Archivi tag: tristezza

Alle radici dell’empatia

 

Risultati immagini per attrice che piange in un film

Di poche cose sono certa nella vita, ma una di queste è legata alla nostra Umanità che può arrivare a manifestarsi e tradursi in un pianto davanti ad un film.

Ci immedesimiamo talmente tanto a tal punto che ci dimentichiamo che è  “solo un film” e giù lacrime e fazzolettini di carta e abbracciatone del fidanzato/a. A me personalmente è successo di sostenere un mio ex moroso al cinema, in pena per il Mostro di Lochness ( il film era The Water Horse – La leggenda degli abissi, 2007).

Ma qual è il segreto di questa magia? Di questo entrare in risonanza emotiva anche nei confronti di qualcosa di platealmente finto come un film?  Ok, magari si tratta di una storia vera al cinema, ma comunque mediata da attori che interpretano la parte.

Avendo scritto la tesi di laurea triennale sul ruolo svolto dall’empatia nel lavoro dell’Assistente Sociale, ho scoperto che in qualità di Esseri Umani siamo intrinsecamente relazionali. Diciamo che l’attitudine alla relazione è inscritta nel nostro stesso cervello grazie all’azione svolta dai c.d “neuroni specchio”.

Nel 1991, un gruppo di neuroscienziati dell’Università di Parma diretto dal dott. G. Rizzolatti , ha scoperto e descritto i  “neuroni specchio”, un set di neuroni che consentono al nostro cervello di correlare i movimenti osservati nel nostro interlocutore ai nostri, riconoscendone quindi il significato.

I neuroni specchio permettono quindi la comprensione delle intenzioni altrui, in quanto direttamente condivise a livello neurale, attraverso quella che Rizzolatti definisce nei termini di una “risonanza non mediata”.

Nel processo di risonanza o “simulazione incarnata” avviene quindi una riproduzione automatica, non consapevole e pre-riflessiva, degli stati mentali dell’altro.

Ad esempio, se assistiamo al pianto di un’attrice in un film, nel nostro cervello si generano delle rappresentazioni interne degli stati corporei associati al pianto, “come se”  stessimo piangendo anche noi, o provando una simile emozione o sensazione di tristezza.

Si può quindi affermare che i neuroni specchio dimostrano le radici neurofisiologiche dell’empatia.

Nella vita di tutti i giorni, anche se magari non desideriamo metterci volontariamente e consapevolmente nei panni di una persona in lacrime, per motivi riconducibili  a disinteresse, o altro,  i neuroni specchio si attivano in automatico, grazie al meccanismo della risonanza non mediata. Quindi anche se questa persona non dovesse godere della nostra massima stima, a livello cerebrale e inconsapevole ne riprodurremmo comunque lo stato interno ad esso associato.

 

 

Annunci

L’inventario delle emozioni – sapersi gestire emotivamente

Dopo “l’inventario dei bisogni”, ho pensato di proporre “l’inventario delle emozioni”, proponendo la classificazione elaborata dal prof. Gerrod Parrot, della Georgetown University (USA):

http://www.in-formazione.net/linventario-delle-emozioni-sapersi-gestire-emotivamente/