20 COSE BELLE CHE PUOI FARE IN CASA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

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Dal 10 marzo, cioè dopo l’emanazione del decreto legge n. 62 del 9 marzo 2020 , siamo ufficialmente in quarantena con lo scopo di contenere il contagio da coronavirus.

Per tanti essere confinati forzatamente tra le quattro mura domestiche è un incubo ad occhi aperti, per altri un modo per riprendersi quel tempo per sè stessi che in condizioni “normali” non sembra bastare mai.

Ecco allora un articolo per vivere al meglio il nostro isolamento in casa,  20 cose belle che puoi fare  ai tempi del coronavirus:

1- Medita: la meditazione è una pratica molto utile per ridurre ansia e stress . Puoi cominciare facendo 5 respiri profondi riempiendo la pancia di aria come se fosse un palloncino, rilasciandola progressivamente, sgonfiando la pancia. Meditare 10/15 minuti al giorno favorendo la respirazione diaframmatica ( “di pancia”) contribuisce a rafforzare il nostro sistema immunitario, abbassando il cortisolo, l’ormone dello stress;

2- Allenati: un buon modo per trascorrere al meglio il nostro tempo a casa può essere quello di allenarsi regolarmente per 30 minuti/1 ora al giorno, in modo  da ossigenare i nostri tessuti e scaricare la tensione. Su youtube è pieno di canali dedicati al workout in casa, uno dei miei preferiti è Lumowell e FitFix- Fitness Lifestyle (poi ricordati di arieggiare!);

3- Leggi: in questi giorni puoi nutrire la tua mente con la lettura, magari recuperando il libro che hai appoggiato sul comodino  da una vita e che da mesi ti riprometti di finire. Se non l’hai mai letto, ti consiglio un libro un pò datato ma brutalmente attuale: “Le ultime lettere a Lucilio” di Seneca, il padre dello stoicismo latino.

4-Fai un puzzle: se già ti piace farli ok, ma se ( come nel mio caso)  fare i puzzles ti  annoia a morte, ti invito a riconsiderare questo gioco da tavolo: fare puzzles attiva infatti la concentrazione e mette alla prova la tua pazienza,  permettendoti di vivere il famoso “qui ed ora”, così tanto difficile da mettere in pratica nella vita di tutti i giorni;

5- Impara una lingua straniera: il tempo investito nell’apprendere una lingua straniera è sicuramente quello che in futuro ti può ripagare  anche in termini di skills da aggiungere al tuo CV. Quindi puoi utilizzare questo tempo a casa per scaricarti qualche app sul telefono o iscriverti ad un canale youtube dedicato e organizzare le tue sessioni di apprendimento;

6-  Scarica un corso di formazione: sono tanti i portali on line che permettono di scaricare corsi, gratuiti e a pagamento, per incrementare il tuo know how in una materia specifica o colmare una lacuna. In proposito ti consiglio i corsi offerti da coursera, udemy e lifelearning;

7- Visita da casa i più bei musei d’Italia: grazie ai tour virtuali offerti da questi musei, potrai ammirare le bellezze conservate al loro interno:

Pinacoteca di Brera: https://pinacotecabrera.org

Galleria degli Uffizi: http://www.uffizi.it/mostre-virtuali

Musei Vaticani: http://www.museivaticani.va/content/museivaticani/it/collezioni/catalogo-online.html

8- Chiama una persona che non senti da tempo: lo sappiamo, il tempo è tiranno e  tante volte ci sfugge di mano. L’ “occasione” di un isolamento forzato può essere quella di chiamare una persona che non senti da tempo e che in preda alla vita frenetica, hai un pò trascurato;

9- Nutrire le relazioni con i nostri familiari: in una situazione di vita ordinaria, in genere ci si ritrova tutti assieme solo per consumare la cena, e questo quando va bene. Con le scuole chiuse e la possibiiltà per tante persone di lavorare da casa, questi giorni possono rivelarsi una benedizione per nutrire le nostre relazioni familiari, passare più tempo con il nostro partner e giocare più a lungo con i nostri figli, valorizzando i nostri legami;

10- Fai le pulizie di primavera: lavare le finestre, pulire le tapparelle o le veneziane, sono tutti lavori odiosi che però ci tocca fare. Magari in questi giorni possiamo approfittarne per pulire a fondo casa e perchè no, fare anche un pò di decluttering, liberandoci di cose inutili che abbiamo accumulato dentro gli armadi;

11- Ozia: Ci sono persone, tipo me, che si sentono in colpa ad oziare, a stare senza far niente solo per il gusto di non fare nulla. La verità è che ogni tanto occorre fare il “punto zero” per riprendere in mano la propria vita e concedersi il tempo per riposarsi senza pensare o pianificare nulla. La quarantena forzata ci offre questa possibilità: non sprechiamola!

12- Scrivi una lettera d’amore: scrivere fa bene al cuore. Scrivi una lettera a chi ami, al tuo partner, a tuo figlio, a i tuoi genitori, a un tuo amico. Scrivere è raccontarsi, è fare un’indagine retrospettiva del proprio vissuto, è mettere nero su bianco non solo i nostri pensieri ma anche e soprattutto i nostri sentimenti. E’ un ricollegarsi con il nostro cuore per arrivare a quello dei  nostri destinatari… ;

13- Guarda un film che ti dia gioia: mai sottovalutare il potere di un buon film, magari prima di andare a letto per conciliare il sonno e predisporre il tuo inconscio a recepire messaggi positivi. Rispolvera un sempreverde Forrest Gump o una pellicola che ti fa rivivere  bei momenti del tuo passato, come quelli della tua infanzia ad esempio. Io personalmente mi rallegro con i film spaghetti western anni ’70 interpretati da Bud Spencer e Terence Hill. Il must per me rimane sempre  “Lo chiamavano Trinità”;

14- Balla: se vuoi divertirti, sciogliere le tensioni e fare anche attività fisica, indossa un paio di scarpe comode e balla. In cucina, in sala, in camera da letto davanti allo specchio, ballare ci ricorda che non siamo poi così diversi dai nostri antenati… loro lo facevano già intorno al fuoco per conquistarsi la benevolenza degli dei… ballare ci ricorda che apparteniamo a una catena generazionale e che non siamo mai separati gli uni dagli altri ( distanziamento sociale coercitivo a parte);

