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70 PAROLE CHE FANNO BENE AL CUORE

Come proteggere il cuore - Non sprecare

Un modo per prenderci cura di noi stessi in questo momento così delicato, può essere quello di prendere consapevolezza del nostro lessico, prestando attenzione alle parole che ogni giorno tendiamo ad utilizzare con più frequenza, e che in bene o in male, contribuiscono ad impattare la nostra emotività.

Mi sono divertita a comporre una lista di vocaboli che  ci possono aiutare ad illuminare questi giorni di quarantena, ricordandoci che abbiamo sempre il potere  di SCEGLIERE quali parore generare con il pensiero e poi con il linguaggio:

Ecco quindi una lista di 70 parole che fanno bene al cuore:

GIOIA, AMORE, LUCE, ENTUSIASMO, PASSIONE, LUNGIMIRANZA, ASCOLTO, SPERANZA, OTTIMISMO, SENSIBILITA’, PERDONO, TENACIA, PERSEVERANZA, LEGGIADRIA, OPPORTUNITA’, FELICITA’, MERAVIGLIA, PACE, LEGGEREZZA, SPENSIERATEZZA, SERENITA’, SORRISO, ARMONIA, BELLEZZA, VERITA’, LUCENTEZZA, AZZURRO, POSITIVITA’, CANGIANTE, PUREZZA, SIGNIFICATO (RICERCA DI…), SINERGIA, CONTATTO, ARCOBALENO, VICINANZA, SIMPATIA, EMPATIA, SINCERITA’, ALLEANZA, AFFINITA’, BENEVOLENZA, BONTA’, BENESSERE, CREATIVITA’, RISTORO, MAGIA, FESTA, GENTILEZZA, GAUDIO, UMORISMO, TOLLERANZA, INTERAZIONE, INTENZIONE, LEALTA’,META, MISSIONE, MISTERO, NOITA’, OSARE, PRESENZA, PROATTIVITA’, RISPETTO,RELAX, RESPIRO,SOLARITA’, ENERGIA, CARISMA, VALORE, GENEROSITA’, EMOZIONE.

Queste erano solo 70 parole che fanno bene al cuore . Se ne vuoi aggiungere ancora, commenta qui sotto e condividi con chi pensi abbia bisogno di ricevere un pò di “ristoro lessicale” : )

A presto,

Laura

 

 

 

 

 

CHI E’ L’UOMO ALFA?

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Dean Stetz, Modello

Facendo due conti, nella mia giovinezza/ prima età adulta, mi sono sempre innamorata di uomini “alfa”.

Temerari e sicuri di sè.

Ma come si riconosce un uomo alfa???

Ecco una lista di caratteristiche utii per scoprire se avete a che fare con un uomo alfa:

E’ estroverso; ha molte ambizioni; sbaglia ma impara dai suoi errori, è confident con il suo aspetto fisico; ama le sfide, è uno stacanovista nel lavoro, è composto e rilassato quando parla con gli altri; non ha paura di farsi coinvolgere dalle emozioni; cura il suo aspetto; rispetta molto le donne; sa farsi scegliere dalle donne; non sono per forza belli ma hanno carisma e fascino; è  dominante ma non aggressivo; ha una grande autostima; cammina in modo lento; ha il senso dell’umorismo; è virile negli atteggiamenti e nell’aspetto fisico; sa infondere senso di sicurezza; guarda dritto negli occhi il suo interlocutore; è un maestro di tecniche di seduzione.

Sembra che oggi però vada di moda l’uomo Beta : galante, romantico e affettuoso.

Qual è il tuo uomo ideale? scrivilo nei commenti e non dimenticare di condividere : )

 

 

 

20 COSE BELLE CHE PUOI FARE IN CASA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

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Dal 10 marzo, cioè dopo l’emanazione del decreto legge n. 62 del 9 marzo 2020 , siamo ufficialmente in quarantena con lo scopo di contenere il contagio da coronavirus.

Per tanti essere confinati forzatamente tra le quattro mura domestiche è un incubo ad occhi aperti, per altri un modo per riprendersi quel tempo per sè stessi che in condizioni “normali” non sembra bastare mai.

Ecco allora un articolo per vivere al meglio il nostro isolamento in casa,  20 cose belle che puoi fare  ai tempi del coronavirus:

1- Medita: la meditazione è una pratica molto utile per ridurre ansia e stress . Puoi cominciare facendo 5 respiri profondi riempiendo la pancia di aria come se fosse un palloncino, rilasciandola progressivamente, sgonfiando la pancia. Meditare 10/15 minuti al giorno favorendo la respirazione diaframmatica ( “di pancia”) contribuisce a rafforzare il nostro sistema immunitario, abbassando il cortisolo, l’ormone dello stress;

2- Allenati: un buon modo per trascorrere al meglio il nostro tempo a casa può essere quello di allenarsi regolarmente per 30 minuti/1 ora al giorno, in modo  da ossigenare i nostri tessuti e scaricare la tensione. Su youtube è pieno di canali dedicati al workout in casa, uno dei miei preferiti è Lumowell e FitFix- Fitness Lifestyle (poi ricordati di arieggiare!);

3- Leggi: in questi giorni puoi nutrire la tua mente con la lettura, magari recuperando il libro che hai appoggiato sul comodino  da una vita e che da mesi ti riprometti di finire. Se non l’hai mai letto, ti consiglio un libro un pò datato ma brutalmente attuale: “Le ultime lettere a Lucilio” di Seneca, il padre dello stoicismo latino.

