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60 cose odiose che ti possono accadere nella vita

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Questa sera che ho il dente avvelenato ne approfitto per fare l’inventario delle 60 cose odiose che ci possono accadere nella vita… chissà che alla fine non ci rida pure sopra : )

1- Quando ti serve lo scotch e non riesci a trovare l’estremità perchè si è attaccata perfettamente  al nastro;

2- Quando stai per uscire, sei di fretta e ricevi una telefonata;

3- Quando sei fuori a cena e i commensali al tavolo cominciano a parlare di serie televisive e tu per principio non le segui perchè ti creano dipendenza ( anche se simpatizzi per Black Mirror);

4- Quando indossi le calze velate  fresche di acquisto e  dopo 10 minuti te le ritrovi smagliate;

5- Quando entri in un bagno pubblico unisex e lo trovi cicliclamente pisciato e/o cagato;

6- Quando entri in un bagno pubblico riservato a sole donne e lo trovi ciclicamente pisciato e/o cagato;

7- Quando sei in bici e ti caga un uccello sui pantaloni;

8- Quando pesti una merda;

9- Quando incontri uno/a che conosci e finge di non vederti;

10- Quando sei single e non ti caga nessuno perchè  a tua insaputa giri con il cartello in fronte con su scritto “cerco storia seria” e gli uomini fuggono;

11-Quando sei impegnata e gli uomini ci provano perchè non giri  più con il cartello in fronte con su scritto “cerco storia seria”, sei felice e appagata e l’uomo lo percepisce;

12- Quando vai al mare e ti accorgi che dalle ginocchia ti spunta ancora qualche pelo molesto;

13- Quando esci con un uomo che ti piace fisicamente, poi quando impari a conoscerlo scopri che ti annoia a morte;

14- Quando sei in bagno e ti accorgi che è finita la carta igienica e il tuo moroso non è in casa per fartela allungare e ti devi arrangiare;

15- Quando sei a scuola e il prof. apre il registro e se ne esce con “Oggi interrogo….” e tu scompari istintivamente sotto il banco, mimetizzandoti dietro lo zaino o direttamente lì dentro alla ricerca di qualche libro;

16- Quando mandi un messaggio wa, ti accorgi delle spunte blu di avvenuta lettura, ma il tipo/a non ti risponde e tu vai in ansia;

17- Quando un uomo che ti piace schifa le telefonate, comunica solo con i messaggi e a te scende la catena perchè avevi 15 anni 15 anni fa;

18- Quando stacchi dal turno a lavoro e vorresti solo andare a casa invece sei obbligata a fare la spesa;

19- Quando entri in una stanza della casa per prendere una cosa poi rimani fermo come un allocco in corrispondenza dello stipite della porta perchè nel frattempo ti sei dimenticata/o cosa devi prendere;

20- Quando ti presentano ad un gruppo di persone che non conosci e dopo un secondo ti sei già dimenticata/o tutti i nomi, a meno che non ci sia qualcuno/a che ti abbia colpito brutalmente per la simpatia o l’aspetto;

21- Quando saluti un cliente e non ti risponde;

22- Quando ti dicono “Buongiorno Signora”;

23- Quando sei in aereo e devi andare in bagno ma sei seduta nel seggiolino al centro e non vuoi scomodare il tuo vicino per alzarsi;

24- Quando trattieni la pipì per troppo tempo, poi quando riesci finalmente ad andare in bagno sul momento non ti scende niente e ti devi persino concentrare per riuscire nella tua impresa;

25- Quando ti sbagli a dare il resto alla cassa;

26- Quando stai facendo l’amore e ti viene in mente cosa devi fare dopo;

27- Quando una persona ti chiede “Come stai?” ma non ascolta la  tua risposta;

28- Quando parli con uno che non guarda te ma le tue  tette;

29- Quando entri in un negozio e la commessa ti segue in ogni tuo movimento perchè è indottrinata a venderti tutta la merce esposta in negozio;

30- Quando hai appena cambiato il pannolino ad un bambino e dopo 5 minuti realizzi che si è già bagnato;

31- Quando mandi CV e non ti risponde nessuno;

32- Quando mandi CV e ti rispondono proponendoti delle collaborazioni a titolo gratuito;

