del cambiamento, della necessità di vivere il presente con una fiducia rinnovata.

Ecco alcune delle affermazioni positive che mi stanno aiutando in questo percorso di rinascita interiore:

1- I CAMBIAMENTI POSSONO INIZIARE ORA. IO SONO DISPOSTO A CAMBIARE

2- SCELGO DI VIVERE NEL GIOIOSO PRESENTE

3- NON HO NULLA DA TEMERE OVUNQUE IO SIA DIRETTO

4- GUARDO CON ENTUSIAMO AL FUTURO

5- GUARDO DENTRO DI ME ALLA RICERCA DEI MIEI TESORI

6- IL MIO CUORE RICARICA LA MIA ANIMA E DONA ENERGIA AL MIO CORPO

7- SONO SODDISFATTO DI CIO’ CHE HO CREATO NELLA MIA VITA

8- DOMANI E’ UN NUOVO INIZIO

9- MI AMO E MI ACCETTO A PRESCINDERE DA TUTTO

10- SCELGO DI VIVERE NELLA GRAZIA E NELLA GIOIA

Mi auguro che questo articolo possa essere di aiuto a chi come me sta vivendo un periodo di cambiamento, consapevole che è nella stessa CRISI che si manifesta la RINASCITA.

Crisi come opportunità di cambiamento, come suggerisce l’etimologia del termine:

“L’etimologia di crisi deriva senza dubbio dal verbo greco krino = separare, cernere, in senso più lato, discernere, giudicare, valutare. Nell’uso comune ha assunto un’accezione negativa in quanto vuole significare un peggioramento di una situazione. Se invece riflettiamo sull’etimologia della parola crisi, possiamo coglierne anche una sfumatura positiva, in quanto un momento di crisi cioè di riflessione, di valutazione, di discernimento, può trasformarsi nel presupposto necessario per un miglioramento, per una rinascita, per un rifiorire prossimo

(FONTE: http://www.etimoitaliano.it/2011/03/etimologia-della-parola-crisi.html)

 

 

 

Qual è la tua storia?

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Non so se capita anche a voi, comunque a volte ripenso a cosa combinavo anni fa e ora che ne ho 30+1  mi sembra che ridendo e scherzando di esperienze ne ho accumulate negli anni. Magari non ho seguito pedissequamente gli standard dei miei coetanei, cioè trovare un ragazzo, fidanzarsi, convivere o sposarsi, mettere al mondo dei figli etc… però ho vissuto altrettante esperienze di vita che hanno scandito il mio percorso fino a qui e hanno contribuito a farmi diventare in bene e in male, quella che sono Oggi.

Il coaching in particolare ci insegna un metodo per poter riflettere consapevolemente sulla propria Vita, valorizzando quelli che sono stati i nostri successi nel corso degli anni, qualora ce ne fossimo dimenticati, aiutandoci così a mettere a fuoco la nostra condizione attuale alla luce delle scelte che abbiamo effettuato in passato.

Questo metodo consiste nel ritagliarci del tempo per noi stessi per poter scrivere la nostra storia. Possiamo cominciare da quando siamo nati, passando per i nostri studi, il lavoro, le relazioni significative, cosa ci ha portato fino a qui, nel giorno stesso in cui scriviamo. L’aspetto interessante di scrivere e tenere un resoconto autobiografico è scoprire e portare in luce che cosa decidiamo di raccontare, quali tipologie di esperienze, in che modo le argomentiamo, quali emozioni facciamo riaffiorare ( rammarico? tristezza? gioia? gratitudine?).

E’ importante ricordare che ognuno di noi utilizza quotidianamente dei filtri percettivi nel processare quella che chiamiamo “realtà”, e che quindi tutto ciò di cui facciamo esperienza, che nutre la nostra vita emotiva o sulla quale riflettiamo più o meno consapevolmente, non sono altro che “porzioni di realtà” che abbiamo selezionato sulla base delle nostre personali convinzioni, credenze, e valori di base. In una parola, sulla base delle nostre mappe. Quindi qual è la tua storia? Se dovessi raccontarla oggi, cosa ti affiora e cosa no?