4-Fai un puzzle: se già ti piace farli ok, ma se ( come nel mio caso)  fare i puzzles ti  annoia a morte, ti invito a riconsiderare questo gioco da tavolo: fare puzzles attiva infatti la concentrazione e mette alla prova la tua pazienza,  permettendoti di vivere il famoso “qui ed ora”, così tanto difficile da mettere in pratica nella vita di tutti i giorni;

5- Impara una lingua straniera: il tempo investito nell’apprendere una lingua straniera è sicuramente quello che in futuro ti può ripagare  anche in termini di skills da aggiungere al tuo CV. Quindi puoi utilizzare questo tempo a casa per scaricarti qualche app sul telefono o iscriverti ad un canale youtube dedicato e organizzare le tue sessioni di apprendimento;

6-  Scarica un corso di formazione: sono tanti i portali on line che permettono di scaricare corsi, gratuiti e a pagamento, per incrementare il tuo know how in una materia specifica o colmare una lacuna. In proposito ti consiglio i corsi offerti da coursera, udemy e lifelearning;

7- Visita da casa i più bei musei d’Italia: grazie ai tour virtuali offerti da questi musei, potrai ammirare le bellezze conservate al loro interno:

Pinacoteca di Brera: https://pinacotecabrera.org

Galleria degli Uffizi: http://www.uffizi.it/mostre-virtuali

Musei Vaticani: http://www.museivaticani.va/content/museivaticani/it/collezioni/catalogo-online.html

8- Chiama una persona che non senti da tempo: lo sappiamo, il tempo è tiranno e  tante volte ci sfugge di mano. L’ “occasione” di un isolamento forzato può essere quella di chiamare una persona che non senti da tempo e che in preda alla vita frenetica, hai un pò trascurato;

9- Nutrire le relazioni con i nostri familiari: in una situazione di vita ordinaria, in genere ci si ritrova tutti assieme solo per consumare la cena, e questo quando va bene. Con le scuole chiuse e la possibiiltà per tante persone di lavorare da casa, questi giorni possono rivelarsi una benedizione per nutrire le nostre relazioni familiari, passare più tempo con il nostro partner e giocare più a lungo con i nostri figli, valorizzando i nostri legami;

10- Fai le pulizie di primavera: lavare le finestre, pulire le tapparelle o le veneziane, sono tutti lavori odiosi che però ci tocca fare. Magari in questi giorni possiamo approfittarne per pulire a fondo casa e perchè no, fare anche un pò di decluttering, liberandoci di cose inutili che abbiamo accumulato dentro gli armadi;

11- Ozia: Ci sono persone, tipo me, che si sentono in colpa ad oziare, a stare senza far niente solo per il gusto di non fare nulla. La verità è che ogni tanto occorre fare il “punto zero” per riprendere in mano la propria vita e concedersi il tempo per riposarsi senza pensare o pianificare nulla. La quarantena forzata ci offre questa possibilità: non sprechiamola!

12- Scrivi una lettera d’amore: scrivere fa bene al cuore. Scrivi una lettera a chi ami, al tuo partner, a tuo figlio, a i tuoi genitori, a un tuo amico. Scrivere è raccontarsi, è fare un’indagine retrospettiva del proprio vissuto, è mettere nero su bianco non solo i nostri pensieri ma anche e soprattutto i nostri sentimenti. E’ un ricollegarsi con il nostro cuore per arrivare a quello dei  nostri destinatari… ;

13- Guarda un film che ti dia gioia: mai sottovalutare il potere di un buon film, magari prima di andare a letto per conciliare il sonno e predisporre il tuo inconscio a recepire messaggi positivi. Rispolvera un sempreverde Forrest Gump o una pellicola che ti fa rivivere  bei momenti del tuo passato, come quelli della tua infanzia ad esempio. Io personalmente mi rallegro con i film spaghetti western anni ’70 interpretati da Bud Spencer e Terence Hill. Il must per me rimane sempre  “Lo chiamavano Trinità”;

14- Balla: se vuoi divertirti, sciogliere le tensioni e fare anche attività fisica, indossa un paio di scarpe comode e balla. In cucina, in sala, in camera da letto davanti allo specchio, ballare ci ricorda che non siamo poi così diversi dai nostri antenati… loro lo facevano già intorno al fuoco per conquistarsi la benevolenza degli dei… ballare ci ricorda che apparteniamo a una catena generazionale e che non siamo mai separati gli uni dagli altri ( distanziamento sociale coercitivo a parte);

15- Digiuna dai social e dalle notizie: rimanere informati sull’andamento della pandemia in atto è giusto e responsabile, ma veicolare tutta la nostra attenzione sul fenomeno coronavirus può essere controproducente in quanto prosciuga le nostre energie, rendendoci tristi, inquieti e nervosi. Quindi se riesci, ogni tanto spegni il cellulare e…

