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PERCHE’ NON SONO FEMMINISTA. INTERVISTA ALLA PROFESSORESSA BETSY CAIRO

Betsy Cairo — TEDxMileHigh

Betsy Cairo è una professoressa americana in pensione dell’Università del Colorado e fondatrice della società CryoGam, che ho il piacere di ospitare sul mio blog di educazione permanente.

Professoressa Cairo, vuole presentarsi al pubblico italiano? Chi è e cosa l’ha portata ad intraprendere i suoi studi?

Sono una biologa della riproduzione certificata che ha insegnato all’Università del Nord del Colorado per ventuno anni. Ho conseguito un dottorato in riproduzione umana. Le mie aree di insegnamento erano la sessualità umana, la salute ambientale e i problemi legati all’abuso di droghe. Ho scritto un libro di testo per la lezione sulla sessualità umana intitolato Biologia, psicologia e sociologia della sessualità umana. Oltre a insegnare, possiedo e dirigo l’unico cryobank commerciale (banca del seme) in Colorado chiamato CryoGam Colorado (https://www.cryogam.com  ). Sono anche il direttore esecutivo della mia organizzazione non profit chiamata Look Both Ways. Look Both Ways (https://www.lkbthwys.org ) è un’associazione senza fini di lucro specializzata nell’educazione alla salute riproduttiva per tutti, in particolare per i bambini fino ai 12 anni.

Deve sapere che l’ho scoperta nel suo discorso TED “Perché non sono femminista”. Potrebbe spiegare meglio il suo pensiero e la sua visione sul femminismo?

In primo luogo penso che sia importante capire che la base del mio discorso su TedX è intorno all’uso del linguaggio. Detto questo, non ho una visione del femminismo mentre mi poni la tua domanda, ma piuttosto ho una visione di unità di genere. Una che non usa parole specifiche di genere quando si cerca la parità di trattamento.

Nel suo intervento ha affermato che “la parola femminismo è così focalizzata sulla distinzione di genere che esclude le persone e ho la sensazione che la parola stessa rallenti il ​​movimento”. Potrebbe approfondire questo concetto?

Storicamente, la parola femminismo non è stata usata così tanto. Anche quando le donne stavano lottando per il diritto di voto, hanno usato il concetto di uguaglianza di genere. L’emendamento sulla parità dei diritti riguardava l’uguaglianza di genere. Fu solo negli anni ’70 che questa parola iniziò ad essere usata. Volere l’uguaglianza e usare una parola specifica per genere non ha senso per me. È una parola che attira l’attenzione sulle differenze tra una società che vede le cose come maschili o femminili. Non vedo la società come un binario di genere.

Cosa ne pensa dell’organizzazione “Women Against Feminism” (Donne contro il femminismo)? Si unisce a questo movimento?

Il concetto più importante di essere un’ “equalista” è che non proibisci agli altri di esprimersi indipendentemente da come si identificano con il genere. Non appartengo a questo gruppo ma posso capire la loro mission.

Cosa ne pensa del cosiddetto “femminismo della quarta ondata”?

Non è qualcosa a cui sottoscrivo. Sono un’equalista, quindi l’uso della parola femminismo non è la mia battaglia.

Lei Betsy è anche un’affermata imprenditrice. Potrebbe parlarci della missione della sua azienda, CryoGam?

Siamo un cryobank a servizio completo specializzato in test di fertilità di sperma, elaborazione e congelamento di sperma donatore anonimo e sperma donatore diretto. Facciamo criostoraggio a lungo termine di spermatozoi, embrioni e ovociti. Siamo in attività dal 1990. 

Cosa ne pensa dell’attuale pandemia di Covid19 in corso? Come sta affrontando l’emergenza il governo USA?

Penso che non abbiamo abbastanza informazioni su questo virus e che dobbiamo continuare le ricerche. Ringrazio la dottoressa Cairo per il suo interesse per il mio blog!

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Betsy Cairo is a retired American professor at University of Northern Colorado and founder of CryoGam Colorado company , whom I have the pleasure of hosting on my permanent education blog.

Dr Cairo, would you like to introduce yourself to the Italian public? Who is you and what led you to undertake your studies?

Sure. I am a board certified reproductive biologist that taught at the University of Northern Colorado for 21 years. I have my doctorate in human reproduction.  I taught both undergraduate and graduate course work. My areas of teaching were human sexuality, environmental health, issues in drug abuse, and a disease class. I wrote a text book for the Human Sexuality class titled The Biology, Psychology, and Sociology of Human Sexuality. I then modified the text book for high school students and it is called The Biology, Psychology, and Sociology of Being. In addition to teaching I own and direct the only commercial cryobank in Colorado called CryoGam Colorado (cryogam.com). I am also the executive director for my non-profit called Look Both Ways. Look Both Ways (lkbthwys.org) is a non-profit that specialized in reproductive health education for everyone especially ages K-12. This is why I modified the college textbook so I could use it in high schools.

I’ve discovered you in the TED talk TEDxMileHighWomen, „Why i ‘m not a feminist“. Could you explain better your thought and vision about femminism ?

First I think it is important to understand that the basis of my TedX talk is around the use of language. Having said that, I do not have a vision around feminisim as you ask in your question, but rather I have a vison of gender unity. One that does not use gender specific words when looking for equal treatment.

 In your speech you said that„”the word feminism is so focused on the gender distinction that it excludes people and I have the feeling that the word itself slows down the movement”. Could you deepen this concept? 

Historically, the word feminisism wasn’t really used all that much. Even when women were fighting for the right to vote they used the concept of gender equality. The Equal Rights Amendment was around gender equality. It really wasn’t until the 1970s that this word began to be used. To want equality and to use a gender specific word does not make sense to me. It is a word that brings attention to the differences between a society that sees things as either male or female. I do not see society as a gender binary.

 What do you think about „Women against femminism“ organisation? Do you join this movement? 

The most important concept of being an „equalist“ is that you do not prohibit others from expressing themselves regardless of how they identify with gender. I do not belong to this group but I can understand their premise.

What do you think of the so-called “fourth wave feminism”?

It is not something I subscribe in. I am an equalist so the use of the word feminism is not my battle.

You are an entrepreneur too. Could you tell us about the mission of your CryoGam company?

We are a full service cryobank that specializes in fertility testing of sperm, processing and freezing of anonymous donor sperm, and directed donor sperm. We do long term cryostorage of sperm, embryos, and oocytes. We have been in business since 1990.

What do you think of the current Covid19 pandemic in progress? How is the USA government facing the emergency?

I think we do not have enough information on this virus and we need to keep researching.

I thank Dr. Cairo for her interest in my educational blog!

 

INIZIATIVA FEMMINISTA, IL PARTITO FONDATO DALLA POLITICA SVEDESE GUDRUN SCHYMAN

Gudrun Schyman · Feministiskt Initiativ · Feministiskt Initiativ

In questi giorni a casa sto continuando a studiare i risvolti del movimento femminista contemporaneo e facendo un pò di ricerche sul web, mi sono imbattuta in Iniziativa Femminista, un partito politico fondato dalla politica svedese  Gudrun Schyman.

Di seguito l’intervista completa a questa attivista.

Gudrun Maria Schyman (9 giugno 1948) è una politica svedese, ex membro del Vänsterpartiet (“Partito di sinistra”) e leader del partito “Iniziativa Femminista” dal 2013. Attualmente è consigliera e rappresenta il partito nel consiglio provinciale di Simrishamn (contea di Scania). Oggi ho il piacere di ospitarla per un’intervista sul mio blog e approfondire la sua missione politica.

Onorevole Schyman, può raccontarsi al pubblico italiano?

Sono una dei fondatori del partito politico Feministiskt Initiative, (www.feministisktinitiativ.se) . Ho un background professionale come assistente sociale e sono stato attiva sia nel movimento antinucleare che nel movimento di pace nazionale e internazionale. In precedenza ero membro del Partito di sinistra e come tale anche membro del parlamento nazionale dal 1988 al 2003. Sono stata capogruppo dal 1993 al 2003, quando ho lasciato il Partito di sinistra e ho iniziato la discussione con femministe di diverse parti del partito, colloqui che hanno lanciato l’idea per avviare un’organizzazione femminista basata su attivismo, educazione pubblica e lavoro parlamentare. L’iniziativa Feministiskt è iniziata ufficialmente nel 2005 e da allora il partito si è trasformato in un movimento femminista e antirazzista che alle elezioni del 2014 ha ottenuto seggi in 13 parlamenti locali e 1 seggio nel parlamento europeo. Abbiamo perso il seggio dell’UE alle elezioni del 2019.

Dal 2010 sono una politica locale a Simrishamn ( mia città natale). Il mio lavoro professionale è educare e tenere conferenze in materia di uguaglianza di genere e non discriminazione (www.maktakademin.se , www.schyman.se )

Ho letto che ha militato prima nel partito comunista e successivamente  ha fondato il partito di Iniziativa Femminista. Potrebbe spiegarci meglio il suo percorso personale dal Partito Comunista alla fondazione di Iniziativa Femminista? Quali sono la visione e la missione del suo partito?