Tempo fa mi è stato chiesto di scrivere una presentazione di me stessa, del mio percorso, di raccontare la mia storia. L’ho impaginata in terza persona e scrivendo mi sono accorta che l’utilizzo della terza persona ci permette di creare quella distanza necessaria per poter “recuperare” la nostra storia cronologica ed emotiva, adottando l’ottica del c.d “osservatore”, come se stessimo quindi guardando il film della nostra Vita.

Ho pensato di riproporre la mia storia, quantomeno per ricordarmi a 40+1 cosa ho fatto fino ai 30 ; )

Laura Pagano nasce a Modena il 09-06-1985. Nel luglio 2004 si diploma presso il liceo scientifico “M.Fanti” di Carpi, all’ indirizzo socio-psico-pedagogico. Nello stesso anno decide di continuare il suo percorso di studi umanistici iscrivendosi ad un corso di laurea triennale in Servizio Sociale, presso la Facoltà di Scienze Politiche di Bologna.

Il corso di laurea è finalizzato ad abilitare alla professione la figura dell’Assistente Sociale (AS): un “tecnico dell’assistenza” che svolge la propria attività all’interno di un sistema organizzato in favore di individui, gruppi e famiglie, per prevenire e risolvere situazioni di disagio e bisogno.

Nel febbraio 2008 Laura termina il suo percorso di studi e supera l’Esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione ( ad oggi è regolarmente iscritta all’Albo degli AS dell’Emilia – Romagna – sezione B). Nel 2009 intraprende finalmente la sua “carriera” come AS, percorso che abbandonerà dopo una breve parentesi, nel momento in cui comincia a maturare una nuova consapevolezza circa la natura del suo MANDATO PROFESSIONALE in relazione a quella che è la sua AUTENTICA NATURA.

Laura decide così di aprirsi a nuove prospettive di senso, dedicandosi ad una delle sue grandi passioni: il teatro creativo e di improvvisazione. Reduce da un brillante percorso come allieva al laboratorio stabile di Teatro Creativo di Soliera (MO) promosso dal regista e attore Stefano Cenci, nel 2010 decide di proporsi come attrice comica partecipando ai concorsi locali per cabarettisti emergenti.

E’ in quell’anno che incontra Michael Capozzi, attore di cabaret, con il quale intesse un rapporto di amicizia che verrà consolidato negli anni successivi. Sarà Michael a far incontrare Laura e Romana Monduzzi, formatrice per le risorse umane: l’incontro proficuo tra le due donne segna uno spartiacque nella vita di Laura che da allora comincia ad appassionarsi al mondo della formazione e dello sviluppo personale in generale, trovando finalmente una corrispondenza fra la sua natura e il ruolo di formatrice.

Nel 2011 decide di formalizzare il suo interesse per la formazione, iscrivendosi al corso di laurea magistrale in Scienze dell’Educazione Permanente e della Formazione Continua presso la facoltà di Scienze della Formazione di Bologna.

L’esigenza di ri-comporre la frammentarietà che porta con sé il precariato attuale, spinge Laura a scrivere un libro sulla sua personale esperienza. In marzo 2013 pubblica così il Manuale del Giovane Precario. Esperienze personali e consigli utili, edito da Fefè Editore (Roma).

In marzo 2015 si laurea quindi come Formatrice per l’Educazione permanente ( per la promozione della crescita e dello sviluppo personale sociale e culturale) e per la Formazione continua (rivolta specificatamente alla riqualificazione professionale e all’attività di aggiornamento del lavoratore).

Dal 2013 collabora come autrice per i magazine on-line:  www.ecletticamente.com e http://www.in-formazione.net. E’ autrice del blog:  https://educazionepermanente.wordpress.com..

L’obiettivo di Laura è quello di trasmettere ai suoi clienti, acquisiti e potenziali, ciò che ha imparato nel suo percorso di formazione ( il binomio creatività e disciplina) nel rispetto dei suoi valori più importanti: coraggio, umiltà e passione.

 

 

 

 

4 strumenti per rendere visibili i nostri Obiettivi

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Ho sempre pensato ai nostri obiettivi, e in generale a tutto ciò che vogliamo conseguire nella nostra Vita, come a “sogni a tempo determinato” cioè obiettivi da porsi con una scadenza precisa sulla quale fare affidamento. Ad esempio laurearmi entro una tale data e sessione, prendere la patente prima che mi scada il foglio rosa, trovare un lavoro entro la tale data per poter … non so ditemelo voi, i sogni dopotutto sono importanti perchè ci sostengono e trasmettono speranza nei momenti di sconforto o di stallo.