33- Quando mi dicono che parlo troppo in fretta;

34- Quando stai cercando parcheggio, ne trovi uno libero ma realizzi che un altro automobilista te l’ha già soffiato;

35- Quando stai registrando un messaggio vocale e per sbaglio lo cestini;

36- Quando vuoi fare una foto con il telefonino ma ti accorgi che non puoi perchè hai la memoria intasata;

37- Quando entri in ascensore e c’è odore di fumo;

38- Quando il tuo moroso mangia al giappo con gli amici e quando torna a casa puzza di fritto e gli metti il veto di entrare nel letto così;

39- Quando al ristorante ti portano le verdure grigliate con anche i peperoni;

40- Quando sei in un locale e devi urlare per farti sentire e perdi la voce;

41- Quando sei fuori a cena, vai in bagno e scopri di avere frammenti di spezie fra i denti e nessuno prima te lo aveva fatto notare;

42- Quando fai le valigie per andare in vacanza e ti dimentichi le ciabatte;

43- Quando fai la borsa della palestra e ti dimentichi il cambio della biancheria e/o ciabatte/ e/o accappatoio;

44- Quando da bambina gli amici dei miei mi stritolavano la guancia per farmi un “buffetto”;

45- Quando acquisti una matita per gli occhi ma ti accorgi che è instendibile sulle palpebre da quanto è dura la mina;

46- Quando alla mattina ti prepari il caffè, sei distratto e lo versi nella tazzina ma anche sulla tovaglietta;

47- Quando hai scoperto che esiste la rivista di “Uomini e Donne”;

48- Quando vorresti baciare un uomo che conosci poco ma ti sembra prematuro, allora aspetti che lo faccia lui ma lui non lo fa pensando che forse non sei interessata;

49- Quando ti provi i vestiti nel camerino di un negozio ma lo specchio riflette una figura diversa da quella che sei abituata a vedere a casa tua;

50- Quando lavi i piatti e ciclicamente rompi un bicchiere;

51- Quando un uomo ti fa incazzare, poi ti abbraccia e non ci capisci più niente;

52- Quando il mio moroso è in cucina e mi dice cose, io sono in bagno che mi sto asciugando i capelli e gli urlo che non sento ma lui continua a parlare, così aspetto che finisca, vado in cucina e gli chiedo se può ripetere che ho perso le ultime 425898585 parole.

53- Quando mi chiedono “se sono una specie di psicologa”;

54- Quando facevo l’assistente sociale e qualcuno mi chiedeva sempre se portavo a spasso i vecchietti (?);

55- Quando mio padre si è ammalato di un male incurabile e qualcuno mi chiedeva ciclicamente: “Ma guarirà?”

56- Quando lavi la macchina poi dopo viene a piovere;

57- Quando una persona ti chiede di che segno sei, gli rispondi gemelli e lui ti storce il naso come se avessi la peste;

58- Quando stai recitando sul palcoscenico e ti dimentichi le battute;

59- Quando sei in piscina a fare acquagym e mentre fai gli esercizi schizzi come una balena, mentre le tue compagne di corso rimangono tranquille e composte in acqua;

60- Quando leggi un libro ma stai pensando ai cazzi tuoi e devi tornare indietro di 2/3 pagine per recuperare il filo del discorso.

… Ovviamente mi sarò dimenticata qualcosa, c’è sempre qualcosa di cui potersi incazzare dopotutto, ma il segreto sta sempre nel MODO in cui affrontiamo quello che ci fa incazzare…

Grazie per la lettera e il tempo dedicato,

Al prossimo post ; )

Laura

 

 

 

 

 

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Come incentivare la memoria

 

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Non è un caso che dedico un post proprio alla memoria in quanto uno dei miei crucci più grandi è sempre stato questo: avere poca memoria. Facendo due conti credo che sia per il fatto che nella mia testa si accavvallano costantemente pensieri di ogni ordine e grado, dai più banali legati alla gestione del quotidiano ( del tipo “devo fare la spesa” ) a pensieri più corposi circa la pianificazione dei miei progetti ( di ordine artistico e culturale), così come riflessioni più introspettive legate al Perchè delle cose ( e di come oggi, nel 2016, avvengano ANCORA certe cose, perplessità che magari affronterò in un prossimo post).