16- Ascolta musica classica: Mozart, Beethoven, Bach, sono solo alcuni dei grandi compositori che puoi ascoltare gratuitamente su internet , ad occhi chiusi, respirando profondamente e contribuendo a farti rilassare;

17- Mangia sano: anche se a casa, specialmente quando ci si annoia, la tendenza è quella di svaligiare frigo e dispensa, pensa sempre che se ti alimenti bene farai un favore anche alla tua salute rafforzando il tuo sistema immunitario;

18- Guardati allo specchio e accetta il tuo corpo: in un’epoca di sovraesposizione mediatica, guardarsi allo specchio senza giudicarsi è una cosa molto rara. Quindi anche se ti può sembrare strano, guardati allo specchio e impara a volerti bene. Voler bene al proprio “involucro” è anche un primo passo per  cominciare a volere bene anche a quello che c’è dentro… ;

19- Accetta le cose che non puoi cambiare: Giovedì 12 dovevo andare a Roma per un progetto che coltivavo da mesi. Poi mi è subentrata l’influenza e il 9 marzo il governo ha annunciato che tutta l’Italia sarebbe diventata zona rossa e che dal giorno seguente ci sarebbero state limitazioni alla circolazione. Il mio progetto è andato in fumo. Sul momento mi sono arrabbiata molto perchè ci avevo investito anche dei soldi ma poi mi sono ricordata di questo detto ( credo appartenga ad un antico samurai, ma non ne sono sicura) e cioè: abbi la pazienza di accettare ciò che non puoi cambiare, specialmente se non è dipeso da te ma da circostanze esterne che non puoi controllare;

20- Sii grato. Nelson Mandela ha detto che “L’educazione è l’arma più potente che si possa usare per cambiare il mondo”. Oggi prendo in prestito le sue parole, chiosandole, e mi permetto di scrivere che  anche “La gratitudine è l’arma più potente che si possa usare per cambiare il mondo”. Comincia ad essere grato di tutto ciò che hai, anche cose che ti sembrano ovvie, come il letto in cui dormi o l’acqua calda che ti avvolge quando fai la doccia… se ti può essere utile tieni un diario e annota tutto ciò che di cui sei grato ogni giorno : )

Queste erano solo venti cose belle che puoi fare stando a casa in quarantena. Se te ne vengono in mente altre, scrivile nei commenti e condividi : )

 

COSA CI INSEGNA IL CORONAVIRUS?

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Com’è noto, da quando in Italia si sono rilevati i primi contagi e decessi a causa del coronavirus,  tutta la nostra attenzione gira attorno al rischio di una possibile pandemia e probabile recessione globale.

Dato che questo blog vuole essere una finestra aperta sul mondo dell’educazione permanente,  a prescindere dal momento delicato che stiamo vivendo, mi sono chiesta cosa ci può insegnare il fenomeno coronavirus.

Una domanda chiave dell’educazione permanente è infatti:

COSA MI PUO’ INSEGNARE QUESTA SITUAZIONE?

In questo articolo ho cercato quindi di proporre alcune prospettive di lettura alternative alla portata del virus in sè,  focalizzando l’attenzione su ciò che  possiamo imparare da questo fenomento, seppur drammatico:

1- IN CINA ESISTE UNA CITTA’ CHIAMATA WUHAN

Onestamente non conoscevo l’esistenza di questa città fino a quando i media non hanno divulgato la notizia del contagio da coronavirus, che si  sarebbe manifestato al mercato alimentare di Wuhan.  Così ho fatto un pò di ricerche sul web e attingendo alla sapienza collettiva di Wikipedia,  ho scoperto che  Wuhan (武漢T, 武汉S, WǔhànP) è una città sub-provinciale della Cina, capoluogo e città più popolosa della provincia di Hubei. Tra i monumenti e i luoghi di interesse, Wikipedia cita:

  • Changjiang Daqiao: primo ponte sul Changjiang, è stato costruito nel 1957. Unisce Wuchang e Hanyang. Lungo circa 1670 m, è strutturato su due piani: quello superiore è stradale, mentre quello inferiore è ferroviario.
  • Pagoda della Gru Gialla: domina il quartiere di Wuchang dalla cima della Collina del Serpente (She Shan). Si tratta della ricostruzione di un monumento di 1700 anni fa, innalzato per ricordare un immortale che fece una visita lampo al monte in groppa ad una gru gialla. Nei secoli successivi la torre fu distrutta e ricostruita più volte; quella odierna risale al 1985.
2- OSSERVARE I DATI E CONSTATARE CHE UNA NORMALE INFLUENZA STAGIONALE IN ITALIA AD OGGI CAUSA PIù DECESSI RISPETTO AL CORONAVIRUS