Sono entrata nel Partito di sinistra alla fine del 1976. Il nome del partito era a quel tempo The Left Party Comunist. Fu trasformato in Partito di sinistra all’inizio degli anni ’90 e a metà di quegli anni ho lavorato duramente per inserire il “femminismo” nel programma del partito. E ci sono riuscita. Quando sono diventata il leader del partito ho sollevato sempre più domande femministe e all’inizio ha funzionato bene – il partito ha ottenuto più sostegno nell’opinione pubblica e c’erano più membri in arrivo – ma quando ho fatto in modo di avere uno slogan femminista nell’elezione del 2002, la partita è finita. Volevo lo slogan: “Vediamo il mondo con gli occhi della donna “. Era troppo! Dopo conflitti intorno a questo ho lasciato il Partito di sinistra. La missione di Iniziativa Femminista è portare l’analista femminista in politica, come una piattaforma indipendente per l’attivismo, l’educazione pubblica e il lavoro parlamentare. Fino ad allora il femminismo era sempre stato rannicchiato in qualche altro –ismo: socialismo, liberalismo, persino conservativismo. Volevamo finire con questo.

Nel 2002 ha tenuto un importante discorso al congresso che è entrato nella storia come “Talibantalet” (discorso dei Talibani). Puoi spiegarne il contenuto?

È stato il mio ultimo discorso come capofamiglia per The Left Party e volevo sottolineare che abbiamo schemi di patriarchi in tutto il mondo, anche se può essere visto in modi diversi a seconda dello sviluppo democratico. Ho parlato del fatto che ci sono stati modelli di patriarchi sia tra i talebani in Afghanistan che nella società in Svezia. Oggi nessuno sarebbe sopravvalutato, ma a quel punto i media hanno scoperto che avevo detto che gli uomini svedesi erano come dei talebani!

In quale tipo di femminismo si riconosce?

Non parlo di me stessa come un “tipo” speciale di femminista. Ho la conoscenza del modello di potere del Patriarca, lo vedo in tutto il mondo, in ogni paese, e voglio cambiarlo. Questo è sufficiente.

Cosa ne pensa del cosiddetto “femminismo della quarta ondata”?

Quello che vedo è che sempre più persone abbracciano il femminismo intersezionale  (nda: così chiamato perché abbraccia tutte le “minoranze” rappresentate dal movimento femminista, es: lesbiche, donne di colore, trans etc…)  e lo accolgo bene. Ogni oppressione è connessa (intersecata) ad un’altra e vediamo chiaramente come a perderci sono sempre le persone più povere, e la maggioranza delle donne. Lo vediamo nell’economia e nella violenza. E lo vediamo ora, con il coronavirus.

Si unisce a un movimento particolare per la difesa delle donne?

Non sono membro di nessun movimento particolare, sia per il sostegno interno che internazionale, ma finanzio economicamente, vado a dimostrazioni e  sostengo il mio parlamento locale con una quota di denaro.

Cosa ne pensa dell’attuale pandemia di Covid19 in corso? Come sta affrontando l’emergenza il governo svedese?

Abbiamo una fiducia abbastanza alta nella nostra società e i passi compiuti fino a questo punto sono stati riconosciuti come divini da molte persone. C’è un dibattito intorno, se i passaggi sono troppo “morbidi” o no, ma penso che ne usciremo piuttosto bene. La situazione delle donne e dei bambini nei rapporti con la violenza domestica è stata riconosciuta e fornita di un sostegno speciale.

Per i fan del cinema indipendente, ho scoperto che è stata ripresa in un film documentario del 1979 (“Födelsen”) in cui si racconta la storia della nascita di suo figlio. Ci può raccontare di questa esperienza?

Il padre dei miei figli lavorava come regista di documentari e ho imparato la tecnologia del suono, quindi a volte eravamo una piccola squadra, a girare documentari, soprattutto per la televisione. Quando ero incinta abbiamo iniziato un progetto con film per bambini piccoli. Abbiamo mostrato la nascita, la lingua, lo sviluppo motorio. Allo stesso tempo, con lo stesso materiale, abbiamo realizzato questo film educativo per insegnare ai genitori. A quel tempo non esistevano film del genere. Quelli che ho potuto vedere sono stati realizzati dagli ospedali e hanno mostrato solo il loro modo di vederlo. Volevamo mostrare il lavoro fantastico che questa moglie di mezza età ha fatto riformando la situazione del parto e volevamo mostrarlo dal punto di vista dei genitori, non dei dottori. È stato un successo. Il film è stato girato in tutto il paese e insieme all’ostetrica sono andata all’estero con il film. I paesi nordici ovviamente, ma anche Germania e Francia.

Ringrazio la dott.ssa Schyman per l’intervista!

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Gudrun Maria Schyman (9 June 1948) is a Swedish politician, former member of the Vänsterpartiet (“Left Party”) and leader of the Feminist Initiative party since 2013. Currently she is councilor and represents the party in the provincial council of Simrishamn. Today I have the pleasure of hosting her for an interview on my blog and deepening her political mission.

Dr Schyman, would you like to introduce yourself to the Italian public? Who is you and what led you to undertake your studies?

I am one of the founders of the political party Feministiskt initiativ, www.feministisktinitiativ.se.  I have a professional background as a social-worker and have been active in both the anti-nuclear movement and the national and international peace movement. I was previously a member of the Left Party and as such also a member of the national parliament 1988-2003. I was party leader from 1993-2003, when I left the Left Party and started the discussion with feminists from different parts of he society, talks that ended up in the idéa to start an feminist organisation based on activism, public education and parliamentary work. Feministiskt initiativ started officially 2005 and the party has since then developed into a feminist and antiracist movement that in the election 2014 gain seats in 13 local parliaments and 1 seat in the European parliament. We lost the EU-seat in the election 2019. Since 2010 I am a local politician in Simrishamn (hometown). My professional work is educating and lecturing in the area of gender equality and non-discrimination, www.maktakademin.se, www.schyman.se,

 

 

I read that you played first in the Communist party, then in the Left, and then founded the Feminist Initiative party. Could you explain better your personal path from the Communist Party to the foundation of Feminist Initiative? What are the vision and the mission of this party? I entered the Left Party in late 70th. The name of the party was at that time The Left Party Communist. It was changed into Left Party in the beginning of the 90th and I was part of that work since I wanted a modern party. In the middle of the 90th I was workning hard to get “feminism” into the party-program. And I succeded. When beeing  the leader of the party I raised the feminist questions more and more and in the beginning it worked out well – the party gained more support in the opinion and there were more members coming – but when I wanted to have a feminist slogan in the election 2002 it took an end. I wantet the slogan “We see the world with womans eys”. It was to much! After conflicts around this I left the Left Party. The mission for F! is to bring the feminist analys into politics as an independent plattform for activism, public education and parliamentary work. Up til then feminism had always been cowered by some other –ism; socialism, liberalism, even konservatism. We wanted to end that.

 

In 2002 you kept an important speech to the congress which went down in history as Talibantalet (Taliban speech). Can you explain its content? That was my last speach as partyleader for The Left Party and I wanted to point out that we have patriarch patterns all over the world, allthough it can be seen in different ways depending on democratic development. I talked about that there were patriach patterns both among the Talibans in Afghanistan and in the society in Sweden. Today no-one would be supriced but by that time media brought out that I had said that Swedish men were like talibans!

 

What type of feminism do you recognize yourself in?

I dont talk about myself as a special „kind“ of feminist. I have the knowledge of the Patriarch pattern of power, I see it all arond the world, in every country, and I want to change it. That is enough.

 

What do you think of the so-called “fourth wave feminism”?

 

What I see is that more and more people organize out from an feminist intersectional analys and I wellcome that. Every oppression is connected to another and we see very clear how the most poor people, with a majority of women, always are losing. We see it in economics and in violence. And we see it now, with the Corona.

   

Do you join a particular movement for the defense of women?

I am not a member of any of the grops that we have in Seden, both for domestic and internationell support,  but I support with money, go to demonstrations and have had my local parliament to support our local grupp with money.

 

What do you think of the current Covid19 pandemic in progress? How is the Sweden government facing the emergency?

We have a quite high trust in our society and the steps taking this far has recogized as god by most people. There is a debate around if the steps are too „soft“ or not but I think we will come out quite god. The special situation for women and children in relations with violence has been recognized and given special support.

 

 For fans of independent cinema, I discovered that you were also shot in a documentary film (“Födelsen”) that tells the story of the birth of your son in 1979. Can you gather us about this experience? The father of my children (I have a douthter to, borned 1,5 years later) was workning as a documentary film-maker and I learned sound-tech so we were sometimes a small team, making documentaries, most for the television. When I was pregnent we started a project with films for small children. We showed the birth, the language, the motoric development. At the same time, with the same material, we made this eduction-film for becoming- parents. There were no such film by that time. Those you could see were made by hospitals and showed only their way of seeing this. We wanted to show the fantastcis work that this specially mid-wife did by reforming the delivery-situation and we  wanted to show it from the perspectiv of the parents, not the doctors. It was an succsess. The film was spred around the whole country and I together with the midwife also went abroad with the film. The nordic countris of course but also Germany and France. Education when it is at its best!

 

I thank Dr. Schyman for her interest in my educational blog!