Nel Manuale del Giovane Precario ho indicato 4 strumenti per rendere visibili i nostri obiettivi, dal più semplice al più elaborato, nel senso che l’ultimo ci richiede piu tempo da dedicare rispetto al primo. Vediamoli uno alla volta:

  • Calendario: il calendario, oltre ad essere uno strumento indispensabile per orientarci nei giorni della settimana, ci permette di pianificare i nostri impegni e obiettivi settimanali, mensili e annuali. Personalmente fino a qualche anno fa mi affidavo al calendario in cucina. Che come tale era pasticciato da tutti i componenti della famiglia. Perciò vi consiglio di procurarvene uno tutto per voi. Molte persone si segnano gli impegni sul promemoria del telefonino. Ma un telefonino è come un computer, una mattina può decidere di non accendersi più, rischiando così di perdere tutti i dati che avevate memorizzato. Il vecchio calendario invece non ci tradisce. Se riuscite, appendetelo in camera vostra, dove sia ben visibile, in modo da poterlo consultare ogni giorno. Così facendo non avrete nemmeno più la scusa di dimenticarvi del compleanno del vostro/a partner…

 

  • Agenda: può essere che lo spazio del calendario non sia sufficientemente esteso per annotare tutto ciò che vi preme ricordare. In questo caso vi consiglio di acquistare un’agenda 12 mesi, possibilmente stampata in modo tale che abbia un giorno solo per pagina. Come  mi  ha ricordato Romana, amica e collega formatrice, “l’agenda è la nostra vita”. Sta solo a noi decidere di usarla in modo produttivo! Jack Canfield consiglia in proposito di annotarci anche le nostre “sensazioni mattutine”, in quanto “se analizzeremo costantemente i nostri sentimenti, saremo in sintonia con gli eventi di tutti i giorni diventando più consapevoli di quanto avviene nella nostra vita”.

 

  • Dichiarazione dei 10 obiettivi principali: Qualora pensiate che tenere un’agenda non faccia al caso vostro, poiché credete di essere troppo distratti per non perderla nel giro di pochi giorni, potreste stampare su un foglio quelli che avete stabilito essere i 10 obiettivi più importanti da conseguire nell’arco di un anno. A fianco di ogni obiettivo scrivete anche la relativa scadenza mensile… così sarete stimolati ad impegnarvi quotidianamente in vista di quello che è il vostro obiettivo da raggiungere! Come per il calendario, assicuratevi di attaccarlo in un luogo dove possa essere ben visibile, e che non venga rimosso da nessuno. Ripetete a voce alta i vostri obiettivi ogni giorno, ciò vi aiuterà sedimentarli  più facilmente nel vostro inconscio e vederli realizzati entro la data di scandenza stabilita!

 

  • Album di obiettivi per immagini:  come descritto nell’articolo Sei un Visivo? pubblicato sulla rivista in-formazione.net, la maggior parte delle persone tende ad utilizzare la modalità visiva per processare la realtà. Quindi, posto che i Visivi creano la loro realtà per immagini, può essere utile compilare “l’album di obiettivi per immagini” proposto da Canfiled. Per aiutarvi nella visualizzazione del vostro obiettivo, l’autore consiglia di ricorrere a stampe, fotografie, figurine, pagine di riviste, da ritagliare e incollare su quello che diventerà il vostro album di obiettivi personalizzato. Ad esempio, se vi sieti poste l’obiettivo di sposarvi entro il 31/07/2018, potreste scrivere sulla pagina dell’album: il nome dell’obiettivo che vi siete prefissate (il matrimonio), la strategia necessaria per conseguirlo ( cioè i passi necessari da fare: fermare la chiesa, il ristorante, ad esempio) e la relativa scadenza. A fianco applicherete una foto inerente il giorno delle Nozze, in particolare ciò che per voi rappresenta il giorno delle nozze: la Chiesa dove celebrerete la funzione? Il Comune di residenza? La torta nuziale? O il ristorante dove potrete condividere la vostra gioia con gli amici più cari???

 

Mi piace pensare che tutto ciò che vorremmo conseguire in questa Vita terrena, prima o poi si possa realizzare facendo affidamento anche su questi piccoli accorgimenti .

In bocca al lupo per la vostra “creazione consapevole” ; )