Secondo i dati dell’Istituto Superiore di sanità (ISS),  è possibile affermare che ogni anno le sindromi simil-influenzali coinvolgono circa il 9 per cento dell’intera popolazione italiana. Ma quante sono le morti in Italia causate dall’influenza stagionale? I virus influenzali causano direttamente all’incirca 300-400 morti ogni anno, con circa 200 morti per polmonite virale primaria. A seconda delle stime dei diversi studi, vanno poi aggiunte tra le 4 mila e le 10 mila morti “indirette”, dovute a complicanze polmonari o cardiovascolari, legate all’influenza. Per visionare la fonte completa: https://www.agi.it/fact-checking/news/2020-02-20/coronavirus-influenza-stagionale-7136419

Oltre ai  decessi per  influenza, sarebbe bene considerare anche la morte di tutte quelle persone che ogni giorno perdono la vita a causa di incidenti stradali: dal 1° gennaio al 30 giugno 2019 in Italia si sono verificati 82.048 incidenti stradali (in media, 453 al giorno: 19 ogni ora), che hanno causato 1.505 morti (8 al giorno: 1 ogni 3 ore) e 113.765 feriti (628 al giorno: 26 ogni ora).  Fonte: https://www.lautomobile.aci.it/articoli/2019/12/16/incidenti-stradali-2019-vittime-in-crescita.html

   3- VENERDI’ 18 OTTOBRE 2019 PRESSO IL THE PIERRE HOTEL DI NEW YORK SI E’ TENUTO UN ESERCIZIO DI SIMULAZIONE DI UNA PANDEMIA: L’EVENT 101 – A GLOBAL PANDEMIC EXERCISE

Casualità delle casualità, due mesi prima del primo contagio avvenuto in Cina, che si sarebbe registrato ai primi di dicembre, a NY si svolgeva una simulazione che aveva l’obiettivo di far incontrare le menti migliori nel campo della medicina e della sanità, per fronteggiare al meglio il rischio di un’eventuale pandemia globale da coronavirus.

Come riportato sul sito dell’evento ( http://www.centerforhealthsecurity.org/event201/about) :

Il Johns Hopkins Center for Health Security in collaborazione con il World Economic Forum e la Bill and Melinda Gates Foundation hanno ospitato l'Evento 201, un esercizio di pandemia di alto livello il 18 ottobre 2019 a New York, NY. L'esercizio ha illustrato le aree in cui saranno necessari partenariati pubblico / privato durante la risposta a una grave pandemia al fine di ridurre le conseguenze economiche e sociali su larga scala.
L'evento 201 è stato un esercizio da tavolo di pandemia di 3,5 ore che ha simulato una serie di drammatiche discussioni basate su scenari, affrontando difficili dilemmi reali associati alla risposta a un'ipotetica, ma scientificamente plausibile, pandemia. 15 leader mondiali nel mondo degli affari, del governo e della sanità pubblica sono stati protagonisti nell'esercizio di simulazione che ha messo in luce politiche irrisolte del mondo reale e questioni economiche che potrebbero essere risolte con sufficiente volontà politica, investimenti finanziari e attenzione ora e in futuro.
L'esercizio consisteva in trasmissioni di notizie preregistrate, briefing in diretta sul personale e discussioni moderate su argomenti specifici. Questi temi sono stati attentamente progettati in una narrazione avvincente che ha educato i partecipanti e il pubblico.
Gli esperti concordano sul fatto che è solo questione di tempo prima che una di queste epidemie diventi globale, una pandemia con conseguenze potenzialmente catastrofiche. Una grave pandemia, che diventa "Event 201", richiederebbe una cooperazione affidabile tra diversi settori, governi nazionali e istituzioni internazionali chiave.

E’ possibile visionare gli interventi degli esperti invitati all’evento sul canale youtbube: centerforhealthsecurity

4- L’INDUSTRIA DELL’INTRATTENIMENTO HA PROPOSTO SCENARI CATASTROFICI LEGATI AD UNA POSSIBILE PANDEMIA GLOBALE, CHE RIVELANO MOLTI PUNTI IN COMUNE CON L’ATTUALE CONTAGIO DA CORONAVIRUS

Nel maggio del 1981, negli Stati Uniti viene pubblicato il libro “The eyes of darkness”, ( Gli occhi dell’oscurità), scritto da Dean Koonzt. Scrive l’autore:

“Nel 2020 si diffonderà in tutto il mondo Wuhan-400, una grave polmonite” .

Sembra che nella versione originale del 1981 il nome del microrganismo fosse Gorki-400. Solo più tardi nel 1989 il nome fu cambiato in Wuhan-400 Come riportato dal South China Morning Post nel 1989.

“Uno scienziato cinese di nome Li Chen fuggì negli Stati Uniti, portando una copia su dischetto dell’arma biologica cinese più importante e pericolosa del decennio. La chiamano ‘Wuhan-400’ perché è stata sviluppata nei loro laboratori di RDNA vicino alla città di Wuhan ed era il quattrocentesimo ceppo vitale di microorganismi creato presso quel centro di ricerca”. C’è forse qualche assonanza con il presunto laboratorio batteriologico di Wuhan?

Un altro prodotto generato dall’industria dell’intrattenimento made in USA, è il film Contagion del 2011 diretto da Steven Soderbergh, con protagonisti Marion Cotillard, Matt Damon, Laurence Fishburne, Jude Law, Gwyneth Paltrow, Kate Winslet e Bryan Cranston.