 

 

 

EPISTEMOLOGIA DEL FEMMINISMO. INTERVISTA ALLA FILOSOFA FRANCESE GENEVIEVE FRAISSE

 

File:Geneviève Fraisse 2017.jpg - Wikipedia

Genevieve Fraisse è una filosofa francese che ho il piacere di ospitare sul mio blog di educazione permanente. Dott. Fraisse, le piacerebbe presentarsi al pubblico italiano? Chi è e cosa l’ ha portata a intraprendere i tuoi studi?

Ero una studentessa di filosofia alla Sorbona nel maggio del 1968 e scopro, proprio dopo questo importante periodo della mia vita, il femminismo. Attraversando la filosofia e il femminismo ho deciso di trovare il modo di costruire un campo di pensiero femminista. Non era una prova ed è ancora un lavoro in corso. Quindi, ho trascorso questi ultimi cinque decenni come ricercatrice, scrittrice e soggetto politico per seguire questo obiettivo.

Ho letto che il suo lavoro si concentra sull’epistemologia politica femminista. Potrebbe spiegare meglio cosa significa?

La questione epistemologica è il nucleo del mio lavoro, dedicato non alla questione dell’identità (femminile, universale, diversa, sessuale, queer, ecc.), Non alla questione del “chi” ma alla questione del “cosa” e la questione del “come”. Significa che sto cercando i problemi e i concetti in grado di formulare la buona domanda per l’emancipazione. Ancora una volta, voglio costruire uno spazio di pensiero, un campo di concettualizzazione.

Può parlarmi del suo ultimo libro, Féminisme et philosophie (Femminismo e Filosofia)?

Questo libro è diviso in quattro parti: in primo luogo la spiegazione di quale sia il mio obiettivo e metodo: proporre con alcuni concetti pertinenti per suggerire una riflessione sull’emancipazione e non sul dominio; scegliere una sorta di “genealogia” della democrazia per mostrare strategie e contraddizioni nella dinamica di questa emancipazione. Il secondo è costituito da articoli relativi a MeToo, con l’espressione “corpo collettivo”; la terza parte è mostrare che l’attraversamento di eventi contemporanei e conoscenze storiche e testuali aiutano a pensare; e la quarta parte è composta da nomi di donne che incrocio nel mio lavoro o nella mia vita, alcune incluse in “lignaggio” (teorizzo questa parola) e altre nominate come “api” notevoli (senza nessuna regina!).

In quale tipo di femminismo si riconosce?

Non lo so; non sto cercando alcun tipo di offerte o categorie per trovarmi. Il mio lavoro è la mia identità. Comincio il mio libro con la figura del venditore ambulante. Sono un venditore ambulante sulle strade dell’universale. Voglio solo pensare e dimostrare che la questione del femminismo è in grado di essere filosofica e non solo (è ciò che “loro” vogliono) una domanda isterica, piena di rivendicazioni ecc.

Cosa ne pensa del cosiddetto “femminismo della quarta ondata”?

La parola “onda” è una catastrofe, storicamente e teoricamente. La prima ondata è iniziata alla fine del diciannovesimo secolo? No, è iniziato quando le donne decidono di dire “noi” e lo è, per la Francia, nel 1830 con i sansimoniani. Utopia prima del repubblicanesimo! In Muse de la Raison. Démocratie et exclusion des femmes en France  (Musa della ragione. Democrazia ed esclusione delle donne in Francia) spiego da dove deriva la parola “femminismo” (Francia, intorno al 1870). Ciò che è anche stupido è che io e la mia generazione dovremmo attraversare 3 ondate !!! Uno in un secolo e poi tre in una generazione !! Non è grave … Inoltre, la parola “onda” è molto bizzarra se vogliamo spiegare come i sessi e il genere fanno parte della storia globale, e se vogliamo dimostrare la storicità: “les sexes font l’histoire” significa che non siamo più qualcosa di fuori dalla storia condannato all’atemporalità. In breve: “wave” è un errore epistemologico.

Si unisce a un movimento particolare per la difesa delle donne?

Sono stata negli anni settanta “nel” movimento MLF (Mouvement de Libération des Femmes), in molti gruppi informali, e ho continuato in diversi modi (compresa la mia partecipazione come deputato (indipendente nella GUE) al parlamento europeo. Il mio impegno è sempre collegato a una questione speciale, uno dopo l’altro, un mix di teorie e pratiche (importante questione degli anni settanta radicali).

Ha in programma altre pubblicazioni?

L’autunno scorso ho pubblicato “La Suite de l’historire, actrices, créatrices” (La continuazione dello storico, delle attrici, dei creatori) che parla della costruzione, negli ultimi due secoli, della donna artista. E ora scriverò su strategie politiche e filosofiche, strategie su “diventare un soggetto e rimanere un oggetto”.

Cosa pensa dell’attuale pandemia di Covid19 in corso? Come sta affrontando l’emergenza il governo francese?

Penso che il nostro governo sia molto confuso …

Quali implicazioni avrà il movimento femminista dopo la pandemia di Covid19?

Ho un’attenzione speciale alla questione della “cura” che è anche per me una questione di “servizio”. Ne discuto specialmente quando il mio libro sul servizio domestico è stato ristampato nel 2009. Vedi sulla mia pagina academia.edu la “prefazione” che ho scritto per questo. La nozione di “servizio”, una vecchia parola deve essere analizzata per quanto riguarda il principio della democrazia.

Ringrazio la dottoressa Fraisse per l’interesse dimostrato per il mio blog educativo!

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Genevieve Fraisse is a French philosopher whom I have the pleasure of hosting on my permanent education blog. Dr Fraisse, would you like to introduce yourself to the Italian public? Who is you and what led you to undertake your studies?

I was a student in philosophy at the Sorbonne in may 68 and I discover, just after this important time in my life, the feminism. Crossing philosophy and feminism I decided to find the way to construct a field of feminist thought. It was not an evidence and it is still a work in progress. So, I spent this last five decades as researcher, writer and political subject to follow this aim.

I’ve read that your work is focused on the political epistemology of feminist though. Could you explain better what does it mean?

The epistemological question is the core of my work, devoted not to the question of identity (feminine, universal, different, sexual, queer, etc..), not to the question of the “who” but the question of the “what” and   the question of “how”. It means that I am looking for the problems and the concepts able to formulate the good question for emancipation. Once again, I want to build a space of thought, a field of conceptualization.

In your philosophy you have postulated some concepts. Could you deepen some of them?

For example, the words “service” for my book on the crossing of housework and domestic employees, the notion of “consent” able (or not) to be a political argument, the expression “exclusive democracy” to point out that it is different from “excluding” democracy, the expression “habeas corpus” to understand what “contraception” mean regarding civil rights in the long time of history, the concept of “privilege” to analyze the epistemology of Simone de Beauvoir, etc..

Can you tell me about your latest book, Féminisme et philosophie?

This book is divided in four parts: first the explanation of what is my aim and method: proposing with some relevant concepts to suggest reflection about emancipation, and not on domination; choosing a kind of “genealogy” of democracy to show strategies and contradictions in the dynamic of this emancipation. The second is made of papers related to MeToo, under the expression “collective body”; the third part is to show that crossing contemporary events and historical and textual knowledges help to think; and the fourth part is composed of names of women I cross in my work or in my life, some included in “lineage” (I theorize this word) and the others named like remarkable “bees” (without any queen of course!).

What type of feminism do you recognize yourself in?

I don’t know; I am not looking for any kind of tendancies or categories to find myself. My work is my identity.  I begin my book with the figure of the peddler. I am a peddler on the roads of universal. I just want to think and to demonstrate that the question of feminism is able to be a philosophical one and not only (it is what “they” want) a hysterical question, full of revendications etc..

What do you think of the so-called “fourth wave feminism”?

The word “wave” is a catastrophe, historically and theoretically. The first wave began at the end of nineteen century? NO, it began when the women decide to say “we” ant it is, for France, in 1830 with the saint-simonians. Utopia before republicanism! In Muse de la raison, I explain from where came the word “feminism” (France, around 1870). What is also stupid is that me and my generation we are supposed to go through 3 waves!!! One in one century, and then three in one generation!! It is not serious… Also, the word “wave” is very bizarre if we want to explain how sexes and gender are part of global history, and if we want to demonstrate historicity: “les sexes font l’histoire” means that we are no more something out of history condemned to atemporality. En bref: “wave” is an epistemological error.

Do you join a particular movement for the defense of women?

I was in the seventies “in” the movement MLF (Mouvement de Libération des Femmes), in many informal groups, and I have continued in different  ways (including my participation as deputee (independent in the GUE) in the European parliament). My engagement is always linked to a special issue, one after another, a mix of theorie and practice (important issue of the radical seventies).

Do you have other publications scheduled?

Last fall I published “La Suite de l’histoire, actrices, créatrices” which is about the construction, during the last two centuries, of the woman artist. And now I will write about strategies political and philosophical, strategies about “becoming a subject and remaining an object”.

 

What do you think of the current Covid19 pandemic in progress? How is the French government facing the emergency?

I think our government is very confused…

What implications will the feminist movement have after the Covid19 pandemic?