15- Digiuna dai social e dalle notizie: rimanere informati sull’andamento della pandemia in atto è giusto e responsabile, ma veicolare tutta la nostra attenzione sul fenomeno coronavirus può essere controproducente in quanto prosciuga le nostre energie, rendendoci tristi, inquieti e nervosi. Quindi se riesci, ogni tanto spegni il cellulare e…

16- Ascolta musica classica: Mozart, Beethoven, Bach, sono solo alcuni dei grandi compositori che puoi ascoltare gratuitamente su internet , ad occhi chiusi, respirando profondamente e contribuendo a farti rilassare;

17- Mangia sano: anche se a casa, specialmente quando ci si annoia, la tendenza è quella di svaligiare frigo e dispensa, pensa sempre che se ti alimenti bene farai un favore anche alla tua salute rafforzando il tuo sistema immunitario;

18- Guardati allo specchio e accetta il tuo corpo: in un’epoca di sovraesposizione mediatica, guardarsi allo specchio senza giudicarsi è una cosa molto rara. Quindi anche se ti può sembrare strano, guardati allo specchio e impara a volerti bene. Voler bene al proprio “involucro” è anche un primo passo per  cominciare a volere bene anche a quello che c’è dentro… ;

19- Accetta le cose che non puoi cambiare: Giovedì 12 dovevo andare a Roma per un progetto che coltivavo da mesi. Poi mi è subentrata l’influenza e il 9 marzo il governo ha annunciato che tutta l’Italia sarebbe diventata zona rossa e che dal giorno seguente ci sarebbero state limitazioni alla circolazione. Il mio progetto è andato in fumo. Sul momento mi sono arrabbiata molto perchè ci avevo investito anche dei soldi ma poi mi sono ricordata di questo detto ( credo appartenga ad un antico samurai, ma non ne sono sicura) e cioè: abbi la pazienza di accettare ciò che non puoi cambiare, specialmente se non è dipeso da te ma da circostanze esterne che non puoi controllare;

20- Sii grato. Nelson Mandela ha detto che “L’educazione è l’arma più potente che si possa usare per cambiare il mondo”. Oggi prendo in prestito le sue parole, chiosandole, e mi permetto di scrivere che  anche “La gratitudine è l’arma più potente che si possa usare per cambiare il mondo”. Comincia ad essere grato di tutto ciò che hai, anche cose che ti sembrano ovvie, come il letto in cui dormi o l’acqua calda che ti avvolge quando fai la doccia… se ti può essere utile tieni un diario e annota tutto ciò che di cui sei grato ogni giorno : )

Queste erano solo venti cose belle che puoi fare stando a casa in quarantena. Se te ne vengono in mente altre, scrivile nei commenti e condividi : )

 

COSA CI INSEGNA IL CORONAVIRUS?

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Com’è noto, da quando in Italia si sono rilevati i primi contagi e decessi a causa del coronavirus,  tutta la nostra attenzione gira attorno al rischio di una possibile pandemia e probabile recessione globale.

Dato che questo blog vuole essere una finestra aperta sul mondo dell’educazione permanente,  a prescindere dal momento delicato che stiamo vivendo, mi sono chiesta cosa ci può insegnare il fenomeno coronavirus.

Una domanda chiave dell’educazione permanente è infatti:

COSA MI PUO’ INSEGNARE QUESTA SITUAZIONE?

In questo articolo ho cercato quindi di proporre alcune prospettive di lettura alternative alla portata del virus in sè,  focalizzando l’attenzione su ciò che  possiamo imparare da questo fenomento, seppur drammatico:

1- IN CINA ESISTE UNA CITTA’ CHIAMATA WUHAN

Onestamente non conoscevo l’esistenza di questa città fino a quando i media non hanno divulgato la notizia del contagio da coronavirus, che si  sarebbe manifestato al mercato alimentare di Wuhan.  Così ho fatto un pò di ricerche sul web e attingendo alla sapienza collettiva di Wikipedia,  ho scoperto che  Wuhan (武漢T, 武汉S, WǔhànP) è una città sub-provinciale della Cina, capoluogo e città più popolosa della provincia di Hubei. Tra i monumenti e i luoghi di interesse, Wikipedia cita:

  • Changjiang Daqiao: primo ponte sul Changjiang, è stato costruito nel 1957. Unisce Wuchang e Hanyang. Lungo circa 1670 m, è strutturato su due piani: quello superiore è stradale, mentre quello inferiore è ferroviario.
  • Pagoda della Gru Gialla: domina il quartiere di Wuchang dalla cima della Collina del Serpente (She Shan). Si tratta della ricostruzione di un monumento di 1700 anni fa, innalzato per ricordare un immortale che fece una visita lampo al monte in groppa ad una gru gialla. Nei secoli successivi la torre fu distrutta e ricostruita più volte; quella odierna risale al 1985.
2- OSSERVARE I DATI E CONSTATARE CHE UNA NORMALE INFLUENZA STAGIONALE IN ITALIA AD OGGI CAUSA PIù DECESSI RISPETTO AL CORONAVIRUS

Secondo i dati dell’Istituto Superiore di sanità (ISS),  è possibile affermare che ogni anno le sindromi simil-influenzali coinvolgono circa il 9 per cento dell’intera popolazione italiana. Ma quante sono le morti in Italia causate dall’influenza stagionale? I virus influenzali causano direttamente all’incirca 300-400 morti ogni anno, con circa 200 morti per polmonite virale primaria. A seconda delle stime dei diversi studi, vanno poi aggiunte tra le 4 mila e le 10 mila morti “indirette”, dovute a complicanze polmonari o cardiovascolari, legate all’influenza. Per visionare la fonte completa: https://www.agi.it/fact-checking/news/2020-02-20/coronavirus-influenza-stagionale-7136419

Oltre ai  decessi per  influenza, sarebbe bene considerare anche la morte di tutte quelle persone che ogni giorno perdono la vita a causa di incidenti stradali: dal 1° gennaio al 30 giugno 2019 in Italia si sono verificati 82.048 incidenti stradali (in media, 453 al giorno: 19 ogni ora), che hanno causato 1.505 morti (8 al giorno: 1 ogni 3 ore) e 113.765 feriti (628 al giorno: 26 ogni ora).  Fonte: https://www.lautomobile.aci.it/articoli/2019/12/16/incidenti-stradali-2019-vittime-in-crescita.html

   3- VENERDI’ 18 OTTOBRE 2019 PRESSO IL THE PIERRE HOTEL DI NEW YORK SI E’ TENUTO UN ESERCIZIO DI SIMULAZIONE DI UNA PANDEMIA: L’EVENT 101 – A GLOBAL PANDEMIC EXERCISE

Casualità delle casualità, due mesi prima del primo contagio avvenuto in Cina, che si sarebbe registrato ai primi di dicembre, a NY si svolgeva una simulazione che aveva l’obiettivo di far incontrare le menti migliori nel campo della medicina e della sanità, per fronteggiare al meglio il rischio di un’eventuale pandemia globale da coronavirus.