Riporto parte della trama, come si può leggere sulla pagina di wikipedia:

“Dopo essere stata ad Hong Kong in viaggio d’affari, Beth Emhoff crolla a terra apparentemente per una banale influenza. Portata velocemente in ospedale, muore poco dopo il suo ricovero a causa di una malattia sconosciuta. La donna viene quindi indicata come la prima persona conosciuta ad aver contratto questa malattia, che viene indicata successivamente con la sigla di virus MEV-1.

Nella ricerca di una possibile cura, il dottor Ellis Cheever, capo del CDC, incarica la dottoressa Ally Hextall di indagare sui primi casi di morti. Contemporaneamente la dottoressa Leonora Orantes viene inviata in un villaggio cinese alla ricerca del paziente zero. Viene scoperto che il ceppo iniziale si è diffuso per un incrocio di virus tra pipistrello e maiale e che il virus originario colpisce polmoni e sistema nervoso”

Non ci sono un pò troppe assonanze con l’attuale contagio dal coronavirus?

Nel 2015 esce un altro film che ha per oggetto un epidemia dilagante, ed è Contagious, diretto da Henry Hobson, con protagonisti Arnold Schwarzenegger e Abigail BreslinAnche in questo film, un virus ( noto come Necroambulist)  contagia gli esseri umani  e li trasforma lentamente  in creature simili a zombie, propagandosi per tutto il globo. In questo scenario distopico e post-apocalittico, la società continua lo stesso a sopravvivere e a funzionare ma a caro prezzo: gli agricoltori bruciano i loro campi e le colture per prevenire ulteriori contaminazioni, mentre le metropoli ancora abitate seguono rigide leggi marziali per garantire l’integrità di coloro che non sono infetti e quindi la salvezza della razza umana.

Potremmo rischiare di trovarci in uno scenario simile, qualora il virus prendesse sopravvento in tutto il globo? La legge marziale (letteralmente “legge del dio Marte”) è un sistema di governo in cui le leggi ordinariamente in vigore in uno Stato vengono temporaneamente sospese e i tribunali militari prendono il controllo della normale amministrazione della giustizia.

5- “NON TI ACCORGI CHE è SOLO LA PAURA CHE UCCIDE E INQUINA I SENTIMENTI?” NON E’ SOLO UN VERSO DE LA COLLINA DEI CILIEGI DI BATTISTI

Nell’attuale clima di ansia e panico generato dal coronavirus, l’emozione prevalente tende ad essere quella della paura. Ma come canta bene il caro Battisti, è proprio questa emozione ad “uccidere” i buoni sentimenti e a farci ripiegare su noi stessi,  con il rischio di manifestare intollerenza e indifferenza nei confronti del prossimo, considerato come una potenziale minaccia. Per trasformare la paura, occorre essere consapevoli di cosa comporta nel nostro organismo. Come osserva il biologo e scrittore Marcello Pamio: “Quando abbiamo paura, la parte posteriore dell’ipofisi, una ghiandola del nostro cervello,  secerne ADH, che è l’ormone della paura. La stessa ghiandola secerne anche ossitocina ( l’ormone dell’amore) ma non può essere secreta contemporanemente all’ADH. Il significato di questo è molto profondo: l’uomo può scegliere se vivere nell’Amore e nel piacere (ossitocina), oppure nella paura (ADH). Contemporaneamente, queste due condizioni sono impossibili: da qui possiamo comprendere che il contrario dell’amore è proprio la paura!”

Tu dove vuoi stare? Anche se di questi tempi è difficile, io decido di coltivare l’amore che fa vivere anche più a lungo… alla faccia del coronavirus!!!

Se questo articolo ti è piaciuto, ti invito a condividere e a far girare anche tu la filosofia di educazione permanente : )

Quando è nato il mito della Donna Zerbino?

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Il mito della Donna Zerbino non ha età. E’ sempre esistito e sempre esisterà purtroppo, con la complicità dell’industria culturale sempre attenta ad enfatizzare la tendenza alla sudditanza/compiacenza della donna in risposta ai bisogni dell’uomo ( mi risulta che nel 2017 per vendere un gelato occorre mostrare ancora una donna che geme di piacere… )

Ma quando è stato sdoganato questo mito a livello mediatico???

Quando la Donna Zerbino è entrata UFFICIALMENTE nelle case di tutti gli italiani???

La risposta è nel lontano 1973, anno in cui  le radio hanno incominciato a trasmettere “Minuetto” ,  canzone che ha reso celebre Mia Martini per la sua interpretazione.

Il brano porta la firma di un uomo, Franco Califano, che in un’intervista racconta:

« …Il nostro incontro risale al ’73. Avevo appena finito di comporre “Minuetto” e sentii subito che si trattava di un pezzo del quale Mia Martini avrebbe colto perfettamente tutte le sfumature, la sua storia di amore disperato. Glielo affidai e Mia vinse il Festival d’Europa e il Festivalbar. In qualche modo ‘Minuetto’ segnò il suo grande successo, la nascita di un’interprete impareggiabile, che osservava il mondo e gli uomini con una straordinaria sensibilità. Non ci legava una frequentazione assidua, anzi sono poche le occasioni nelle quali io e Mia ci siamo ritrovati vicini a parlare di musica, di quella musica che per lei era in qualche modo uno strumento di liberazione, un modo per dimenticare… »

Ovviamente la Martini era e rimane un’interprete eccezionale … ma ad una lettura attenta, il testo può essere considerato veramente il manifesto della “Donna Zerbino“.