I have a special attention to the question of “care” which is for me also a question of “service”. I discuss this specially when my book about domestic service was reprinted in 2009. See on my academia.edu page the “preface” I wrote for it. The notion of service, an old word is to be analyzed regarding the principle of democracy.

I thank Dr. Fraisse for her interest in my educational blog!

Publications:

https://cnrs.academia.edu/genevieveFraisse/

Femmes toutes mains, essai sur le service domestique, Seuil, 1979; nouvelle édition augmentée: Service ou servitude, essai sur les femmes toutes mains, Le Bord de L’eau, 2009.

Clémence Royer, philosophe et femme de sciences, La Découverte, 1984; 2002.

Muse de la raison, démocratie et exclusion des femmes en France, Alinéa, 1989; Folio-Gallimard, 1995, 2017.

Les femmes et leur histoire (reprise partielle de La Raison des femmes, 1992, et autres textes), Folio-Gallimard, 1998, 2019.

Les deux gouvernements: la famille et la cité, 2000; Folio-Gallimard, 2001. 2019

Le mélange des sexes, Gallimard-Jeunesse, 2006.

Du consentement, Seuil, 2007,  édition augmentée 2017.

Le Privilège de Simone de Beauvoir, 2008, édition augmentée, Folio-Gallimard, 2018

L’Europe des idées, suivi de Touriste en démocratie, chronique d’une élue au Parlement européen, 1999-2004, (avec Christine Guedj), France Culture/L’Harmattan, 2008.

À côté du genre, sexe et philosophie de l’égalité (reprise de La différence des sexes, 1996 (translated in italian Bollati Boringhieri 1996), La controverse des sexes, 2001, et autres textes), Le Bord de L’eau, 2010.

La fabrique du féminisme, textes et entretiens, Le passager clandestin, 2012, poche 2018

Les excès du genre, concept, image, nudité, Nouvelles éditions Lignes, 2014, Seuil 2019

La Sexuation du monde, réflexions sur l’émancipation, Presses de Sciences po, 2016; translated in italian Nottetempo, 2019)

La suite de l’Histoire, actrices, créatrices, Seuil, 2019

Féminisme et philosophie, Folio-Gallimard, 2020

 

Direction d’ouvrage

(avec Michelle Perrot) Histoire des femmes en Occident, Volume IV (XIXème siècle), sous la direction de G. Duby et M. Perrot, Plon, 1991, Tempus 2002 (Laterza 1991)

 

 

 

FARE MENO FIGLI PER SALVARE IL PIANETA: INTERVISTA ALLA SOCIOLOGA TEDESCA VERENA BRUNSCHWEIGER

Altro shock. Non fare figli per “salvare la Terra” - IFN

Da quando è cominciata la quarantena ho cominciato ad approfondire un movimento che mi ha sempre affascinato molto e nel quale mi sono sempre riconosciuta (in parte). Mi riferisco al movimento femminista, che ad oggi ha cavalcato la sua “quarta ondata” e che probabilmente dopo l’emergenza coronavirus conoscerà anche la quinta.

Facendo un pò di ricerche sul web mi sono imbattuta in Verena Brunschweiger, una sociologa e filosofa tedesca nonchè femminista radicale, che in un suo libro, Kinderfrei statt kinderlos (Childfree, not Childless) ovvero Senza figli ma senza sentirne la mancanza, sostiene l’importanza di avere meno figli per salvare il nostro pianeta dai cambiamenti climatici.

Dato che in internet ho trovato solo un paio di articoli sul suo pensiero e nemmeno dalle fonti particolarmente accreditate, ho pensato di contattarla e proporle un’intervista. Verena ha accettato e oggi sono qui a farle qualche domanda  in merito al suo libro e alla filosofia a cui aderisce.

Verena, le va di presentarsi al pubblico italiano?

Ciao, sono Verena Eleonora Brunschweiger, ho 39 anni e sono diventata famosa a causa di un libro che è uscito un anno fa: si tratta di „Kinderfrei statt kinderlos“ (Childfree, not Childless, Senza figli ma senza sentirne la mancanza) dove spiego l’importanza di avere meno figli per salvare il nostro pianeta. Per convalidare la mia teoria mi sono basata su delle ricerche canadesi-svedesi, le quali sostengono che si possano risparmiare 58 tonnellate di anidride carbonica a persona; viaggiare in aereo o mangiare carne è niente in confronto – ma dappertutto in Germania si omette questa verità importantissima! In Inghilterra è nota e le persone cominciano ad avere meno figli per contribuire a salvare il pianeta. Non è una casualità che BirthStrike è inglese. Volevo questo per il mio paese. Non possiamo fare soltanto piccolissimi sforzi (come non mangiare carne ad esempio) e non considerare l’impatto di un bambino occidentale che consuma molto più risorse rispetto ad un bambino africano. La proporzione per esempio è di Germania – un paese africano: 1 – 30!. Dobbiamo riflettere bene se vogliamo aggiungere qualcuno alla sovrappopolazione o no.

Come definirebbe la sua filosofia?

Sono influenzata da Schopenhauer, Nietzsche e il buddhismo, più in generale abbraccio l‘etica compassionevole di ogni creatura sofferente. L’antinatalismo a cui mi ispiro pensa che è un bene non produrre altra sofferenza, per esempio riproducendosi.

Mi può raccontare del suo ultimo libro?

La „Childfree Rebellion“ parla dello scandalo dopo „Kinderfrei statt kinderlos“. Alcuni genitori e giornalisti sono stati molto aggressivi ( nda: dopo la pubblicazione di Childfree, not Childless) e la discussione qualche volta non era degna di un paese civilizzato. La situazione è meglio in Svizzera, in Inghilterra, negli USA. „Save the earth, don’t give birth“ è un noto e accettato slogan in questi paesi, ma in Germania – assolutamente no. Il libro parla anche di studi nuovi sull’ambientalismo, il femminismo e reazioni positive di molti uomini che mi hanno scritto e assecondano questa battaglia.

Ho letto che si considera un’ “attivista femminista ed ecologica”. Che cosa significa per lei essere una femminista oggi?

Per me può soltanto esserci un femminismo radicale che significa combattere ogni soggiogamento delle donne. L’ecologia è diventata importantissima se vogliamo continuare di avere un pianeta abitabile anche fra 30 anni. La combinazione delle due risulta nel rifiuto della riproduzione perché questa è l’imperativo cruciale del patriarcato. E la sovrappopolazione sarà la morte del mondo.

 Quindi data la sua visione femminista radicale, nel suo passato non ha mai preso  in considerazione l’idea di poter diventare madre?

Sì, devo ammettere che HO rifletto sull’idea di avere figli io stessa, quando ho incontrato l’uomo con cui sto adesso, a 30 anni, ma ho deciso contro, a causa della mia visione del femminismo, per l’ambiente e per la filosofia dell’antinatalismo. Per me è importantissimo anche aiutare le altre donne! Mi piace da morire quando per esempio una studentessa mi scrive “grazie di cuore”, perché adesso “ha” me per aiutarla a difendere la sua visione di una vita bellissima anche senza figli. E questa visione viene sempre attaccata, questo è un scandalo, siamo nel 2020!

Aderisce ad un movimento particolare o persegue la sua “battaglia” da sola?

BirthStrike è molto simile alla mia impostazione, sono in contatto con alcune di loro e ho anche in Germania una rete di persone sveglie che combattono con me.

 Cosa ne pensa del movimento “Birth Strike” e quello di “Extinction Rebellion” (XR)?

Come già detto… Ma XR è diverso; è antisemitico e ignora l’impatto della sovrappopolazione, combattono „soltanto“ il consumismo di certi prodotti per esempio…

Ha altre pubblicazioni in programma?

Sempre! Per una persona critica che non può accettare ingiustizie è difficile scegliere il prossimo argomento scottante.

 Quali altri libri ha scritto?

Ho scritto la mia tesi di dottorato (su Richard Wagner), poi „Fuck Porn!“ (un libro femminista), dopo „Kinderfrei statt kinderlos“ (Childfree, not Childless) e adesso la „Childfree Rebellion“.

Cosa ne pensa dell’attuale pandemia di Covid19 in atto? Come la sta fronteggiando il governo tedesco?

In Germania non abbiamo molte vittime, e quelle che ci sono state erano molto vecchie e già gravemente ammalate prima. Allora è disproporzionale rubare molti diritti costituzionali agli altri… Ho un amico di 90 anni, ha sopravissuto all’olocausto e adesso morirà di solitudine – questo è di una crudeltà incredibile.

Ringrazio la dott.ssa Verena Brunschweiger per il suo interesse nei confronti di educazione permanente!

Per info: http://verenabrunschweiger.net

 

 

 

UPLOAD DEL CERVELLO, INTERVISTA A DAVIDE VALERIANI DELLA HARVARD MEDICAL SCHOOL

Intelligenza artificiale e cinema in 27 film | Tom's Hardware

Il tema dell’intelligenza artificiale mi ha sempre affascinato molto, così quando ho sfogliato  l’ultimo numero di Science e ho letto il titolo di un articolo dedicato  all’interfaccia uomo-macchina l’ho acquistato subito per capire a che punto siamo arrivati con la BCI (Brain Computer Interface).