Come riportato sul sito dell’evento ( http://www.centerforhealthsecurity.org/event201/about) :

Il Johns Hopkins Center for Health Security in collaborazione con il World Economic Forum e la Bill and Melinda Gates Foundation hanno ospitato l'Evento 201, un esercizio di pandemia di alto livello il 18 ottobre 2019 a New York, NY. L'esercizio ha illustrato le aree in cui saranno necessari partenariati pubblico / privato durante la risposta a una grave pandemia al fine di ridurre le conseguenze economiche e sociali su larga scala.
L'evento 201 è stato un esercizio da tavolo di pandemia di 3,5 ore che ha simulato una serie di drammatiche discussioni basate su scenari, affrontando difficili dilemmi reali associati alla risposta a un'ipotetica, ma scientificamente plausibile, pandemia. 15 leader mondiali nel mondo degli affari, del governo e della sanità pubblica sono stati protagonisti nell'esercizio di simulazione che ha messo in luce politiche irrisolte del mondo reale e questioni economiche che potrebbero essere risolte con sufficiente volontà politica, investimenti finanziari e attenzione ora e in futuro.
L'esercizio consisteva in trasmissioni di notizie preregistrate, briefing in diretta sul personale e discussioni moderate su argomenti specifici. Questi temi sono stati attentamente progettati in una narrazione avvincente che ha educato i partecipanti e il pubblico.
Gli esperti concordano sul fatto che è solo questione di tempo prima che una di queste epidemie diventi globale, una pandemia con conseguenze potenzialmente catastrofiche. Una grave pandemia, che diventa "Event 201", richiederebbe una cooperazione affidabile tra diversi settori, governi nazionali e istituzioni internazionali chiave.

E’ possibile visionare gli interventi degli esperti invitati all’evento sul canale youtbube: centerforhealthsecurity

4- L’INDUSTRIA DELL’INTRATTENIMENTO HA PROPOSTO SCENARI CATASTROFICI LEGATI AD UNA POSSIBILE PANDEMIA GLOBALE, CHE RIVELANO MOLTI PUNTI IN COMUNE CON L’ATTUALE CONTAGIO DA CORONAVIRUS

Nel maggio del 1981, negli Stati Uniti viene pubblicato il libro “The eyes of darkness”, ( Gli occhi dell’oscurità), scritto da Dean Koonzt. Scrive l’autore:

“Nel 2020 si diffonderà in tutto il mondo Wuhan-400, una grave polmonite” .

Sembra che nella versione originale del 1981 il nome del microrganismo fosse Gorki-400. Solo più tardi nel 1989 il nome fu cambiato in Wuhan-400 Come riportato dal South China Morning Post nel 1989.

“Uno scienziato cinese di nome Li Chen fuggì negli Stati Uniti, portando una copia su dischetto dell’arma biologica cinese più importante e pericolosa del decennio. La chiamano ‘Wuhan-400’ perché è stata sviluppata nei loro laboratori di RDNA vicino alla città di Wuhan ed era il quattrocentesimo ceppo vitale di microorganismi creato presso quel centro di ricerca”. C’è forse qualche assonanza con il presunto laboratorio batteriologico di Wuhan?

Un altro prodotto generato dall’industria dell’intrattenimento made in USA, è il film Contagion del 2011 diretto da Steven Soderbergh, con protagonisti Marion Cotillard, Matt Damon, Laurence Fishburne, Jude Law, Gwyneth Paltrow, Kate Winslet e Bryan Cranston.

Riporto parte della trama, come si può leggere sulla pagina di wikipedia:

“Dopo essere stata ad Hong Kong in viaggio d’affari, Beth Emhoff crolla a terra apparentemente per una banale influenza. Portata velocemente in ospedale, muore poco dopo il suo ricovero a causa di una malattia sconosciuta. La donna viene quindi indicata come la prima persona conosciuta ad aver contratto questa malattia, che viene indicata successivamente con la sigla di virus MEV-1.

Nella ricerca di una possibile cura, il dottor Ellis Cheever, capo del CDC, incarica la dottoressa Ally Hextall di indagare sui primi casi di morti. Contemporaneamente la dottoressa Leonora Orantes viene inviata in un villaggio cinese alla ricerca del paziente zero. Viene scoperto che il ceppo iniziale si è diffuso per un incrocio di virus tra pipistrello e maiale e che il virus originario colpisce polmoni e sistema nervoso”

Non ci sono un pò troppe assonanze con l’attuale contagio dal coronavirus?

Nel 2015 esce un altro film che ha per oggetto un epidemia dilagante, ed è Contagious, diretto da Henry Hobson, con protagonisti Arnold Schwarzenegger e Abigail BreslinAnche in questo film, un virus ( noto come Necroambulist)  contagia gli esseri umani  e li trasforma lentamente  in creature simili a zombie, propagandosi per tutto il globo. In questo scenario distopico e post-apocalittico, la società continua lo stesso a sopravvivere e a funzionare ma a caro prezzo: gli agricoltori bruciano i loro campi e le colture per prevenire ulteriori contaminazioni, mentre le metropoli ancora abitate seguono rigide leggi marziali per garantire l’integrità di coloro che non sono infetti e quindi la salvezza della razza umana.

Potremmo rischiare di trovarci in uno scenario simile, qualora il virus prendesse sopravvento in tutto il globo? La legge marziale (letteralmente “legge del dio Marte”) è un sistema di governo in cui le leggi ordinariamente in vigore in uno Stato vengono temporaneamente sospese e i tribunali militari prendono il controllo della normale amministrazione della giustizia.