Per indagare le dimensioni della memoria, oggi ho deciso di affidarmi alla sapienza di un grande Professore e studioso di semiotica quale è stato Umberto Eco, scomparso il 19 Febbraio scorso. Nella lettera dedicata al nipotino, che Eco ha scritto prima di “partire per il grande Viaggio” ( credo che l’evento Morte sia il più grande degli Enigmi per noi Esseri Umani e come tale deve essere considerato,  cioè come un grande Viaggio appunto), il Professore ammonisce dai rischi legati alla malattia del nostro secolo ( insieme alla Depressione, aggiungo io) e cioè:

la perdita della memoria ( personale e storica, nda)

Ecco come Eco approfondisce la tematica:

“E’ di questo che volevo parlarti, (…) di una malattia che ha colpito la tua generazione e persino quella dei ragazzi più grandi di te, che magari vanno già all’università: la perdita della memoria. È vero che se ti viene il desiderio di sapere chi fosse Carlo Magno o dove stia Kuala Lumpur non hai che da premere qualche tasto e Internet te lo dice subito. Fallo quando serve, ma dopo che lo hai fatto cerca di ricordare quanto ti è stato detto per non essere obbligato a cercarlo una seconda volta se per caso te ne venisse il bisogno impellente, magari per una ricerca a scuola. Il rischio è che, siccome pensi che il tuo computer te lo possa dire a ogni istante, tu perda il gusto di mettertelo in testa. Sarebbe un poco come se, avendo imparato che per andare da via Tale a via Talaltra, ci sono l’autobus o il metro che ti permettono di spostarti senza fatica (il che è comodissimo e fallo pure ogni volta che hai fretta) tu pensi che così non hai più bisogno di camminare. Ma se non cammini abbastanza diventi poi “diversamente abile”, come si dice oggi per indicare chi è costretto a muoversi in carrozzella. Va bene, lo so che fai dello sport e quindi sai muovere il tuo corpo, ma torniamo al tuo cervello.

La memoria è un muscolo come quelli delle gambe, se non lo eserciti si avvizzisce e tu diventi (dal punto di vista mentale) diversamente abile e cioè (parliamoci chiaro) un idiota. E inoltre, siccome per tutti c’è il rischio che quando si diventa vecchi ci venga l’Alzheimer, uno dei modi di evitare questo spiacevole incidente è di esercitare sempre la memoria.

Quindi ecco la mia dieta. Ogni mattina impara qualche verso, una breve poesia, o come hanno fatto fare a noi, “La Cavallina Storna” o “Il sabato del villaggio”. E magari fai a gara con gli amici per sapere chi ricorda meglio. Se non piace la poesia fallo con le formazioni dei calciatori, ma attento che non devi solo sapere chi sono i giocatori della Roma di oggi, ma anche quelli di altre squadre, e magari di squadre del passato (figurati che io ricordo la formazione del Torino quando il loro aereo si era schiantato a Superga con tutti i giocatori a bordo: Bacigalupo, Ballarin, Maroso eccetera). Fai gare di memoria, magari sui libri che hai letto (chi era a bordo della Hispaniola alla ricerca dell’isola del tesoro? Lord Trelawney, il capitano Smollet, ildottor Livesey, Long John Silver, Jim…) Vedi se i tuoi amici ricorderanno chi erano i domestici dei tre moschettieri e di D’Artagnan (Grimaud, Bazin, Mousqueton e Planchet)… E se non vorrai leggere “I tre moschettieri” (e non sai che cosa avrai perso) fallo, che so, con una delle storie che hai letto.

Sembra un gioco (ed è un gioco) ma vedrai come la tua testa si popolerà di personaggi, storie, ricordi di ogni tipo. Ti sarai chiesto perché i computer si chiamavano un tempo cervelli elettronici: è perché sono stati concepiti sul modello del tuo (del nostro) cervello, ma il nostro cervello ha più connessioni di un computer, è una specie di computer che ti porti dietro e che cresce e s’irrobustisce con l’esercizio, mentre il computer che hai sul tavolo più lo usi e più perde velocità e dopo qualche anno lo devi cambiare. Invece il tuo cervello può oggi durare sino a novant’anni e a novant’anni (se lo avrai tenuto in esercizio) ricorderà più cose di quelle che ricordi adesso. E gratis.