Una donna totalmente dipendente dal suo partner ( dal testo emerge più un partner sessuale, che non un partner emotivamente vicino alla sua donna e ai suoi bisogni affettivi), e  in balia dei sui impulsi ormonali ( “vieni a casa mia, quando vuoi, nelle notti più che mai”…). Una donna emotivamente fragile e vulnerabile ( “ti vedo e tanta forza non ce l’ho”), ma sessualmente attiva… che da una notte di passione spera di ricevere in cambio un pò d’amore ( “continuo ad aspettarti nelle sere per elemosinare amore”)

Vale la pena rileggersi il testo completo:

E’ un’incognita ogni sera mia…
Un’attesa, pari a un’agonia. Troppe volte vorrei dirti: no!
E poi ti vedo e tanta forza non ce l’ho!
Il mio cuore si ribella a te, ma il mio corpo no!
Le mani tue, strumenti su di me,
che dirigi da maestro esperto quale sei…

E vieni a casa mia, quando vuoi, nelle notti più che mai,
dormi qui, te ne vai, sono sempre fatti tuoi.
Tanto sai che quassù male che ti vada avrai
tutta me, se ti andrà per una notte…
… E cresce sempre più la solitudine,
nei grandi vuoti che mi lasci tu!

Rinnegare una passione no,
ma non posso dirti sempre sì e sentirmi piccola così
tutte le volte che mi trovo qui di fronte a te.
Troppo cara la felicità per la mia ingenuità.
Continuo ad aspettarti nelle sere per elemosinare amore…

So – no sempre tua, quando vuoi, nelle notti più che mai,
dormi qui, te ne vai, sono sempre fatti tuoi.
Tanto sai che quassù male che ti vada avrai
tutta me, se ti andrà, per una notte… sono tua…
… la notte a casa mia, sono tua, sono mille volte tua…

E la vita sta passando su noi, di orizzonti non ne vedo mai!
Ne approfitta il tempo e ruba come hai fatto tu,
il resto di una gioventù che ormai non ho più…
E continuo sulla stessa via, sempre ubriaca di malinconia,
ora ammetto che la colpa forse è solo mia,
avrei dovuto perderti, invece ti ho cercato.

Minuetto suona per noi, la mia mente non si ferma mai.
Io non so l’amore vero che sorriso ha…
Pensieri vanno e vengono, la vita è così…

Personalmente ho canticchiato questa canzone per anni… prestando scarsa attenzione alla carica emotiva trasmessa da certe parole… Fino a quando non ho cominciato a studiare l’impatto che le parole provocano su di noi, non solo a livello emotivo appunto, contribuendo ad innalzare e/o abbassare il nostro stato vitale, ma anche a livello cerebrale ( una ricerca russa ha evidenziato che le parole e le frequenze possono influenzare e riprogrammare il DNA. Per approfondire: https://www.disinformazione.it/parolaedna.htm )

E’ importante maturare la consapevolezza che un certo tipo di linguaggio, certe parole, ascoltate più volte, ripetute e immagazzinate nella memoria, trovano terreno fertile anche per sedimentarsi nel nostro inconscio e guidarci, più o meno consapevolmente, nella costruzione del nostro immaginario collettivo legato alla “promozione” di certi concetti. Come il concetto di “amore = dipendenza” veicolato da questa canzone.

Una persona una volta mi ha detto: “Non è amore se fa soffrire”. Peccato che l’industria dell’intrattenimento ci voglia convincere brutalmente del contrario.

IO SONO INFINITO

 

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In evidenza: Il Viandante sul mare di nebbia – Caspar David Friedrich

C’ è un mantra che ho letto da qualche parte e che vorrei condividere… per ricordarlo sia a me che ai naviganti della rete ; )

IO ESISTERO’ PER L’ETERNITA’

ESATTAMENTE COME L’AMORE,

CHE E’ ETERNO,

COSI’ E’ ANCHE LA MIA NATURA.

NON AVRO’ PIU’ PAURA PERCHE’

SONO DESTINATO A ESISTERE PER SEMPRE

Per questo IO SONO INFINITO

Il potere delle intuizioni

 

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Nei mesi scorsi ho sperimentato quella che in psicologia si definisce “dissonanza cognitiva”.

Tale dissonanza si verifica ogni volta che si  verificano “cognizioni o pensieri antitetici e per questo in contrasto tra loro, al punto, in casi più estremi, da creare disagio alla persona”.
(Per saperne di più: http://www.stateofmind.it/2015/05/dissonanza-cognitiva-psicologia/)

Il nostro cervello entra quindi in dissonanza. Creando confusione e disagio.