5- “NON TI ACCORGI CHE è SOLO LA PAURA CHE UCCIDE E INQUINA I SENTIMENTI?” NON E’ SOLO UN VERSO DE LA COLLINA DEI CILIEGI DI BATTISTI

Nell’attuale clima di ansia e panico generato dal coronavirus, l’emozione prevalente tende ad essere quella della paura. Ma come canta bene il caro Battisti, è proprio questa emozione ad “uccidere” i buoni sentimenti e a farci ripiegare su noi stessi,  con il rischio di manifestare intollerenza e indifferenza nei confronti del prossimo, considerato come una potenziale minaccia. Per trasformare la paura, occorre essere consapevoli di cosa comporta nel nostro organismo. Come osserva il biologo e scrittore Marcello Pamio: “Quando abbiamo paura, la parte posteriore dell’ipofisi, una ghiandola del nostro cervello,  secerne ADH, che è l’ormone della paura. La stessa ghiandola secerne anche ossitocina ( l’ormone dell’amore) ma non può essere secreta contemporanemente all’ADH. Il significato di questo è molto profondo: l’uomo può scegliere se vivere nell’Amore e nel piacere (ossitocina), oppure nella paura (ADH). Contemporaneamente, queste due condizioni sono impossibili: da qui possiamo comprendere che il contrario dell’amore è proprio la paura!”

Tu dove vuoi stare? Anche se di questi tempi è difficile, io decido di coltivare l’amore che fa vivere anche più a lungo… alla faccia del coronavirus!!!

Se questo articolo ti è piaciuto, ti invito a condividere e a far girare anche tu la filosofia di educazione permanente : )

L’UNICA CERTEZZA CHE HO

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Ho poche certezze nella vita perchè come noto TUTTO è soggetto all’eterna legge del cambiamento.

Il nostro fisico cambia negli anni, invecchiando; il nostro carattere anche, plasmandosi in relazione agli eventi che viviamo ( e a cui reagiamo) ogni giorno che passa. E’ soggetto al cambiamento il denaro depositato nel nostro conto in banca,  il nostro nucleo famigliare, le nostre amicizie, i rapporti fra gli stati, la moda, il nostro vacabolario,  il numero di nei che abbamo o non abbiamo sul nostro corpo, etc…

Pur vivendo in un mondo “liquido” e in costante trasformazione, conservo però una certezza: nonostante i miei pregi e i miei difetti, so di essere una persona unica e irripetibile, frutto dell’evoluzione biologica (BIO), con una mente pensante (PSICO), inserita in un contesto (SOCIO).

Se voglio imparare a sopravvivere in questo mondo, con tutti i suoi limiti e le sue storture, le sue bellezze e le sue perplessità, so che potrò sempre affidarmi ad un modello interpretativo per poter leggere e comprendere  la mia natura e la realtà in cui sono inserita.

Abbracciare questo modello, detto bio-psico-sociale, significa ricordarmi che per crescere nell’esperienza è importante imparare a conoscermi dal punto di vista biologico, psichico e sociale.

Così a  livello biologico, sono certa e  consapevole di avere:

  • un corpo (con tutte le sue fattezze);

  • un patrimonio genetico (assolutamente unico e irripetibile, ma anche frutto di fattori ereditari che mi ricordano l’appartenenza ad una catena generazionale);

  • un genere;

  • un organismo complesso (con tutti i fattori che ne determinano il funzionamento…)

Sul versante psicologico, sono  consapevole di essere dotata di:

– processi cognitivi (percezione, apprendimento, memoria, linguaggio, pensiero, intelligenza, …);

– vita affettiva (emozioni, sentimenti, stati d’animo, tono dell’umore…);

– inconscio (la dimensione psichica che sfugge al mio controllo cosciente );

– dimensione spirituale ( come il risveglio della consapevolezza nella meditazione…)

Vivere in modo armonioso, nel rispetto dei miei sentimenti e di quelli altrui, mi proietta nella terza dimensione del modello bio-psico-sociale, cioè dell’Essere in relazione con la sociologia.

Il livello sociale mi stimola a riconoscere:

  • l’imprescindibile aspetto delle relazioni nella vita individuale, che è relazionale dal primo momento in cui viene concepita ( è dall’unione di due cellule che nasce la vita);

  • – la dimensione sociale dell’individuo che si inscrive sempre in un ambiente, in un contesto, e più in generale in tutti gli aspetti fisici del luogo in cui ci troviamo a vivere (incluse le determinanti della geografia e del momento storico in cui si nasce e in cui si svolge la vita di ciascuno);

  • quanto il fattore sociale inglobi gli aspetti specificatamente culturali e religiosi della nostra esistenza.

In questo modello, una sorta di bussola o mappa concettuale in cui  TUTTI ci possiamo orientare, diventano quindi centrali tre discipline, strettamente interconnesse tra loro:

la Biologia, la Psicologia e la Sociologia.

Ecco perché questo blog esplora la nostra natura in una prospettiva olistica ( dal greco “olos” = tutto): a seconda dei contenuti proposti, gli articoli pubblicati nel blog rientrano infatti nelle categorie “bio”, “psico” e “socio”, nel rispetto del modello BIO-PSICO -SOCIALE da me abbracciato.

COSA HO IMPARATO DAL MIO VIAGGIO A NEW YORK

 

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Lo scorso ottobre 2019 ho avuto l’occasione di trascorrere quattro giorni a NY. In breve quello che ho imparato dalla mia breve esperienza nella Grande Mela:

1- Non è vero che si mangia poi così male in America: New York pullula di ristoranti, caffetterie,  pub, catene ottime per tutte le tasche ma soprattutto per tutti i gusti. Io che mi definisco ittio-vegetariana ( mangio il pesce ma non la carne) sono sempre riuscita a mangiare in modo abbastanza sano ( scrivo “abbastanza” perchè a volte per risparmiare sono dovuta scendere a compromessi con dei panini, che di base non sono mai sanissimi ) anche consumando nelle tipiche catene di ristorazione america. Una delle più diffuse e a buon mercato dove ho mangiato vegetariano è ShakeShake: https://www.shakeshack.com