Nell’articolo Dovremmo aggiornare il nostro cervello?, la giornalista Lucy Maddox intervista  il dott. Davide Valeriani, un giovane ricercatore italiano della Harvard Medical School.

Dato che sono molto appassionata alla tematica e il ricercatore è un esempio di eccellenza tutta italiana, lo cerco su instagram e gli scrivo. “Al massimo non mi risponde”, penso. Invece no, Valeriani mi risponde quasi subito e accetta la mia proposta di intervista, anche se non sono la BBC.

Di seguito l’intervista completa:

Dott. Valeriani, sono orgogliosa di averla ospite di educazione permanente.  Mi può parlare un po’ di lei e del suo percorso accademico professionale?

Sono nato a Reggio Emilia e ho sempre avuto la passione per l’informatica. Ho studiato ingegneria informatica a Parma, dopodiché mi sono trasferito in Inghilterra con borsa di studio per un dottorato di ricerca in interfacce neurali, in inglese Brain-Computer Interfaces (BCIs). Completato il dottorato, mi sono trasferito a Boston negli Stati Uniti, dove faccio ricerca alla Harvard Medical School su come applicare informatica in ambito medico.

Ad oggi in quale progetto è coinvolto?

Ho più di un progetto, ma i miei principali sono due. Il primo è lo sviluppo di BCIs che migliorino il modo in cui prendiamo le decisioni tramite sensori che mettiamo sulla testa per catturare i segnali elettrici che il nostro cervello genera quando facciamo una determinata azione. Il secondo è usare algoritmi di apprendimento automatico (machine learning) per facilitare la diagnosi della distonia, una malattia neurologica che non ci permette di muovere i nostri muscoli come vorremmo.

Mi può illustrare più specificatamente in cosa verte la tecnologia Brain Computer Interface?

L’idea è quella di usare segnali cerebrali per controllare dispositivi esterni, quali un computer. I segnali cerebrali vengono tipicamente registrati con elettroencefalogramma o sensori inseriti nel cervello tramite operazione chirurgica. Poi, con l’aiuto di algoritmi di apprendimento automatico, questi segnali vengono trasformati in un comando da dare al computer. Le BCI permettono cioè di controllare un computer con il proprio cervello, senza bisogno di muovere alcun muscolo.

Quali sarebbero i vantaggi per l’uomo? E/o gli eventuali “effetti collaterali”?

Si pensi per esempio a persone con disabilità gravi che non gli permettono di essere autosufficienti o di muoversi. Le BCI forniscono a queste persone un modo alternativo di comunicare e agire sul mondo, per esempio potendo controllare un braccio robotico che gli permette di nutrirsi da sole. Inoltre, le BCI possono catturare processi mentali di cui non siamo consapevoli, per esempio la nostra confidenza nel prendere una decisione, aprendo molteplici scenari futuri di aumento cognitivo.

Mi può parlare di cosa si intende per “estensione elettronica della memoria”?

Si tratta di modificare il cervello tramite neurotecnologie in modo che venga estesa, in pratica, la nostra capacità di immagazzinare pensieri e concetti. Questo ci permetterebbe di ricordare molte più cose, anche lontane nel tempo, usando una specie di “disco esterno” attaccato al nostro cervello. Siamo ancora molto lontani per arrivare a ciò.

Quali sono le implicazioni bioetiche? Potrebbe verificarsi il rischio che in futuro l’AI possa prendere il sopravvento sull’uomo o è fantascienza?

I bioeticisti stanno lavorando per capire e regolamentare l’uso di queste tecnologie. Si pensi ad esempio a una persona che usa una BCI e commette un errore: di chi è la colpa? Dell’umano o della macchina? Non credo che l’AI possa mai prendere il sopravvento, e il vantaggio delle BCI è che mantengono l’umano al centro.

Come si ridefinirebbe il concetto di “identità umana” per come la intendiamo oggi?

Bella domanda. Questo è uno dei settori di lavoro del bioeticista, ma è importante sviluppare tecnologie che permettano sempre di essere disattivate, per tornare umani al 100% quando vogliamo.

Secondo lei entro quando l’interfaccia uomo macchina potrà diventare realtà?

Ci sono già tante aziende che stanno iniziando a commercializzare i primi dispositivi. Io credo che tra 5-10 anni entreranno a far parte delle nostre tecnologie più comuni, come lo smartphone. Per le operazioni più complesse ci vorrà ancora più tempo, probabilmente 20-25 anni.

Come possiamo seguire le sue ricerche sul web?

Sul mio sito si possono trovare tutti gli articoli scientifici che ho pubblicato:  www.davidevaleriani.it. Sono anche su Twitter: @DavideValeriani. Grazie dell’intervista.

 

 

TECNOLOGIA 5G, QUALI DANNI ALLA SALUTE? INTERVISTA AL DOTT. ARTHUR FIRSTENBERG

Oggi il 5G conviene alle imprese? I rischi, le promesse e i ...

L’ultimo articolo che ho postato sul blog era dedicato alla possibile correlazione tra coronavirus e tecnologia 5G. Nell’articolo avevo trascritto il contenuto di un seminario tenuto dal Dott. Cowan che riportava le ricerche effettuate da un altro ricercatore, il dott. Arthur Firstenberg, contenute nel suo libro L’arcobaleno invisibile. Una storia di elettricità e vita.  Basandosi sulle ricerche di Firstenberg, Cowan ha sottolineato come non si possa più parlare di rischio per la salute ma di danni effettivi causati dalla tecnologia 5G e in generale dalla continua esposizione alle onde elettromagnetiche.

Dato che non si trattava di una fonte diretta ma mediata da un altro ricercatore, ho pensato che per avere un quadro ancora più pulito e trasparente del fenomeno avrei potuto contattare direttamente l’autore del libro in questione, cioè il dott. Firstenberg.

Con mia grande sorpresa, il Dott. Firstenberg non solo ha risposto alla mia mail ma ha anche accettato di essere intervistato per il blog e divulgare l’esito delle sue ricerche.

Ecco l’intervista tradotta in italiano. Buona lettura!

Dr. Firstenberg, vuole presentarsi ai lettori italiani? Qual è il suo percorso accademico e professionale?

Ho una laurea in matematica e fisica presso la Cornell University (B.A. 1971). Ho frequentato la facoltà di medicina all’Università della California, Irvine, dal 1978 al 1982. Non ho finito perché ero stato ferito dai raggi X. Sono diventato un terapista del corpo, certificato come praticante di Feldenkrais e sinergista di Rubenfeld.

2- Ha scritto il libro Invisibile Rainbow. Potrebbe spiegarci il contenuto del suo libro?

The Invisible Rainbow: A History of Electricity and Life racconta la storia e la scienza dell’elettricità da un punto di vista ambientale.

3- Qual è il vero significato di “elettrificazione della Terra” e in che modo questa elettrificazione sta peggiorando?

L’elettricità artificiale è sempre stata negativa, ma ora è un’emergenza. Soprattutto i satelliti lanciati da SpaceX cambieranno l’ambiente elettromagnetico dell’intero pianeta. Ciò potrebbe porre fine a tutta la vita sulla terra molto rapidamente.

4- Secondo lei, esiste una correlazione con la tecnologia Covid19 e 5G? in altre parole, la diffusione Covid19 è una conseguenza della tecnologia 5G? o il virus è indipendente ma questa tecnologia lo aiuta a diffondersi?

Attualmente sto studiando questa domanda. Sembra che il virus causi ipossia (basso ossigeno nel sangue), così come le radiazioni RF, quindi sono sinergiche. Ma non ho ancora le risposte complete.

5- Che cos’è la sindrome da ipersensibilità elettromagnetica (EHS)?

Tutti sono danneggiati dalle radiazioni elettromagnetiche. Non uso più il termine “EHS” perché dà l’illusione di provocare solo alcune persone e non altre. Quello non è vero. Alcune persone sono consapevoli di ciò che li sta facendo ammalare e altre non lo sono. Questa è la differenza più grande. L’inquinamento elettromagnetico è la principale causa di cancro, malattie cardiache e diabete. Chiunque usi un telefono cellulare ha qualche danno cerebrale.

6- Lei è il padre del 5G Space Appeal. Puo spiegarci di cosa si tratta?

È l’appello internazionale per fermare il 5G sulla Terra e nello spazio. Abbiamo bisogno di milioni di persone per firmare questa petizione ai governi di tutto il mondo per fermare il lancio di antenne 5G a terra e satelliti 5G nello spazio. Il 5G sta trasformando una brutta situazione in un’emergenza.

7- Cosa possiamo fare per proteggerci?

Non ci sarà alcuna protezione possibile dal 5G, specialmente dai satelliti.

8- Ha altri progetti da coltivare in questo momento?

Sto aiutando ad avviare una nuova organizzazione di persone che non possiedono telefoni cellulari e la cui missione è quella di abolire i telefoni cellulari sulla terra.

9- Intende approfondire altri progetti?

Sono già impegnato con il mio lavoro dalla mattina alla sera, tutti i giorni.

10- Dove possiamo trovarla o contattarla?

Il mio indirizzo email è info@cellphonetaskforce.org

Grazie mille per la sua disponibilità e in bocca al lupo per le sue ricerche!