Ho passato giorni, settimane, mesi con “pensieri antitetici”… speravo di risolvermi tale dissonanza analizzando tutto ciò che mi passava per la testa, soppesando ogni parola che usciva dalla mia bocca e da quella del mio compagno. Per poi comprendere, come sosteneva bene Einstein, che: “Non si può risolvere un problema utilizzando la stessa mente che lo ha creato“.

Dato che la mia testa non si pacificava, in un momento di pace apparente, ho ricevuto un segnale, un’intuizione o insight, una “conoscenza diretta e immediata d’una verità, tradizionalmente contrapposta alla conoscenza logica e discorsiva”….

Ero a sedere senza fare nulla, per una volta (forse) senza pensare a niente, o al mio vissuto sentimentale, quando mi sono sentita risuonare nella testa due parole, un nome e un cognome:

CARLOS CASTANEDA

CARLOSA CASTANEDA, mi ripeto. E me lo scrivo, perchè non me lo voglio dimenticare.

La sera stessa cerco questo nome su internet e, ammetto la mia ignoranza, ma non mi ricordavo che fosse uno scrittore. Peruviano, naturalizzato statunitense, autore de il celebre libro Il lato attivo dell’infinito.

Wikipedia fornisce informazioni sul suo pensiero e finalmente leggo proprio quello che mi occorre assimilare in questi giorni di malessere:

“La sintesi del pensiero di Don Juan potrebbe essere riassunta con queste parole: “il Cammino del Cuore”. Nel suo primo libro, A scuola dallo stregone, Castaneda afferma:

Per me esiste solo il cammino lungo sentieri che hanno un cuore, lungo qualsiasi sentiero che abbia un cuore. Lungo questo io cammino e la sola prova che conta è attraversarlo in tutta la sua lunghezza. E qui io cammino guardando, guardando senza fiato.” Altrove dice circa “Tutte le vie si equivalgono, partono dalla boscaglia e vanno nella boscaglia, ma alcune hanno un cuore, altre no, e importa solo percorrere vie con un cuore“.

ESISTE SOLO IL CAMMINO LUNGO SENTIERI CHE HANNO UN CUORE.

E IO STAVO VIVENDO SOLO DI RAZIONALIZZAZIONI.

SENZA ASCOLTARLO QUESTO CUORE.

E’ come se il mio Sè superiore fosse venuto in mio soccorso, mostrandomi una via alternativa da seguire. La via del Cuore appunto, perchè io da brava gemelli cervellotica, tendo a prediligere la via della Mente.

Ma la vera forza, l’energia propulsiva, la trasmette il Cuore, non la Mente.

Così decido di approfondire la poetica di Castaneda e in biblioteca prendo in prestito Il lato attivo dell’infinito, Rizzoli Editore.

Mi colpisce un capitolo in particolare, chiamato Il punto di rottura.

In questo capitolo Castaneda affronta il tema del “silenzio interiore” …. quello che casualmente serve proprio a me in questo momento!!!

L’autore afferma che:

il silenzio interiore significa sospensione del dialogo interiore, il compagno sempre presente nei nostri pensieri, ed è quindi una condizione di completa pace.   Gli antichi sciamani lo chiamavano silenzio interiore perchè è uno stato in cui la percezione non dipende dai sensi, ma da un’altra facoltà dell’uomo, la facoltà che lo rende un essere magico e che è stata depotenziata non dall’uomo stesso, ma da qualche influenza estranea”. (…)

Nello sciamanesimo, il silenzio interiore è il punto da cui nasce ogni cosa. In altre parole, tutto ciò che facciamo ci guida verso tale stato che, come sempre accade nel mondo degli sciamani, non emerge se non veniamo scossi da qualcosa di gigantesco“(…)

Ed io mi sentivo profondamente scossa, da due uomini.

Proseguendo nella lettura apprendo che:

“Il silenzio interiore è la via che porta alla vera sospensione del giudizio, al momento in cui i dati sensoriali dall’universo non vengono più interpretati dai sensi e la cognizione cessa di essere la forza che attraverso l’uso e la ripetizione, decide la natura del mondo“.

Che era tutto ciò che io stavo facendo fino a quel momento. Nutrire il cuore con la mente.

Avere la pretesa di fornire soluzioni a miei “problemi” appellandomi solo alla forza della mente.

Leggere il libro di Castaneda è stato come risvegliarmi da un lungo torpore. Tornando a sentire con il Cuore. Più avanti Castaneda scrive:

“Gli sciamani hanno bisogno di un punto di rottura affinchè il lavorio del silenzio interiore possa cominciare. Si potrebbe paragonare alla calcina che i muratori mettono fra i mattoni. Solamente quando la calcina si solidifica i mattoni formano una struttura“.

Ma in cosa consiste esattamente il punto di rottura?

“Il tuo punto di rottura consiste nell’abbandonare il corso della tua vita così come lo conosci

“Per l’infinito l’unica impresa degna di un guerriero è la libertà, qualunque altra attività è un inganno”.

“A tempo debito, saprai tradurre a parole tutto ciò che vorrai. Oggi devi agire sul tuo silenzio interiore, su ciò che sai senza sapere. Sai perfettamente che cosa devi fare, ma è una conoscenza che non ha trovato una piena formulazione nei tuoi pensieri”.