2- I newyorkesi vanno di fretta è vero ma sono tendenzialmente gentili e cortesi: per quel poco che ho potuto appurare,  il newyorkese è vero che è sempre di corsa ma non scade mai nella maleducazione. Mi è  capitato di fermare due persone per strada nei pressi di Times Square per chiedere loro informazioni su un locale ed entrambe mi hanno risposto educatamente, senza curarsi minimamente del mio inglese non propriamente perfetto o altro. Anzi,  a distanza di mesi mi porto ancora dentro il sorriso di una cameriera iper friendly al Bubba Gump di Times Square : https://www.bubbagump.com/

3- Se ami l’arte non puoi non venire a NY una volta nella vita: com’è noto, è New York a dettare le tendenze in fatto di arte contemporanea, che è ricca di stimoli artistici  in ogni angolo della strada. E non è un modo di dire. I newyorkesi riescono a trasformare anche una semplice aiuola in un artefatto artistico, così come una vecchia linea ferroviaria in disuso come L’High Line: https://www.thehighline.org/ Un museo imperdibile a mio parere è il Whitney Museum situato nel Museum Mile insieme al MET e al Guggenheim. Il Whitney propone opere di arte contemporanea solo di artisti americani, viventi e non . Per noi europei quindi è un museo da non perdere se vogliamo incrementare il nostro background artistico: https://whitney.org/

4- Se ti piace la vita cosmopolita pernotta o fai un salto nel Queens: Io e il mio moroso abbiamo soggiornato a casa di Raul, un ragazzo uruguaiano che ha messo a disposizione la sua casa su AIRBandB. A differenza di Manhattan, il Queens è un quartiere molto più tranquillo dove coesistono diverse etnie e culture nella stessa via. Passeggiando per il Queens puoi trovare quindi una caffetteria italiana con accanto un locale turco dove si può fumare narghilé, o ancora un nigh club gestito da ispanici. Personalmente credo che il Queens, forse più di Manhattan, riesca a fornire una fotografia più nitida e autentica di quello che è il leit motiv di NY: coesistanza e rispetto di culture differenti. (https://www.ny.gov/counties/queens)

5- Devi vedere Times Square sia di giorno che di notte: come dicevo al punto 2, di giorno puoi trovare oltre a tanti turisti, altrettanti newyorkesi che lavorano e che attraversano la strada perennemente affollata ( si chiama Times Square ma di fatto non è una piazza per come la intendiamo noi europei) con in mano il loro beverone, di solito caffè annacquato. Ma di notte Times Square diventa un carnevale:  tanta confusione, facce, voci e lingue diverse che  trasformano le strade in un paese dei balocchi. A  mio parare, a Times Square traspare il lato più pacchiano di NY, ma allo stesso tempo il culto del presentismo e del consumismo edonista, reso esplicito dalle mega insegne dei brand più famosi che hanno sede nella via più trafficata di NY. (https://www.timessquarenyc.org)

6- Vale la pena pagare circa 35 dollari per ammirare lo Skyline di Manhattan: una delle prime attrazioni che ho prenotato da casa, è stato il tour al 70esimo piano dell’osservatorio al Rockfeller Center, con vista panoramica sulla città. Il Top of The Rock, (https://www.topoftherocknyc.com) questo è il nome della terrazza panoramica, permette di godersi uno skyline mozzafiato dove si possono ammirare i più importanti grattacieli della città come il Chrysler Building, il One World Trade Center e l’Empire State Building. Personalmente, uno dei grattacieli che mi ha colpito di più per estetica e altezza è stato il 432 Park Avenue, una sorta di lego gigante ad uso esclusivamente residenziale.

7- E’ importante dedicare almeno 2 ore a Cental Park:  Per girare tutto il parco più famoso di NY occorrerebbero almeno 8 ore, quindi bisogna fare una selezione purtroppo. Vale la pena visitare almeno uno dei tanti laghetti artificiali del parco ( il più grande che è anche quello che ho visitato io, è il è il Jacqueline Kennedy Onassis Reservoir ) e le statue giganti  che si possono ammirare al suo interno, come quella di H. C. Andersen seduto su una panchina che legge una delle sue fiabe, oppure la statua dedicata ad Alice nel Paese delle Meraviglie. Il sito uffciale del parco: https://www.centralparknyc.org/

Queste sono solo alcune delle cose che ho imparato girando per NY. Non è escluso che prossimamente dedichi un altro articolo a questa città pazzesca, che merita veramente di essere vissuta e visitata almeno una volta nella vita.

 

 

 

I MIEI VALORI DEL 2020

 

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Quando comincia un nuovo anno può essere utile prendersi del tempo per capire cosa per noi è veramente importante, in modo da stilare una lista di valori che possano guidare le nostre azioni presenti e future.

Quest’anno ho deciso di ricorrre all’acrostico VITA  per descrivere in modo esaustivo ed efficace i valori in cui mi riconosco.

Ma che cos’è un acrostico?

Un acrostico è una sigla che compone una parola di senso compiuto, in questo caso la vita, dalla cui composizione si possono inferire a loro volta quattro parole, corrispondenti adogni lettera di cui è composta la parola vita.

Ecco quindi i miei valori della vita aggiornati al 2020

V come Volontà

Anche se a volte possiamo incontrare degli ostacoli nella nostra vita, c’è una forza a cui possiamo sempre attingere, che è quella della volontà: volontà di rimetterci in discussione, volontà di aprirci al cambiamento, volontà di pensare pensieri nuovi, volontà di coltivare nuovi abitudini, volontà di agire, volontà di creare… in definitiva, imparare a coltivare quella volontà di imparare e crescere sempre nell’esperienza.

 

I come Immaginazione

L’immaginazione è una funzione del pensiero che possiamo imparare a coltivare quotidianamente in modo da poterla utilizzare non solo per soddisfare bisogni di base, come immaginare di mangiare un panino quando abbiamo molta fame, ma ricorrere ad essa anche per imparare a nutrire bisogni più elevati, come quelli di realizzazione personale, immaginandoci con precisione in ciò che desideriamo realizzare concretamente nella nostra vita.

T come Tolleranza

Viviamo in un mondo dove il rispetto e l’indulgenza nei confronti di noi stessi e degli altri si fa sempre più labile, così esperti nell’arte del giudizio e del biasimo. Predisporsi alla tolleranza significa imparare ad accogliere ed accettare le nostre debolezze e vulnerabilità, con la consapevolezza che quelle che ho io, sono le stesse che ha il mio partner, famigliare, amico o vicino di casa. Tolleranza come rispetto per noi stessi e per gli altri, a prescindere.