 

Per trasparenza posto anche l’intervista originale in inglese:

I’m pleased to host in my blog Dr Firstenberg, author of the book The invisibile reainbow. A History of electricity and life,  and founder of https://www.cellphonetaskforce.org:

1- Dr. Firstenberg, could you introduce yourself to the italian readers? What’s your academic and professional path?

I have a degree in mathematics and physics from Cornell University (B.A. 1971). I went to medical school at University of California, Irvine from 1978 to 1982. I did not finish because I was injured by X-rays. I became a bodymind therapist, certified as a Feldenkrais practitionert and a Rubenfeld Synergist.

2- You have written the Invisibile Rainbow. Could you explain to us about your book?

The Invisible Rainbow: A History of Electricity and Life tells the history and science of electricity from an environmental point of view.

3- What is the real meaning of the “electrification of the Earth” and how this electrification is getting bad?

Artificial electricity was always bad, but it is now an emergency. Especially the satellites being launched by SpaceX will change the electromagnetic environment of the entire planet. This could end all life on earth very quickly.

4- In your opinion, is there a correlation to the Covid19 and the 5G technology? in other words, is the Covid19 spread a consequence of the 5G technology? or the virus is indipendent but this technology help him to spread?

I am presently researching this question. It appears that the virus causes hypoxia (low oxygen in the blood), and so does RF radiation, so they are synergistic. But I don’t have the full answers yet.

5- What is the Electromagnetic hypersensitivity Syndrome (EHS)?

Everyone is harmed by electromagnetic radiation. I no longer use the term “EHS” because it gives the illusion that it only inuures some people and not others. That is not true. Some people are aware of what is making them sick, and some people are not aware. That is the biggest difference. Electromagnetic pollution is the main cause of cancer, heart disease, and diabetes. Everyone who uses a cell phone has some brain damage.

6- You are the father of the 5G Space Appeal. Can you explain what is it?

It is the International Appeal to Stop 5G on Earth and in Space. We need millions of people to sign this petition to the world’s governments to stop the rollout of 5G antennas on the ground and 5G satellites in space. 5G is making a bad situation into an emergency.

7- What can we do to protect ourself?

There will be no protection possible from 5G, especially from the satellites.

8- Do you have other projects to nurture right now?

I am helping to start a new organization of people who do not own mobile phones, and whose mission is to abolish mobile phones on earth.

9- Do you want to deepen other aspects of your work?

I already am busy with my work from morning to night, everyday.

10- Where we can find or contact you?

My email address is info@cellphonetaskforce.org

 

CORONAVIRUS E 5G: COMPLOTTISMO O POSSIBILE CORRELAZIONE?

Come l'internet of things rivoluziona la nostra casa - Startmag

Sono sincera, non ho mai creduto alla versione che circola nei media mainstream ufficiale, cioè che il contagio da coronavirus sarebbe partito naturalmente dal mercato del pesce di Wuhan… è una scena che ho già visto in un film del 2011, Contagion  : )

Così come non ho mai abbracciato la versione secondo la quale il virus sarebbe “fuggito” per errore umano dal laboratorio di massima sicurezza di Wuhan…

Così come non mi riconosco nella “tesi New Age” secondo la quale la Terra si starebbe ribellando  a decenni di sfruttamento da parte dell’uomo. Sebbene io per prima adori la natura e la consideri un tempio, anche questa versione non ha mai attecchito su di me.

Però all’inizio dell’epidemia ho avvallato l’ipotesi che essendo gli Stati Uniti in perenne guerra con la Cina ( vedi guerra dei dazi), magari gli occorreva mettere in atto una strategia ulteriore per indebolire la sua economia. Tuttavia ho cominciato a rivedere anche questa tesi quando, dati alla mano, ho constatato il crescente numero di contagiati e decessi in USA. Infatti mi sono chiesta: è possibile che il governo ombra degli Stati Uniti abbia deciso deliberatamente di inoculare il virus a Wuhan senza considerare il fatto che il virus stesso si sarebbe potuto propagare anche negli States, contagiando così i loro stessi connazionali???

Però ho pensato anche che a quella piccola cerchia di personaggi del mondo economico finanziario che muove da sempre le fila del potere in US ( e nel mondo in generale, almeno nel mondo occidentale), non interessi seriamente proteggere l’incolumità dei propri cittadini. Quindi ad oggi non escludo totalmente che il virus possa essere stato inoculato dagli stessi americani, cioè dal suo governo ombra, con lo scopo di piegare non solo l’economia cinese ma quella mondiale in generale, con l’obiettivo di sovvertire l’ordine dominante e introdurne uno nuovo basato sulla cd “technological disruption”.

In proposito qualche giorno fa mi sono imbattuta in un video di una conferenza in cui un medico olistico statunitense, il  dott. Thomas Cowan, paventava il fatto che ci sarebbe una forte correlazione tra l’attuale pandemia da coronavirus e la recente applicazione della tecnologia 5G nei paesi più industrializzati del mondo.

Ma in cosa consiste specificatamente questa tecnologia?

Le reti 5G sono le reti di nuova generazione. Ognuna di quelle che l’hanno preceduta, ha aperto opportunità nuove: il 2G (Gsm) ha accompagnato la diffusione dei telefoni cellulari; il 3G ha sostenuto l’economia delle app e i primi smartphone; il 4G ha spinto streaming e messaggistica. Il 5G aumenterà la velocità con sui caricare e scaricare dati; diminuirà il tempo di latenza (cioè l’intervallo tra l’invio di un segnale a la sua ricezione) e moltiplicherà la “densità” dei dispositivi (sarà possibile connettere molti più pc, smartphone e sensori contemporaneamente e nella stessa area).

Quali misure sono state adottate in proposito dal nostro ordinamento?

Il Ministero dello Sviluppo economico (Mise) ha recepito il 5G Action Plan della Commissione europea, lanciato il 14 settembre 2016, per promuovere uno sviluppo quanto più possibile armonico tra i diversi Stati di questa tecnologia. L’obiettivo è far sì che il 5G diventi realtà entro il 2020 e abbia una copertura totale entro il 2025.

Tornando al video che ho citato prima, il dott. Cowan nella sua analisi prende a riferimento un testo pubblicato dal dott. Arthur Firstenberg, autore del libro The Invisible Rainbow: A History of Electricity and Life (AGB Press 2017) e curatore del sito: cellhttps://www.cellphonetaskforce.org dedicato ai rischi per la salute derivanti dall’elettromagnetismo generato dalla tecnologia wireless.

Nel libro “L’arcobaleno invisibile. Una storia di elettricità e Vita” che ancora non è stato tradotto in italiano, Firstenberg osserva che: “L’elettricità è allo stesso tempo la scintilla della vita e la sua rovina. In che misura la nostra attuale crisi ambientale è il risultato di questa contraddizione? Da dove provengono esattamente le moderne epidemie di cancro, diabete e malattie cardiache, e perché sono fuori controllo? Quanto sono pericolosi computer e telefoni cellulari? Questo libro innovativo fornisce le risposte a queste e ad altre domande. È una lettura obbligata che inizia nel 1746 e spiega cosa è andato storto e cosa deve cambiare se vogliamo sopravvivere. Frangente di tabù e antidoto a due secoli di diniego, questo libro è edificante. Una storia divertente e una risorsa per i ricercatori, è una road map su come siamo arrivati ​​a essere dove siamo e una finestra su un futuro possibile, necessario, più vivo”

Nel video il dott. Cowan, sulla base delle ricerche condotte da Firstenberg, ha affermato che:

“Ogni pandemia verificatasi negli ultimi 150 anni ha contribuito a realizzare un salto di qualità nell’elettrificazione della Terra”.

Cowan  passa in rassegna una breve cronologia di tutti gli stadi di elettrificazione della terra, così come studiati da Firstenberg, e  come ogni sei mesi si siano verificate nuove pandemie di influenza nel mondo:

“Autunno 1917: introduzione onde radio attorno al mondo. Quando esponete un qualsiasi essere vivente ad un nuovo campo elettromagnetico, lo avvelenate. Qualcuno ne viene ucciso e gli altri entrano in una specie di ibernazione, ed è interessante perché questi vivono un po’ di più e malati.

1939: Con la seconda guerra mondiale è iniziata una nuova pandemia con l’introduzione di radar su tutta la terra. Era la prima volta che gli esseri umani subivano un tipo di esposizione elettromagnetica così invasiva.

1968: Influenza di Hong Kong. E’ stata la prima volta che la fascia protettrice della cintura di Van Allen ( il cui ruolo è quello di incorporare i raggi cosmici provenienti dal sole, dalla luna, da giove etc… e distribuirli a tutti gli esseri viventi terrestri) è stata esposta da onde elettromagnetiche. In sei mesi c’è stata una nuova epidemia virale. Perché virale? Perché la gente è stata avvelenata. Hanno espulso delle tossine che assomigliavano a dei virus e la gente ha pensato che si trattasse di un’epidemia di influenza.

Seguendo l’analisi di Cowan, dovremmo pensare che il coronavirus altro non è che la risposta con cui il nostro organismo si tutela dall’elettrosmog, espellendo tossine “simili a virus”??