C’è poi la memoria storica, quella che non riguarda i fatti della tua vita o le cose che hai letto, ma quello che è accaduto prima che tu nascessi. (…)

Noi entriamo nella vita quando molte cose sono già successe, da centinaia di migliaia di anni, ed è importante apprendere quello che è accaduto prima che noi nascessimo; serve per capire meglio perché oggi succedono molte cose nuove.

(…) Ad esempio:

Chi erano gli ittiti? E i camisardi? E come si chiamavano le tre caravelle di Colombo? Quando sono scomparsi i dinosauri? L’arca di Noè poteva avere un timone? Come si chiamava l’antenato del bue? Esistevano più tigri cent’anni fa di oggi? Cos’era l’impero del Mali? E chi invece parlava dell’Impero del Male? Chi è stato il secondo papa della storia? Quando è apparso Topolino?

Potrei continuare all’infinito, e sarebbero tutte belle avventure di ricerca. E tutto da ricordare. Verrà il giorno in cui sarai anziano e ti sentirai come se avessi vissuto mille vite, perché sarà come se tu fossi stato presente alla battaglia di Waterloo, avessi assistito all’assassinio di Giulio Cesare e fossi a poca distanza dal luogo in cui Bertoldo il Nero, mescolando sostanze in un mortaio per trovare il modo di fabbricare l’oro, ha scoperto per sbaglio la polvere da sparo, ed è saltato in aria (e ben gli stava). Altri tuoi amici, che non avranno coltivato la loro memoria, avranno vissuto invece una sola vita, la loro, che dovrebbe essere stata assai malinconica e povera di grandi emozioni.
Coltiva la memoria, dunque, e da domani impara a memoria “La Vispa Teresa”.”

L’arte di Vivere

 

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In cosa consiste l’Arte di Vivere? E’ possibile stabilire un memorandum che ci possa ricordare le dimensioni del buon vivere nei momenti più cupi dell’esistenza?

Hernan Huarache Mamani, autore de “La donna della Luce” ci invita a riflettere su quattro aspetti, legati all’ascolto del nostro corpo fisico ed emozionale:

“Per imparare l’arte di vivere, bisogna innanzitutto cominciare ad ascoltare il corpo, i suoi dolori, i cambiamenti fisici, come l’aumento o il calo di peso, il suo bisogno di un determinato alimento, se è agile o stanco, se la voce si modifica…

 In un secondo tempo, bisogna concentrarsi sulla testa, le idee, i pensieri, i sentimenti e i desideri. Soppesare pensieri positivi e negativi. Capire se le idee che abbiamo in noi ci aiutano a evolvere o ci impediscono di migliorare. Poi dobbiamo imparare ad analizzare i nostri sentimenti. Per capire se ci fanno crescere. E riflettere prima di parlare, per poi non pentirsi.

 Il terzo passo è saper scegliere la propria strada ed essere pronti a lasciarla se non è quella giusta. Per capirlo, bisogna imparare dalla vita, fare più esperienze possibili. Solo conoscendo a fondo la vita, scopriremo il nostro destino. prima il sapere, poi l’azione.

 Quarto: gli essere umani vivono costantemente in bilico tra i propri desideri e le aspettative degli altri. Stare bene significa essere disposti ad adattarsi all’ambiente e imparare a modificarlo in base alle circostanze. Questo implica la capacità di cambiare idea, abitudini, stile di vita. La flessibilità e l’apertura mentale verso esperienze nuove è un atteggiamento sano.

Se saremo in grado di ascoltarci attentamente, analizzarci, fare le scelte giuste e adattarci, avremo imparato l’arte di vivere in maniera salubre e felice.

Come ti senti?

Lo psicologo clinico Marshall Rosenberg, ideatore della Comunicazione Non Violenta (CNV), ha stilato una sorta di “campionario emozionale”, contenente un ventaglio di vocaboli mirati per esprimere i nostri stati emotivi, correlati a bisogni soddisfatti e/o insoddisfatti. Ecco una lista di sentimenti che possiamo sperimentare nel corso della nostra vita, così come descritti da Rosenberg, reperibili al sito: http://www.in-formazione.net/come-ti-senti/