A come Azione

Ciò in cui crediamo ha senso e valore solo nella misura in cui viene supportato da azioni intenzionali e finalizzate a creare ciò che intendiamo realizzare davvero nella nostra vita. Non è un caso se nel Coaching si usa ricorrere all’espressione “agiamo per come siamo” e che “siamo per come agiamo”. Possiamo imparare l’arte di agire e di creare ciò che abbiamo immaginato prima nella nostra mente, definendo con accuratezza ciò che vogliamo perseguire, ricorrendo al potere della visualizzazione.

 

Hai mai pensato ai tuoi valori? Che cosa ti orienta nella vita? Se hai voglia, scrivilo qui nei commenti e condividi : )

TRE DOMANDE PER SCOPRIRE IL LAVORO CHE FA PER TE

 

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Nei giorni scorsi ho letto il libro CODICE MONTEMAGNO dell’autore omonimo Marco Montemagno, famoso youtuber ed esperto di marketing e comunicazione.

Tra i tanti consigli che il Monty dispensa nel saggio, mi hanno colpito in particolare tre domande che l’autore riporta nel capitolo COME TROVARE LA TUA STRADA NEL BUSINESS.

Per onestà intelletuale ammetto che queste domande non sono state partorite dalla mente di Montemagno ( lo riporta lui stesso nel libro) ma da Peter Drucker (1909- 2005) , noto studioso di economia aziendale.

Cominciamo dalla prima, la più importante, la “madre” di tutte le domande:

1- QUALI SONO I TUOI PUNTI DI FORZA?

SEI UNA PERSONA MOLTO PRECISA E ACCURATA E TI PIACE LA TECNOLOGIA? POTRESTI AVERE UN FUTURO COME DATA ANALYST, UNA PROFESSIONE SEMPRE PIU’ RICHIESTA NELL’INDUSTRIA 4.0.

TI PIACE LA NATURA E ADORI LA VITA ALL’ARIA APERTA? ALLORA NON TI DEVI FORZARE A FARE UN LAVORO IN CUI TE NE STAI CHIUSO IN FABBRICA O IN UN UFFICIO TUTTO IL GIORNO.

SEI AFFERRATO CON LE LINGUE E AMI VIAGGIARE? POTRESTI PROPORTI COME ANIMATORE TURISTICO O COORDINATORE DI VIAGGI ORGANIZZATI.

Come scrive bene il Monty: “non si costruisce un futuro sui propri punti deboli”.

La parola chiave può essere ricercata nella PREDISPOSIZIONE.

IN QUALI ATTIVITA’ ECCELLI O TI SENTI MAGGIORMENTE PORTATO?

COSA TI APPASSIONA?

PER CHE COSA LAVORERESTI ANCHE GRATIS?

COME TI PIACEVA TRASCORRERE IL TUO TEMPO DA BAMBINO?

ERI PIU’ ATTRATTO DAI LEGO, DALLE TABELLINE O DALLO SCRIVERE BREVI RACCONTI?

CERCA DI VISUALIZZARE COSA FACEVI PIU’ FREQUENTEMENTE DOPO LA SCUOLA  E NEL TEMPO LIBERO… E’ POSSIBILE CHE CON IL PASSARE DEGLI ANNI ALCUNI TUOI HOBBY SIANO CAMBIATI, MA PUOI SEMPRE RICORRERE ALLA “TECNICA DEL FILO  ROSSO” PER LEGARE ASSIEME LE ATTIVITA’ IN CUI TI SEI DIVERTITO ED ENTUSIASMATO DI PIU’ NEL CORSO DEGLI ANNI.

2- IN CHE MODO RENDI AL MASSIMO?

RENDI MEGLIO DA SOLO O IN GRUPPO?

SEI PIU’ PRODUTTIVO SE TI DEDICHI AL TUO LAVORO PER 5/6 ORE DI FILA O SE TI RITAGLI UN PAIO DI PAUSE IN MEZZO?

PERFORMI MEGLIO  NEL SILENZIO O QUANDO RICEVI PIU’ STIMOLI CONTEMPORANEAMENTE?

OGNUNO DI NOI  RENDE IN MODO DIVERSO SE COLLOCATO IN DETERMINATE CIRCOSTANZE…  SE ODI LE RIUNIONI FORSE IL CLASSICO LAVORO DI UFFICIO NON FA PER TE : )

3- QUALI SONO I TUOI VALORI?

CHE COSA è PIU’ IMPORTANTE PER TE NELLA VITA?

PER CHE COSA CI METTI LA FACCIA E LOTTI OGNI GIORNO?

AUTOREALIZZAZIONE, PASSIONE, GIUSTIZIA, DETERMINAZIONE, CORAGGIO, RESILIENZA, BELLEZZA, SICUREZZA, INDIPENDENZAM, AMORE ETC…

QUESTI SONO SOLO ALCUNI VALORI FINE A CUI POSSIAMO ASPIRARE…

DI SOLITO LI CELEBRIAMO ATTRAVERSO ALTRI VALORI, DETTI VALORI MEZZO, QUEI VALORI CIOè CHE CI PERMETTONO DI SPERIMENTARE LO STATO EMOZIONALE GARANTITO DAI VALORI FINE.

SE UNO DEI TUOI VALORI FONDANTI NELLA VITA è L’AMORE E LA A SICUREZZA , AD ESEMPIO, POTRESTI SENTIRE CRESCERE IL BISOGNO DI METTERE SU FAMIGLIA PER POTER ACCEDERE E A QUEL SENSO DI PIENEZZA E SICUREZZA  A CUI ASPIRI E CHE TROVA CORONAMENTO NELL’UNIONE TRA TE E IL TUO PARTNER.

DIVERSAMENTE SE PER TE L’INDIPENDENZA RIENTRA AL PRIMO POSTO, FORSE SARAI PIU’ ATTRATTO NELLO SVOLGERE O RICERCARE UN LAVORO CHE TI POSSA GARANTIRE MASSIMA FLESSIBILITA’ E OPPORTUNITA’ DI APPRENDIMENTO.

Montemagno ci ricorda anche che:

NOI NON SIAMO DOVE  SIAMO.

NON SIAMO IL CONTESTO IN CUI SIAMO.