Afferma ancora Cowan: “Negli ultimi sei mesi in particolare c’è stato un salto di qualità drammatico per quel che riguarda l’elettrificazione della terra, cioè l’adozione della tecnologia 5G: ci saranno 20mila satelliti che emetteranno radiazioni, proprio come le radiazioni emesse nella vostra tasca o nella vostra mano e che usate continuamente. Tutto questo non è compatibile con la salute. E dove si trova la prima città al mondo interamente coperta dal 5G? A Wuhan ( nda: la Silicon Valley della Cina).

L’elettrosensibilità dipende dalla quantità di metallo che avete in corpo, come anche la qualità dell’acqua nelle vostre cellule. Quando si inizia ad iniettare dell’alluminio nel corpo delle persone ( nda: ad esempio attraverso le nano particelle che vengono disperse nell’aria dagli inceneritori,  particelle che poi inaliamo quotidianamente) , diventiamo dei ricettori per assorbire maggiormente dei campi elettromagnetici.

E questa è una tempesta perfetta per il tipo di danni di cui stiamo facendo esperienza”.

Non so se Cowan e Firstenberg abbiano ragione, ma quello che è certo è che non sono state svolte alcune ricerche preliminari con lo scopo di appurare se il 5G possa essere effettivamente dannoso per la nostra salute. Cosa ancora più preoccupante, a mio parere, è che non si è palesato alcun tipo di dibattito pubblico con l’obiettivo di approfondire meglio la natura e i rischi potenziali di questa tecnologia.

Cowan conclude il suo discorso con una frase di Rudolph Steiner, il fondatore dell’antroposofia,  risalente al 1917:

“Ai tempi in cui non c’era ancora la corrente elettrica, quando l’aria non brulicava di influenze batteriche, era più facile essere umani. Per questo motivo, al fine di essere interamente umani oggi, è necessario sviluppare delle capacità spirituali più forti di quanto ce ne fosse bisogno un secolo fa”.

Fortunatamente anche se siamo in quarantena, abbiamo ancora la libertà di scegliere come nutrire la nostra consapevolezza: la meditazione e la spiritualità ci possono aiutare a rafforzare le nostre difese e a farci sentire più umani, proprio come afferma Steiner.

 

FONTI CONSULTATE:

https://www.agi.it/saperetutto/5g_huawei_ericsson_tim_nokia_zte_vodafone-5035224/longform/2019-02-23/

Fonte: https://www.arpae.it/dettaglio_generale.asp?id=4149&idlivello=214 L´Agenzia ambientale dell´Emilia-Romagna (Arpae)

https://www.cellphonetaskforce.org

https://fourfoldhealing.com/

 

 

 

IL CORONAVIRUS E IL RISCHIO DEL TOTALITARISMO ROVESCIATO ?

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Magritte, Gli amanti

Dal 10 marzo scorso l’Italia è ufficialmente zona rossa e come stabilito dal decreto, ogni spostamento individuale deve essere giustificato tramite autocertificazione. Al fine di contenere il contagio, il nostro ordinamento ha risposto con la quarantena coatta che di fatto sospende fino al 3 aprile l’applicazione dei principi fondamentali promulgati dalla nostra Costituzione e dallo Stato di Diritto.

Il contagio da covid19 e le misure adottate dal governo per contrastarne la diffusione hanno quindi gettato la popolazione in uno stato di allerta permanente. Si ha paura di contrarre il virus ma anche di perdere il lavoro, considerando la paralisi in cui versa il nostro sistema produttivo.

L’epidemia da coronavirus ha quindi gettato le basi per il manifestarsi di una crisi che nell’arco di appena tre settimane ci ha imposto di rivedere le nostre vite e le nostre abitudini, mettendo in stand by il concetto stesso di democrazia. Lo stesso premier Conte ha affermato che dopo il coronavirus, “niente sarà più come prima”.

Solange Manfredi, giurista e scrittrice, osserva come questa sospensione della democrazia si può ricondurre ad una nuova forma di potere, nota come “totalitarismo rovesciato”.

Tale espressione è stata coniata da Sheldon Wolin (1922-2015), professore di Scienze Politiche all’Università di Princeton, considerato uno dei maggiori e influenti filosofi politici americani.

Secondo Wolin il totalitarismo rovesciato coincide con una nuova forma di potere, ovvero una forma di totalitarismo che, rivolto all’interno del paese, tende allo svuotamento della democrazia per giungere al controllo totale della nazione. 

“Quali sono, secondo Wolin, i tratti essenziali di questo totalitarismo rovesciato?”

Innanzitutto la commistione tra sfera pubblica e sfera privata, tra politica e affari. Per Wolin il totalitarismo rovesciato è l’unione di Stato e impresa in un’epoca di declino della democrazia e di analfabetismo politico. La democrazia si è cioè trasformata, ridimensionando il suo ruolo da principio fondante, a funzione sostanzialmente retorica all’interno di un sistema politico sempre più guidato non più da professionisti della politica, ma da uomini presi in prestito dal mondo degli affari, della finanza, dell’impresa.

Come osserva Solange Manfredi: “Il presupposto cruciale della democrazia è, meglio dire era, che il governo fosse costituito da una serie d’istituzioni senza scopo di lucro la cui responsabilità fondamentale era promuovere il benessere generale. Il criterio di valutazione era politico non economico. Il bene comune, non il bilancio. I funzionari pubblici venivano descritti in termini democratici come servitori dello Stato i cui ranghi erano aperti a chiunque fosse qualificato e dedito a perseguire non fini personali ma a difendere e migliorare la vita dei cittadini. Il servitore dello Stato era lo strumento attraverso cui si realizzava la democrazia, i cui valori erano l’uomo prima di tutto, la collettività, l’eguaglianza. Il servitore dello stato mirava all’eccellenza non alla superiorità.   Ed aveva un compito, una missione che era il servizio disinteressato per il bene comune e non per l’accumulo di ricchezze. Oggi non abbiamo più il servitore dello Stato, abbiamo l’uomo d’affari, con tutte le conseguenze che questo comporta ( ad esempio il favorire privatizzazioni selvagge).

I governi tecnici succedutisi in Italia dal 2011 ad oggi confermano la tesi di Wolin relativa al declino della democrazia e la progressiva smobilitazione delle masse: i cittadini sono stati progressivamente smobilitati, e portati ad assistere più che a partecipare alla vita politica.

Cittadini che vengono portati ad abbracciare una cultura che privilegia il principio di piacere rispetto al principio di realtà, soggiogati da paure in gran parte alimentate dai media (come la “paura del diverso”) diventano vittime di questa involuzione democratica, nonché “cavie” di questa nuova forma di controllo sociale o totalitarismo rovesciato. 

Secondo Wolin, i principali strumenti che usa per imporsi questo totalitarismo rovesciato sono:

–          il potere mediatico;

–          il consumo come principale attributore di senso della vita per i cittadini;

–          l’appello diretto al “popolo” contro gli intralci delle istituzioni e delle regole;

–          la costruzione di miti.

Wolin ritiene che non solo l’America, ma anche molte delle c.d. democrazie presenti oggi sul pianeta, si sono trasformate in realtà in un totalitarismo rovesciato.

Anche l’Italia, fronteggiando la crisi da coronavirus, rischia di abbracciare questa nuova forma di totalitarismo?

 

 

 

Fonti consultate:

https://en.wikipedia.org/wiki/Sheldon_Wolin

http://solangemanfredi.blogspot.com/2015/04/litalia-e-il-totalitarismo.html?m=1

 

 

 

 

 

 

L’UNICA CERTEZZA CHE HO

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Ho poche certezze nella vita perchè come noto TUTTO è soggetto all’eterna legge del cambiamento.

Il nostro fisico cambia negli anni, invecchiando; il nostro carattere anche, plasmandosi in relazione agli eventi che viviamo ( e a cui reagiamo) ogni giorno che passa. E’ soggetto al cambiamento il denaro depositato nel nostro conto in banca,  il nostro nucleo famigliare, le nostre amicizie, i rapporti fra gli stati, la moda, il nostro vacabolario,  il numero di nei che abbamo o non abbiamo sul nostro corpo, etc…

Pur vivendo in un mondo “liquido” e in costante trasformazione, conservo però una certezza: nonostante i miei pregi e i miei difetti, so di essere una persona unica e irripetibile, frutto dell’evoluzione biologica (BIO), con una mente pensante (PSICO), inserita in un contesto (SOCIO).

Se voglio imparare a sopravvivere in questo mondo, con tutti i suoi limiti e le sue storture, le sue bellezze e le sue perplessità, so che potrò sempre affidarmi ad un modello interpretativo per poter leggere e comprendere  la mia natura e la realtà in cui sono inserita.

Abbracciare questo modello, detto bio-psico-sociale, significa ricordarmi che per crescere nell’esperienza è importante imparare a conoscermi dal punto di vista biologico, psichico e sociale.