Un paio di settimane dopo aver letto questo libro, io e il mio moroso ci siamo lasciati.

Ho cominciato a seguire il Sentiero del Cuore. Quello che forse il giorno era giusto fare.

Ora non so cosa sia più giusto fare… forse solo re-imparare a camminare, come dice una canzone di Calcutta.

E scoprire il lato attivo dell’infinito.

Il potere delle affermazioni positive

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Si dice che “la vita ha le sue stagioni”… bene, ultimamente sto sperimentando la “stagione della riprogettazione” …. dell’ascolto attivo di Sè stessi per portare alla luce cosa si desidera davvero nella propria vita… quali persone vogliamo avere al nostro fianco in questo nostro peregrinare, e chi abbiamo deciso di lasciare andare, per il nostro bene.

In questo percorso di conoscenza e pacificazione interiore, può essere utile ricorrere alla strategia delle AFFERMAZIONI POSITIVE, che secondo Louise Hay, formatrice e autrice statunitense, hanno il potere di aiutarci a riprogrammare il nostro inconscio per poter tornare a vivere nell’amore e nella gioia di Sè.

In questi giorni di “riprogettazione esistenziale”, sto praticando assiduamente il potere delle AFFERMAZIONI, affermazioni positive relative in particolare alle tematiche del cambiamento, della necessità di vivere il presente con una fiducia rinnovata.

Ecco alcune delle affermazioni positive che mi stanno aiutando in questo percorso di rinascita interiore:

1- I CAMBIAMENTI POSSONO INIZIARE ORA. IO SONO DISPOSTO A CAMBIARE

2- SCELGO DI VIVERE NEL GIOIOSO PRESENTE

3- NON HO NULLA DA TEMERE OVUNQUE IO SIA DIRETTO

4- GUARDO CON ENTUSIAMO AL FUTURO

5- GUARDO DENTRO DI ME ALLA RICERCA DEI MIEI TESORI

6- IL MIO CUORE RICARICA LA MIA ANIMA E DONA ENERGIA AL MIO CORPO

7- SONO SODDISFATTO DI CIO’ CHE HO CREATO NELLA MIA VITA

8- DOMANI E’ UN NUOVO INIZIO

9- MI AMO E MI ACCETTO A PRESCINDERE DA TUTTO

10- SCELGO DI VIVERE NELLA GRAZIA E NELLA GIOIA

Mi auguro che questo articolo possa essere di aiuto a chi come me sta vivendo un periodo di cambiamento, consapevole che è nella stessa CRISI che si manifesta la RINASCITA.

Crisi come opportunità di cambiamento, come suggerisce l’etimologia del termine:

“L’etimologia di crisi deriva senza dubbio dal verbo greco krino = separare, cernere, in senso più lato, discernere, giudicare, valutare. Nell’uso comune ha assunto un’accezione negativa in quanto vuole significare un peggioramento di una situazione. Se invece riflettiamo sull’etimologia della parola crisi, possiamo coglierne anche una sfumatura positiva, in quanto un momento di crisi cioè di riflessione, di valutazione, di discernimento, può trasformarsi nel presupposto necessario per un miglioramento, per una rinascita, per un rifiorire prossimo

(FONTE: http://www.etimoitaliano.it/2011/03/etimologia-della-parola-crisi.html)

 

 

 

Amore è Libertà

 

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All’età dei 30+1 sono finalmente giunta a maturare una consapevolezza circa la Natura dell’Amore… cioè che l’Amore, quello Vero, è tutto fuorchè desiderio di controllo, possesso, dipendenza, attaccamento morboso… al contrario, l’Amore coincide o dovrebbe coincidere con la più estesa manifestazione della Libertà... libertà di lasciare l’Altro, il nostro partner, di pensare, di scegliere, di agire nel modo in cui gli è più affine… in quella Libertà di espressione che gli permetta di realizzarsi  compiutamente prima in Sè stesso e poi nella Coppia… ecco, per me l’Amore diventa una co-costruzione della libertà altrui, nella quale si gioca la più sublime e avventurosa delle partite: vedere,  assaporare e celebrare la realizzazione dell’Altro, grazie alla condivisione della reciproca libertà di espressione.

Tutto questo era stato ben compreso molto tempo fa già da Gesù Cristo, e molto tempo dopo da un uomo altrettanto saggio come Osho ( per alcuni è il più grande fra i Guru, per altri il più grande tra i truffatori, per me una personalità affascinante, dalla quale attingere il buono delle Parole che ci ha lasciato in eredità ):

“Le persone mature in amore si aiutano a essere libere, si aiutano l’un l’altra a distruggere ogni tipo di legame. E quando l’amore fluisce nella libertà c’è bellezza. Quando l’amore fluisce nella dipendenza c’è bruttezza. Ricorda, la libertà è un valore più alto dell’amore. Quindi se l’amore distrugge la libertà, non ha alcun valore.

Quindi, da ripetere e imparare a memoria fino alla fine dei miei giorni:

“La libertà è un valore più alto dell’amore”

e

“Quando l’amore fluisce nella libertà c’è Bellezza”