MAGARI AL MOMENTO SIAMO IMPEGNATI A SVOLGERE UN LAVORO CHE NON CI PIACE, NON CI SODDISFA, O PER CUI NON CI SENTIAMO PORTATI, SEMPRE PER IL SOLITO MOTIVO CHE IN QUALCHE MODO : “SI DEVE PORTARE A CASA LA PAGNOTTA”.

ANCHE SE A VOLTE TE LO DIMENTICHI, NON SEI LA DIVISA CHE INDOSSI O LA MANSIONE RIPETITIVA CHE COMPI OGNI GIORNO A LAVORARE.  E’ UN GRANDE SFORZO MA NON DEVI “FARTI CONVINCERE (DI CHI SEI) DALL’AMBIENTE IN CUI TI TROVI”.

MAGARI OGGI LAVORI AL MC DONALD, MA NON è DETTO CHE UN DOMANI TU POSSA FARE LO PSICOLOGO: PASSIONE, STUDIO, DEDIZIONE , ( E A VOLTE ANCHE UNA BELLA DOSE DI FORTUNA, TIPO CAPITARE AL MOMENTO GIUSTO NEL POSTO GIUSTO) TI INVITANO A RICORDARTI CHE PUOI SEMPRE SVILUPPARE UNA “MENTALITà GRANDE”.

DIPENDE SOLO DA TE. DA QUELLO CHE VUOI. DA QUELLO CHE TI RENDE VERAMENTE FELICE E SODDISFATTO. IN DEFINITIVA, DAI TUOI VALORI DI RIFERIMENTO.

COME MI HA INSEGNATO UN MIO AMICO:

NON SEI CIO’ CHE FAI, MA FAI CIO’ CHE SEI.

Se ti è piaciuto l’articolo, ti invito a condividere LE 3 DOMANDE PER SCOPRIRE IL LAVORO CHE FA PER TE : )

 

 

PERCHE’ ALLE DONNE PIACE L’UOMO STRONZO

Ovviamente esistono le eccezioni, ma di base alla donna piace l’uomo stronzo.

Perché?

Perché l’uomo stronzo le somministra tensioni emotive, in bene e in male, cosa che un bravo ragazzo non sa fare, o comunque non gli riesce bene quanto un uomo stronzo.

Noi donne siamo cresciute con i classici riferimenti da uomo macho, almeno le donne della mia generazione, quelle nate a metà degli anni ottanta, e anche prima.

Siamo cresciute prima con i riferimenti maschili dei cartoni animati giapponesi, con Giorgie, Candy Candy, Kiss Me Licia e i rispettivi partner Alpha: il fratello Abel  per Georgie; Terence per Candy e Mirko per la bella Licia.

Tutti personaggi forti, determinati e ribelli.

Poi una volta adolescenti ci siamo innamorate del compianto Luke Perry, al secolo Dylan Mckay di Beverly Hills 90210. Ancora una volta, il personaggio più ribelle e anticonformista della serie televisiva.

Più di recente è stata la saga di Twilight a riproporre l’uomo Alpha attraverso il personaggio di Edward, vampiro sagace e trasgressivo, che con la sua ambiguità è riuscito a far innamorare Bella.

Gli anni passano ma non i nostri riferimenti, che viziati da condizionamenti familiari ( che tipo di papà avevi da piccola? Affettuoso e paterno, o al contrario freddo, distaccato, incurante?), e culturali ( come quelli mass- mediatici che abbiamo appena letto), continuano ad imporsi nella scelta, più o meno razionale, del nostro partner di turno.

L’unico modo per mettere fine a questo copione è cominciare a vedere la realtà dei fatti.

Se hai collezionato due, tre, quattro, cinque storie, identiche, con le stesse dinamiche e lo stesso epilogo è probabile, anzi, ne sono convita, che non sia un caso.

Hai semplicemente ricercato e riprodotto (inconsciamente) ciò che più ti era familiare.

Quindi puoi cominciare a chiederti cosa ti attira di questi uomini, considerando che poi, una volta conosciuti, si rivelano tutti uguali, o con le medesime caratteristiche.

Scrivi tutto ciò che li accomuna, ma senza giudicarli.

Se sono entrati nella tua vita è per un motivo. E sarà la vita stessa a spiegartelo prima o poi.

Fai un inventario delle loro caratteristiche ricorrenti e cerca di trovare delle corrispondenze tra gli adulti significativi che hai conosciuto nella tua infanzia, adolescenza e prima età adulta.

Probabilmente ti sorprenderai nel trovare delle corrispondenze importanti, o al contrario, nel scoprire che ti sei circondata di persone completamente diverse. Cioè profondamente diverse dal modello genitoriale che hai assimilato in casa. Questo perché da adulti o tendiamo a riprodurre ciò che abbiamo vissuto nell’infanzia oppure a sfuggire certe dinamiche, cercando altri modelli di relazione.

Scrivere e leggere le caratteristiche dei partner con cui entri ciclicamente in contatto ti aiuterà anche a familiarizzare con aspetti in ombra di te stessa che forse non avevi ancora preso in considerazione. Ombra che queste persone ti stanno aiutando ad illuminare e  a mettere in luce. Quindi, anche se adesso può essere molto difficile farlo, ringraziale perché a loro insaputa ti stanno invitando a lavorare su te stessa.

E’ un percorso faticoso ma nel lungo periodo ti farà sentire più centrata e padrona di te stessa e del tipo di partner che desideri veramente avere accanto nella tua vita, finalmente libera dai condizionamenti che hai appreso nella tua infanzia e senza il rischio di riprodurre antichi copioni.

Se hai trovato questo articolo interessante non dimenticare di mettere un mi piace e condividerlo a tua volta : )

Grazie!

Laura

TRE STRATEGIE PER ESSERE PERCEPITO PIU’ ATTRAENTE

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Com’è noto viviamo in quella che lo scrittore Guy Debord già negli anni sessanta definì “società dello spettacolo”, una società dove la nostra esposizione quotidiana sui social network è diventata la normalità, e dove più o meno tutti ricorriamo a filtri o ritocchi per apparire più belli agli occhi degli altri.