Così a  livello biologico, sono certa e  consapevole di avere:

  • un corpo (con tutte le sue fattezze);

  • un patrimonio genetico (assolutamente unico e irripetibile, ma anche frutto di fattori ereditari che mi ricordano l’appartenenza ad una catena generazionale);

  • un genere;

  • un organismo complesso (con tutti i fattori che ne determinano il funzionamento…)

Sul versante psicologico, sono  consapevole di essere dotata di:

– processi cognitivi (percezione, apprendimento, memoria, linguaggio, pensiero, intelligenza, …);

– vita affettiva (emozioni, sentimenti, stati d’animo, tono dell’umore…);

– inconscio (la dimensione psichica che sfugge al mio controllo cosciente );

– dimensione spirituale ( come il risveglio della consapevolezza nella meditazione…)

Vivere in modo armonioso, nel rispetto dei miei sentimenti e di quelli altrui, mi proietta nella terza dimensione del modello bio-psico-sociale, cioè dell’Essere in relazione con la sociologia.

Il livello sociale mi stimola a riconoscere:

  • l’imprescindibile aspetto delle relazioni nella vita individuale, che è relazionale dal primo momento in cui viene concepita ( è dall’unione di due cellule che nasce la vita);

  • – la dimensione sociale dell’individuo che si inscrive sempre in un ambiente, in un contesto, e più in generale in tutti gli aspetti fisici del luogo in cui ci troviamo a vivere (incluse le determinanti della geografia e del momento storico in cui si nasce e in cui si svolge la vita di ciascuno);

  • quanto il fattore sociale inglobi gli aspetti specificatamente culturali e religiosi della nostra esistenza.

In questo modello, una sorta di bussola o mappa concettuale in cui  TUTTI ci possiamo orientare, diventano quindi centrali tre discipline, strettamente interconnesse tra loro:

la Biologia, la Psicologia e la Sociologia.

Ecco perché questo blog esplora la nostra natura in una prospettiva olistica ( dal greco “olos” = tutto): a seconda dei contenuti proposti, gli articoli pubblicati nel blog rientrano infatti nelle categorie “bio”, “psico” e “socio”, nel rispetto del modello BIO-PSICO -SOCIALE da me abbracciato.

TRE DOMANDE PER SCOPRIRE IL LAVORO CHE FA PER TE

 

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Nei giorni scorsi ho letto il libro CODICE MONTEMAGNO dell’autore omonimo Marco Montemagno, famoso youtuber ed esperto di marketing e comunicazione.

Tra i tanti consigli che il Monty dispensa nel saggio, mi hanno colpito in particolare tre domande che l’autore riporta nel capitolo COME TROVARE LA TUA STRADA NEL BUSINESS.

Per onestà intelletuale ammetto che queste domande non sono state partorite dalla mente di Montemagno ( lo riporta lui stesso nel libro) ma da Peter Drucker (1909- 2005) , noto studioso di economia aziendale.

Cominciamo dalla prima, la più importante, la “madre” di tutte le domande:

1- QUALI SONO I TUOI PUNTI DI FORZA?

SEI UNA PERSONA MOLTO PRECISA E ACCURATA E TI PIACE LA TECNOLOGIA? POTRESTI AVERE UN FUTURO COME DATA ANALYST, UNA PROFESSIONE SEMPRE PIU’ RICHIESTA NELL’INDUSTRIA 4.0.

TI PIACE LA NATURA E ADORI LA VITA ALL’ARIA APERTA? ALLORA NON TI DEVI FORZARE A FARE UN LAVORO IN CUI TE NE STAI CHIUSO IN FABBRICA O IN UN UFFICIO TUTTO IL GIORNO.

SEI AFFERRATO CON LE LINGUE E AMI VIAGGIARE? POTRESTI PROPORTI COME ANIMATORE TURISTICO O COORDINATORE DI VIAGGI ORGANIZZATI.

Come scrive bene il Monty: “non si costruisce un futuro sui propri punti deboli”.

La parola chiave può essere ricercata nella PREDISPOSIZIONE.

IN QUALI ATTIVITA’ ECCELLI O TI SENTI MAGGIORMENTE PORTATO?

COSA TI APPASSIONA?

PER CHE COSA LAVORERESTI ANCHE GRATIS?

COME TI PIACEVA TRASCORRERE IL TUO TEMPO DA BAMBINO?

ERI PIU’ ATTRATTO DAI LEGO, DALLE TABELLINE O DALLO SCRIVERE BREVI RACCONTI?

CERCA DI VISUALIZZARE COSA FACEVI PIU’ FREQUENTEMENTE DOPO LA SCUOLA  E NEL TEMPO LIBERO… E’ POSSIBILE CHE CON IL PASSARE DEGLI ANNI ALCUNI TUOI HOBBY SIANO CAMBIATI, MA PUOI SEMPRE RICORRERE ALLA “TECNICA DEL FILO  ROSSO” PER LEGARE ASSIEME LE ATTIVITA’ IN CUI TI SEI DIVERTITO ED ENTUSIASMATO DI PIU’ NEL CORSO DEGLI ANNI.

2- IN CHE MODO RENDI AL MASSIMO?

RENDI MEGLIO DA SOLO O IN GRUPPO?

SEI PIU’ PRODUTTIVO SE TI DEDICHI AL TUO LAVORO PER 5/6 ORE DI FILA O SE TI RITAGLI UN PAIO DI PAUSE IN MEZZO?

PERFORMI MEGLIO  NEL SILENZIO O QUANDO RICEVI PIU’ STIMOLI CONTEMPORANEAMENTE?

OGNUNO DI NOI  RENDE IN MODO DIVERSO SE COLLOCATO IN DETERMINATE CIRCOSTANZE…  SE ODI LE RIUNIONI FORSE IL CLASSICO LAVORO DI UFFICIO NON FA PER TE : )

3- QUALI SONO I TUOI VALORI?

CHE COSA è PIU’ IMPORTANTE PER TE NELLA VITA?

PER CHE COSA CI METTI LA FACCIA E LOTTI OGNI GIORNO?

AUTOREALIZZAZIONE, PASSIONE, GIUSTIZIA, DETERMINAZIONE, CORAGGIO, RESILIENZA, BELLEZZA, SICUREZZA, INDIPENDENZAM, AMORE ETC…

QUESTI SONO SOLO ALCUNI VALORI FINE A CUI POSSIAMO ASPIRARE…

DI SOLITO LI CELEBRIAMO ATTRAVERSO ALTRI VALORI, DETTI VALORI MEZZO, QUEI VALORI CIOè CHE CI PERMETTONO DI SPERIMENTARE LO STATO EMOZIONALE GARANTITO DAI VALORI FINE.

SE UNO DEI TUOI VALORI FONDANTI NELLA VITA è L’AMORE E LA A SICUREZZA , AD ESEMPIO, POTRESTI SENTIRE CRESCERE IL BISOGNO DI METTERE SU FAMIGLIA PER POTER ACCEDERE E A QUEL SENSO DI PIENEZZA E SICUREZZA  A CUI ASPIRI E CHE TROVA CORONAMENTO NELL’UNIONE TRA TE E IL TUO PARTNER.

DIVERSAMENTE SE PER TE L’INDIPENDENZA RIENTRA AL PRIMO POSTO, FORSE SARAI PIU’ ATTRATTO NELLO SVOLGERE O RICERCARE UN LAVORO CHE TI POSSA GARANTIRE MASSIMA FLESSIBILITA’ E OPPORTUNITA’ DI APPRENDIMENTO.

Montemagno ci ricorda anche che:

NOI NON SIAMO DOVE  SIAMO.

NON SIAMO IL CONTESTO IN CUI SIAMO.

MAGARI AL MOMENTO SIAMO IMPEGNATI A SVOLGERE UN LAVORO CHE NON CI PIACE, NON CI SODDISFA, O PER CUI NON CI SENTIAMO PORTATI, SEMPRE PER IL SOLITO MOTIVO CHE IN QUALCHE MODO : “SI DEVE PORTARE A CASA LA PAGNOTTA”.

ANCHE SE A VOLTE TE LO DIMENTICHI, NON SEI LA DIVISA CHE INDOSSI O LA MANSIONE RIPETITIVA CHE COMPI OGNI GIORNO A LAVORARE.  E’ UN GRANDE SFORZO MA NON DEVI “FARTI CONVINCERE (DI CHI SEI) DALL’AMBIENTE IN CUI TI TROVI”.

MAGARI OGGI LAVORI AL MC DONALD, MA NON è DETTO CHE UN DOMANI TU POSSA FARE LO PSICOLOGO: PASSIONE, STUDIO, DEDIZIONE , ( E A VOLTE ANCHE UNA BELLA DOSE DI FORTUNA, TIPO CAPITARE AL MOMENTO GIUSTO NEL POSTO GIUSTO) TI INVITANO A RICORDARTI CHE PUOI SEMPRE SVILUPPARE UNA “MENTALITà GRANDE”.

DIPENDE SOLO DA TE. DA QUELLO CHE VUOI. DA QUELLO CHE TI RENDE VERAMENTE FELICE E SODDISFATTO. IN DEFINITIVA, DAI TUOI VALORI DI RIFERIMENTO.

COME MI HA INSEGNATO UN MIO AMICO:

NON SEI CIO’ CHE FAI, MA FAI CIO’ CHE SEI.

Se ti è piaciuto l’articolo, ti invito a condividere LE 3 DOMANDE PER SCOPRIRE IL LAVORO CHE FA PER TE : )