In questo articolo vorrei proporti tre strategie per essere percepito/a naturalmente attraente agli occhi degli altri e senza dover ricorrere ai filtri dei social, poiché verrai percepito naturalmente piacente nella comunicazione faccia a faccia:

1- Ascolta il tuo interlocutore: sembra banale, ma la maggior parte di noi non sa ascoltare veramente. E l’ascolto è la prima regola di una buona comunicazione. Quando ascolti attivamente una persona non hai la necessità di doverla sempre interrompere per poter argomentare a tua volta sull’oggetto della conversazione. Semplicemente ascolti e prendi atto di quello che ti sta dicendo l’altra persona. La tua disposizione accogliente e non giudicante sarà percepita positivamente dal tuo interlocutore che per via di questa tua qualità, sarà naturalmente portato a confidarsi con te e a ritenerti una bella persona, dentro e fuori : )

2- Sorridi: Una delle prime cose che ho imparato sul lavoro, sono state le tre tre “S” del contatto: Sguardo, Sorriso, Saluto. Il sorriso in particolare è fondamentale se vuoi abbassare le difese della persona con cui ti stai relazionando. Poi non è così diffuso (purtroppo) vedere in giro persone sorridenti, gioiose e appagate senza un motivo conclamato. Perciò nel dubbio sorridi e regala la tua energia positiva a chi ti sta accanto. Ti percepirà naturalmente più attraente.

3- Ricorri al Modeling: Se vuoi essere percepito positivamente dalla persona con cui ti stai relazionando, ricalcala nei suoi movimenti (Modeling). Non devi replicare per filo e per segno ogni sua azione, anche perché questo minerebbe l’autenticità del vostro rapporto, ma sicuramente prestare attenzione alla sua fisiologia, al suo linguaggio non verbale, alla sua postura. Puoi osservare come tiene le mani o le gambe e riproporre a tua volta la sua fisiologia: in questo modo entrerai naturalmente in “rapport” e questo rispecchiamento ti potrà aiutare ad entrare in maggiore empatia con il tuo interlocutore, che sarà portato a vederti anche naturalmente più attraente.

Se hai altre strategie di auto miglioramento da proporre, condividile nei commenti : )

Grazie!

TRE COSE CHE PUOI FARE GRATIS SE SEI DISOCCUPATO

 

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Photo by Il punto quotidiano

Se in questo momento stai cercando lavoro, sei a casa in cerca di un’occupazione o ti stai dedicando semplicemente un periodo sabbatico, puoi fare tre cose per migliorarti, incrementare la tua autostima e aggiornare le tue competenze:

1- Investi sulla tua crescita personale: non mi stancherò mai di ripeterlo, ma il miglior investimento che possiamo fare nella nostra vita è sempre e solo su noi stessi. Se sei disoccupato puoi approfittare del tempo che hai a tua disposizione per fare il cosiddetto “punto zero”, capire dove sei arrivato e cosa hai imparato dalla tua esperienza.

Se i lavori che hai svolto precedentemente non ti hanno mai appassionato veramente, chiediti cosa ti anima per davvero. Qual è la tua passione più grande? E’ fattibile convertire questa tua passione in una lavoro? Sii creativo, prendi carta e penna e scrivi tutto quello che potresti fare in questo periodo di “disoccupazione creativa”.

Crea una lista di attività poi numerale in ordine di importanza. La prima attività diventerà la tua priorità ( e scusa il giro di parole!) a cui dedicare ogni giorno almeno un’ ora del tuo tempo. Qualche esempio di attività? Guardare video tutorial per imparare come registrare e montare un video da caricare su Youtube; scaricare un libro gratuito in versione pdf per apprendere le migliori tecniche di vendita da applicare nel tuo settore; prendere appunti dai guru del tuo settore per diventare sempre più esperto nella tua attività etc…

2Impara una lingua straniera: viviamo in una società globalizzata, dove l’abilità di padroneggiare una lingua diversa da quella madre è diventata una skill fondamentale anche ai fini di un’eventuale assunzione. Mi potresti obiettare che i corsi di lingua costano e non hai abbastanza soldi per investire sull’apprendimento di una lingua straniera. Fortunatamente ancora una volta il web può venirci in aiuto e sempre in modo completamente gratuito.

La prima cosa che puoi fare è cercare un sito dedicato alla grammatica della lingua che vuoi imparare oppure scaricare un’app gratuita dal tuo telefonino. La grammatica è la base, grazie ad essa puoi cominciare a comporre semplici frasi che potrai arricchire con nuovi vocaboli, e rendendole così più complesse ( se vuoi partire dall’inglese ti consiglio www.englishgratis.com ).

Poi devi cominciare a “farti l’orecchio”, prendere confidenza con la nuova lingua, lo spelling, le inflessioni e gli accenti. Per questo puoi ascoltare video youtube nella lingua che vuoi studiare (sempre per l’inglese ti consiglio il canale “MMMenglish” o “DeepEnglish” ) e ovviamente ricorrere alle sempreverdi fiction, serie televisive e film in lingua originale. Io personalmente cerco di sfruttare i momenti morti per incentivare l’apprendimento, tipo quando cammino sul tappeto in palestra o lavo i piatti.

Terzo consiglio: comincia ad esercitarti parlando nella lingua che stai studiando, esercitandoti in piccole frasi e/o esempi di conversazioni. Se riesci iscriviti ad un gruppo fb o a forum in cui tu possa conversare concretamente con qualcuno, magari tramite Skype.

3- Fai volontariato: Avendo del tempo a tua disposizione, potresti investirlo per dedicarti a qualche attività di volontariato nell’ambito in cui ti senti più affine. Potrebbe essere collaborare con le associazioni del tuo territorio che si impegnano per la tutela e il rispetto delle aree verdi, oppure quelle umanitarie per l’aiuto e il sostentamento delle popolazioni più povere nel mondo. In questo caso ti consiglio di collegarti al sito web del tuo Comune e cercare la pagina dedicata alle “attività di volontariato e/o del tempo libero”. Lì troverai una lista aggiornata delle associazioni operanti nel tuo Comune e potrai cominciare a prendere contatti con i referenti.

Se hai tra i 18 e i 30 anni potresti optare anche per un’esperienza di volontariato all’estero, inviando la tua candidatura per il Servizio Volontario Europeo (SVE: https://serviziovolontarioeuropeo.it o per il Servizio Civile, in Italia o all’estero. (sito: https://www.serviziocivile.gov.it ) .

Se hai altre proposte gratuite su come poter investire al meglio il tuo tempo da disoccupato, scrivimele nei commenti e condividi l’articolo se ritieni che possa essere utile anche ad altre persone : )

Buona Vita,

Laura